ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
Parrocchiale di San Giorgio, con dodici statue mediocri in legno dorato, rappresentanti i Dodici Apostoli; due altre chiesette campestri. Grano, orzo, fave, ceci, lino, alberi da frutta, vino bianco eccellente, bestiame e cacciagione.
Cinque Nuraghi e una Sepoltura dei Giganti. A ovest del paesello trovasi, in vetta a un colle, un castello distrutto in gran parte, in cui fu trovato un sotterraneo e una cisterna. In vicinanza vestigia dell'antico villaggio di Sella.
Coli, elett. Macoiner — Dioc. Bosa.
Norbello (833 ab.). — È situato quasi sull'estremità del suo territorio, in luogo rilevato e alquanto inclinato, a 350 metri di altezza, con parrocchiale dei santi martiri Quirico e Giulitta, e tre chiese minori. Due paludi nel territorio. Grano, orzo, fave, legnini, lino, ortaggi, alberi fruttiferi e ghiandiferi, vini buoni, bestiame e molta caccia. Tredici Nuraghi maggiori, tutti semplici coni con circonferenza alla base da 20 a 30 metri.
Cenni storici. — Norbello, già Norghiddo, era uno dei sette paesi componenti il marchesato di Sedilo e Ganales e com'essi pagava tributo al feudalarìo.
Coli, elett, Macoirier —« Dioc. Oristano — PJ.
Paulilatino (3301- ab.). Sorge a 278 metri sul mare, nella parte meridionale della gran pianura dei Menomeni, dove questa sprofondò in molte sue parti, formando alcuni grandi valloni, protetto a ponente-maestro dalla gran mole della montagna di San Lussurgiu. Aveva in addietro in prossimità una palude, che gli diede il nome di Pauli, la quale fu prosciugata dal rettore Cossu nel 1827, per mezzo di un canale e fu questa la prima di simili opere effettuata in Sardegna con vantaggio della sanità e dell'agricoltura, che acquisto il territorio già occupato dalla palude e del paese che n'ebbe la salubrità dell'aria.
Parrocchiale di San Teodoro, a tre navate, di architettura antica e decentemente arredata e quattro chiese minori. 11 paese è ora provveduto di una casa comunale, che costò circa 26,000 lire, di un bel camposanto e di uri acquedotto, la cui costruzione ammontò a più di 130,000 lire.
Grano, orzo, legumi, lino, ortaggi, alberi da frutta e ghiandiferi, molto vino, di cui s; fa anche esportazione, e molto bestiame d'ogni specie, che Vendesi parte al macello, in un col formaggio, le pelli, le tele, i panni rozzi, ecc. Trovandosi il paese quasi a metà delia grande strada da Cagliari a Porto Torres, par destinato a divenire un punto importante pel commercio.
Grande è il numero dei Nuraghi, ma niuno intatto, alcuni disfatti sino alla base, altri a mezzo, altri a un terzo; il loro ingresso è sempre a oriente e cosi basso, che bisogna strisciarvi dentro. Numerose altresì e prossime ai Nuraghi, le così dette Sepolture dei Giganti, nonché un antichissimo monumento detto Pozzo di Santa Caterina, illustrato dallo Spano e dal La Marmora. Allo sbocco della valle dì Settefonti sorgeva, sur un poggio, un castello che vuoisi quello dì Giropala, di cui è menzione in un documento dell'atto di sottomissione fatto da un Giudice di Arborea, sullo scorcio del secolo XIII, al legato del papa in un castello così chiamato.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Oristano — P5 T, e Str. ferr.
Soddì (250 ab.). — A 100 metri di altezza, in clima salubre, sull'orlo della gran pianura del Guilc.ieri prossimo ad altri Comuni, cori parrocchiale dello Spir ito Santo. Grano, orzo, fave, legumi e lino. Parecchi Nuraghi, ma diroccati in gran parte. Formava parte in addietro del contado di Ganales,
Coli, elett, Macomer — Dioc. Bosa.
Mandamento di MACOMER (comprende 4 Comuni, popol. 8180 ab.), — Territorio molto vasto, bagnato dai due rii Berraghe e Cartigadu e copioso di selve,