t'arte Quinta. — Italia Insulare
Ual febbraio al settembre esportatisi in tutte quasi le parti della Sardegna gli agrumi dei giardini di Alilis e con essi le piantine pei giardini, che voglionsi formare altrove, dove il clima è propizio. Vendesi inoltre legnarne di cedro adoperato dagli ebanisti nei lavori eleganti, a Sassari principalmente. Un'industria speciali per gli abitanti di Milis è la fabbricazione dei così detti caditws, o stuoie di canne schiacciate, intrecciate e raccolte poi ni cartoccio o in cilindro pel trasporto degli agrumi, per riporvi il frumento od altro e per rivestirne i soffitti. Calcolasi che la fabbricazione di codeste stuoie ne produca da 4 a 5 mila all'anno. Nel territorio di Milis 11011 contarisi elio tre Nuraghi.
Coli, elett. Oristano — Dioc. Oristano — I '1
Bauladu (839 ab.) — Situato a soli 21 metri di altezza, a pie di una collina vulcanica, nella catena che forma il bacino della gran pianura di Arborea. Parrocchiale di San Gregorio Magno e chiesa di San Lorenzo, di antica costruzione, alla estremila del paese. Grano, orzo, meliga, fave, fagiuoli, lino, vino eccellente, alberi ghiandiferi e fruttiferi, bestiame, ecc. 11 territorio è solcato dal fiume C'ispiri, che scende dal monte di Saniti Lussurgìu e forma poi, con altri rivi, il fiume di Tra-matza. Parecchi Nuraghi, la maggior parte distrutti, due dei quali notevoli per la loro singolarità.
Cenni storici, — Era compreso nel marchesato d'Arcais, come gli altri villaggi dei tre Campidani d'Arborea.
Coli, elett. Maconier — Dioc. Oristano ¦ T. e Str. ferr.
Narbolia (1309 ab.). Siede all'altezza di GO metri, alle falde meridionali dei Menommi, o monti di Suntu Lussurgìu, con le case parte in piano e parte sul pendìo di un colle. Parrocchiale di Santa Reparata, assai ricca di marmi, e due chiese minori di San Pietro e Santa Caterina. Grano, orzo, fave, ceci, piselli, granone, ortaglie, vino ottimo, specie la vernaccia; aranci e limoni, gelsi, alberi da frutta, bestiame e formaggio. Cave di pietra da calce e miniera di ftrro solforalo.
Nel territorio non vasto contansi per lo meno ventisei Nuraghi, venti dei quali di notevole grandezza. I Nuraghi minori sono quasi tutti disfatti; meno offesi i maggiori, dove si eccettui quello che chiamano Tunis, che credesi maggiore degli altri e inerita menzione. Aveva esso altre costruzioni intorno e, in una delle molte camere, vedovasi un pozzo angusto con pareti di pietre rozze senza cemento e in fondo una corrente d'acqua proveniente dalla fonte Nieddìo, distante circa 200 passi. Ciò fu scoperto nel 1794 da un eremita di nome Fra Matteo, che abitava un eremitaggio con chiesuola, tuttora esistente, e venerato da queste popolazioni. Nel Nvrago furono trovale alcune monete romane e cinque idoletti di terracotta. Nell'eminenza soprastante al camposanto vedesi porzione di un'antica muraglia e vuole la tradizione, che ivi sorgesse un castello costruito, o, a meglio dire, restaurato dalla celebre Eleonora di Arborea. Nelle colline, avanzi di costruzioni romane, probabilmente le rovine della città di Saralapis, di cui tratta Tolomeo.
Colt, elett.. Oristano — Dioc. Oristano.
San Vero Milis (2011 ab.). — Giace all'altezza di soli 10 metri, sui confini boreali dei campi arboresi, poco lungi dalla base meridionale della montagna di Sem tu Lussurgiu, alla sponda sinistra del Rio Mannu. I gruppi delle case sono divisi, gli uni dagli altri da vie irregolari in direzione e larghezza. Nel 1848 furono aperte due nuove strade vicinali, una presso il ponte, per cui si entra nel paese, l'altra dalla parte da cui se n'esce verso la montagna. Trovasi completamente privo di strade traffi-cabili. Case comodissime, olire il numero e l'avere della famiglia: sono costruito coi ladri.s (mattoni crudi) e vi si notano anche alcuni palazzi in pietra.