l'arte (juiiita — Italia Insulare
divenuto Macomeli, Macconeli e Macorner. Nei tempi romani il suo territorio fra attraversato da una delle grandi strade centrali, la quale toccava Molari», ora Mutar(jia. Da questa strada furono tolte le colonne migliali collocate nel vestibolo della parrocchiale per sostenere una tettoia e che risalgono ai tempi di Vespasiano e di Settimio Severo.
Coli, eleit. Macomer Dioc. Altiero — 1'- T. e Str. ferii
Biro® (42(1 afa.). — Siede a 500 metri circa di altezza dal livello del mare, in piccola eminenza, sopra la pianura del Mary Itine e gode di un bell'orizzonte apeito da gl'eco a libeccio. Parrocchiale di Sant'Andrea apostolo con tre chiese liliali. Grano, orzo, fave, fagiuoli e altri legumi. Le vigne prosperano mirabilmente e danno uve di molte varietà; alberi da frutta, bestiame e caccia abbondante.
Nel territorio incontra risi vestigia di antiche popolazioni e le rovine occupano un'ampia superlicie. Come nelle altre parti della pianura del Marghine, cosi in questo son frequentissimi i Nuraghi, molti dei quali distrutti per asportarne i materiali. Merita menzione quello detto Boralo presso i! fiurne, alto circa 50 piedi, con grosso corpo, nella cui stanza interna capirebbero comodamente 60 persone. L'entrata è alquanto più bassa della statura dell'uomo. Era uno di quelli che avevano una cinta comprendente un terrapieno, che arrivava al livello della camera media. Gii altri sono inferiori, ina meritevoli anch'essi di osservazione.
Le Sepolture dei Giganti, meglio conservate, son quattro, tre distanti circa 15 minuti dall'abitato e la quarta un'ora. I)i questa costruzione ciclopica diede la descrizione il La Marmora nel Ballettino dell' Istituto di cor rispondenza archeologica (n. 11, settembre-ottobre 1833) in lui con una tavola rappresentante la cassa lunga in. 11 e le mura spesse 1.50, coperte da enormi lastre; il diametro misura eh. 13.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Alghero — Str. ferr.
Borore (2125 ab.). — A 390 metri d'altezza dal livello del mare, sulla pianura del Marghine, con vie larghe e un cotal po' regolari e case con annesso un orticello. Aria non guari salubre. Palude prosciugata e ridotta a coltura. Parrocchiale dell'Assunta e quattro chiese liliali, due nel paese e due nella campagna. Grano, orzo, fave, lino, vino; uliveti ed alberi da frutta; molto bestiame, principalmente pecore; vi si allevava in addietro una bella razza di cavalli. Il formaggio è molto buono e molto riputato. Vendonsi lana e pelli. Ventidue Nuraghi, la maggior parte diroccali, e parecchie delle cosi dette Sepolture dei Giganti.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Alghero — P4 T. e Str. ferr.
Bortigali (2972 ab.). — Sorge a 560 metri di altezza dal livello del mare, appiè del monte Santu-Padre, con vie irregolari; parrocchiale della Madonna degli Angeli, costruita nel 1854, ornata dei quadri rappresentanti Annunziata, VAdorazione dei Magi e VAssunzione di scuola giottesca, e cinque altre chiese liliali in paese e tre nella campagna.
La terra prestasi a tutte le voglie dell'agricoltore, ma è atta principalmente alle granaglie e agli orzi, che fruttificano per ordinario al ventuplo. Goltivansi molte specie di legumi e di erbaggi e le patate alimentano le famiglie povere, quando i raccolti falliscono. La vite prospera mediocremente e la qualità dei vini non dispiace. Gli alberi da frutta danno varietà copiose nella specie e ne! numero e grate nei frutti. Vaste le selve, in cui crescono l'elee, la quercia, il tasso, il ciliegio, il moro selvatico e altre specie atte a varie costruzioni. Molto bestiame, pecorino in ispecie e gran numero di giumenti per la macinazione e il trasporto delle legna e del formaggio in paese. I prodotti della pastorizia si sogliono vendere a Bosa. Abbondante il selvaggiume e la caccia.