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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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   Serzeio. Vi sì veggono ancora il fonte battesimale, l'aitar maggiore in legno dorato con pitture in tavola di molla antichità e di gran pregio. Del paese, distrutto dalla ferocia dei Barbareschi nel secolo XVI, non rimangono che poche vestigia e qua e là qualche muro, né più discernesi il luogo, ove . Gesuiti avevano iì loro collegio.
   Il territorio è attissimo ai cereali e ai fruttiferi, principalmente gli ulivi e i mandorli. Vigne feraci di uve bianche, di cui la più comune è quella che chiamano nuragus; il perchè anche i vini riescono bianchi.
   Coli, elett. Oristano — Dioc. Ales.
   Masiillas (091 ab.). — Sta poco distante da Mogoro, in una valle, quasi alla falda ed estremità settentrionale di un terrazzo allungato, sulla sponda destra del Traeiu. Parrocchiale della Madonna delle Grazie e due chiese minori. Grano, orzo, fave, ceci, lenticchie, lino, alberi da frutta e vigne, che prosperano come nei luoghi migliori. 11 vitigno più comune è il nuragus, quindi le altre varietà, malvasia, moscaio, monica. ecc. La vendemmia suol essere copiosissima, sì che molto vino si mette in commercio: bestiame e formaggi di qualche bontà; ortaglie abbondanti, numerosissimi i colombi
   La mineralogia di Masullas è delle più doviziose della Sardegna. Vi si trova calcedonio, quarzo a profusione e di molte sorta, diaspro, corniola, selce piromica ed una grande varietà dì calce carbonata.
   Coli, elett. Oristano — Dioc. Ales.
   Pompu (200 ab.). — A 200 metri circa di altezza e all'estrema falda del monte Arci, non lungi dalla sponda destra del rio Trebina, così detto perchè nasce dalle pendici orientali del monte omonimo. Vie irregolari con poche case e parrocchiale di Nostra Donna di Monserrato. Grano, orzo, fave, legumi, lino, uve bianche, alberi fruttiferi e ghiandiferi e poco bestiame.
   Coli, elett. Oristano — Dioc. Ales.
   Siris (192 ab.). — È situata sui confini meridionali delia massa del monte Arci e sulla destra del rio Arpìa, con parrocchiale di S. Margherita. Grano, orzo, fave, lino, frutta, vino, bestiame, selvaggiume e cacciagione. Trova usi nel territorio non pochi Nuraghi, più o men disfatti e molti dei minerali, che abbiam numerati sotto Masullas.
   Coli, elett. Oristano — Dioc. Ales.
   Mandamento di SANTU LUSSURGIU (comprende 2 Comuni, popol. 0326 ab.).
   Territorio metà in pianura e metà in montagna con roccie basaltiche e trachitiche e un gran monte vulcanico, quasi sempre coperto di neve. Sorgenti numerose, che danno origine a sei fiumicelli. Quattro grandi selve, che producono ottimo legname da costruzione. Selvaggiume e cacciagione in abbondanza.
   Santu Lussurgiu (4931 ab.). — Giace a circa 500 metri d'altezza, nel cratere di un grande vulcano estinto da tempo immemorabile, e dal quale par essere stata eruttata gran parte della materia, che forma il fondo basaltico della Planargia. È questo il Monteferm, del quale, come delle sue miniere, già abbiam trattato ne\VIntroduzione e più particolarmente lotto Seneghe. Aggiungeremo qui soltanto, chele vette più eccelse di codesta massa vulcanica sono i cosidetti monte Urticu (1051 m.), monte Entu e monte Pertusu. Le misurazioni barometriche diedero al generale Alberto La Marmora le altezze di metri 1049 pel primo, metri 1015 pel secondo e metri 942 pel terzo.
   Fondato nell'ampio cratere del vulcano estinto, Santu Lussurgiu è chiuso intorno da alti margini, tranne dalla parte verso austro-scirocco, e al riparo dei venti, eccetto quelli da codesta parte. Aria sommamente salubre per l'altitudine, con pioggie frequenti e neve persistente. Case in generale ben costruite e comode, ma con cortili
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