Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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nelle quali predominano la quercia e l'elee. È assai ferace dì granaglie, vini, frutta e porge co' suoi pascoli largo guadagno agli abitanti coll'allevarnento del bestiame.
Macomer (2657 ab.). — Sorge a 576 metri sul livello del mare, sull'orlo di un ampio piano basaltico, detto Campeda, soprastante all'altro piano basaltico, anche esso detto Campidano del Marghine, e da quell'altura lo sguardo spazia sopra un immenso orizzonte, principalmente a sud, alla cui estremità scorgonsi le montagne di Guspini e di Villacidro, mentre a est veggonsi, disegnate nella parte più bassa del cielo, le grandi montagne del Gennargentu. Più vicino e al basso vedesi la pianura o Campidano del Marghine, la valle del Tirso e per ogni dove un gran numero di villaggi. Verso greco stendesi la catena del Marghine e primo fra i monti quello, che chiamano monte tìantu-Padre. A nord ergonsi non lontani i monti Manai, Montemurato, Ispiri e Pizzuto.
La chiesa principale, dedicata a San Pantaleone, è di antica costruzione, a tre navate. Quattro le chiese minori, una detta Santa Croce nell'abitato e tre nella campagna. Fabbricati discreti lungo la via principale, che è pui e lo stradone nazionale. Bello ed elegante il villino del Pierey, presso la stazione, ove attualmente vi ha un albergo. Acquedotto costruito dall'amministrazione ferroviaria, per la provvista dell'acqua a diverse stazioni. Ricco Camposanto, in cui s'erge un bel monumento a Cesare Gibrano, figlio allo storico piemontese Luigi, e la cappella gentilizia dei Pinna.
11 Comune di Macomer produco in copia frumento, orzo, granone, fave, ceci, lino, alberi da frutta, ulivi, vini bianchi e di colore, generosi e gustosi; ottimi pascoli per ogni sorta di bestiame, vaccino principalmente; burro, formaggi ben manipolati, massime una qualità detta fresa, che rivaleggia collo stracchino lombardo e gareggia coi caci rinomati di Siudìa. Molte latterie, principali quelle di Pierey e di Pinna. Nel porto di Bosa od ai negozianti dei vicini circondari! soglionsi vendere i prodotti agrarii e pastorizi.
11 territorio di Macomer è assai adatto per l'allevamento dei bovini e degli equini. Nella regione Campeda, vasto altipiano a circa 680 metri sul livello del mare, che si estende tino a Sindia ed a Suni ed è limitato dalla montagna di Sauceos, già annosa foresta ed ora, dal vandalismo industriale di una Società carbonifera, ridotta arida e brulla, vi è ricchezza di pascolo e allevamento in piccola scala di cavalli. Qui presso è pure la tanca (chiuso, da tuncare, chiudere) detta di Padru Mamiu (prato grande), in cui nel 1850 eravi una vetreria, impiantata dal conte Pinna, la quale, nel 1852, era così prosperosa, che potè provvedere Torino di ragguardevole quantità di vetri per rimpiazzare i rotti nelio scoppio della polveriera. Verso il 1858 essa sospese i lavori, Attualmente questa tanca è di proprietà del ricco industriale inglese Pierey, che vi ha impiantato una importante colonia agricola con allevamento di bestiame, massime di cavalli. Quivi nel marzo d'ogni anno hanno luogo le corse ippiche, con premi, le uniche in Sardegna, le quali sono frequentatissime, benché non come dovrebbero in questa isola, i cui abitanti sono ottimi cavalcatori e appassionati per la equitazione.
Grande il numero dei Nuraghi, sì che non è maggiore per avventura in altre regioni e i più ben conservati, fra i quali si nota il Nuraghe de Corte. Senza i coni, dove semplici e dove cinti da costruzioni consimili, veggonsi altri monumenti dell'antichità più remota e riferentisi alla religione primitiva della natura, uno dei quali assai singolare, di cui tratta il La Marniora (Op. ci» voi. ii).
Non lungi dalla parrocchiale, sopra una grigia rupe basaltica, veggonsi gli avanzi di un antico castello, che non si sa quando e da chi fabbricato, e poi smantellato. Vi si trovarono molte e grandi palle di pietra.
Cenni storici. — Macomer è registrata da Tolomeo nella nota delle città mediterranee sotto il nome di Macopsisa, che non si sa come poscia nel medioevo sia