Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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Domus Novas Canales (138 ab.).— A 280 metri di altezza, in un seno del margine della pianura, a destra del Tirso, in mezzo agli alberi da frutta lussureggianti nei coltili delle case, separate in due borgatelle, una superiore e l'altra inferiore.
chiudeva con un grosso macigno; quella specie di garetta, che in essi s'incontra nel passaggio dopo l'ingresso, in cui potevasi nascondere un uomo postovi a guardia del luogo; il terrazzo che pure esiste ancora in molti di essi e la opportuna scala per salirvi, praticata fra lo spessore del muro; il muraglione di rialzo, a guisa di grosso gradino, che pur si trova alla base di molti Nuraghi tutt'all'intorno, ed altro muraglione. che sta parimenti in giro, ma distaccato dall'edilìzio princi pale e formante come una specie di piazzale circolare, che lo rinchiude in modo da rendere più diffìcile l'accesso al medesimo ; finalmente il piccolo spazio, in generale, e poche comodità interne, ma bastevoli al bisogno, tutto insomma dimostra, a prima vista, che i Nuraghi altro non furono che semplici luoghi di difesa » (Op. cit.).
I depositi di armi rinvenute nei sotterranei di alcuni Nuraghi, come in quello detto De su Piscu, o Torre di Snelli, in cui, oltre a molte lancie e daghe, si rinvenne una gran lancia di bronzo, in uno dei nicchioni della porta (Spano, Op. cit.), nell'altro Taulera, e in quella Orobus, Massenti, ecc., ove giacevano raccolti mucchi di armi, l'ubicazione di essi posti in posizione eie vata. l'uno in vista dell'altro in modo di formare determinati gruppi, rafforzano logicamente tale opinione, che finora è ritenuta la più vera, di quante ne furono emesse.
Interrogando gl'indigeni, e massime quelli del popolo, in cui le tradizioni si conservano religiosamente, sulla destinazione dei Nuraghi, si ode rispondere che essi sono fortalesas (fortilizi), oppure domus de su giganti o de s'oreu, che equivale a case, di difesa, poiché la parola Orcu, corruzione di Orenlo (in italiano Ercole), significa uomo forte, coraggioso, citato per incutere paura nei bimbi. Pure nelle isole Baleari, trovansi monumenti simili ai Nuraghi, si riguardo alla costruzione, che alla disposizione a gruppi, sulle colline, e a distanza ed ai muri] che fanno loro circolo, quasi fossati intorno ai castelli medioevali. Essi sono colà denominati Talayots, parola che deriva dall'ebraico e significa abitazioni alte, da talàs, aggestio, locus editus, e le loro proporzioni, minori dei nostri Nuraghi, si fanno assimilare a quelle piccole torri, delle cui rovine sono seminate le coste delle nostre isole, e che le invasioni saracene fecero innalzarvi a difesa, spesso infruttuosa, dei vicini paesi.
Ma l'ultima parola sui Nuraghi fu teste detta dall'egregio storico ed archeologo sardo Ettore Pais, professore di storia antica nell'Università di Pisa, nel suo pregiato volume La Sardegna prima del dominio romeno, pubblicato nel 1892 a Roma negli Atti. dell'Accademia dei Lincei.
Dopo aver riportate e discusse, con esuberanza di erudizione, tutte le opinioni diverse esposte dai molti scrittori d'ogni epoca e d'ogni nazione, che s'occuparono di questi strani monumenti, che formano quasi un'attrattiva speciale per tutti gli scienziati che quivi si recano per ìstudiarli, egli conchiude col dire che i Nuraghi non sono l'opera nè di un secolo, nè di poche generazioni, ma furono costrutti in diverse epoche, da diversi popoli, che li modificarono mano mano che il progresso dei tempi reputava più o meno comodo l'una o l'altra forma e l'uno o l'altro uso.
« Il Nurago, egli dice, è la forma prototipica delle costruzioni sarde come ne è pure l'esclusiva, e in esso prima si seppellirono i capi delle tribù, poscia vi si adorarono le divinità ed indi vi si ricoverarono i popoli in caso di pericolo, I loro costruttori furono certamente i Libici o Balari e su quella terrazza, ove i loro sacerdoti fecero i sagrifizi o invocarono i loro Dei, più tardi difesero la propria libertà contro il nemico.
« I Nuraghi segnano certamente le prische popolazioni sarde e rischiarano il periodo più splendido della storia di Sardegna, in cui essa era abitata da un popolo maschio e vigoroso, poiché chi costrusse quei ciclopici monumenti poteva a buon diritto chiamarsi grande. E non solo, ma i Nuraghi determinano pure le diverse epoche della loro costruzione, secondo il posto ili cui vennero costruiti. Così quelli che s'elevano in prossimità delle spiaggie sono meno belli degli altri posti nell'interno e rivelano la costruzione arcaica, per cui si accostano all'età della pietra; mentre quelli che trovansi nel centro o sulle montagne, sono d'epoca assai posteriore, quindi più precisi, meglio lavorati e perciò ritenuti dell'età del bronzo ».
L'Ispettore degli scavi, Filippo Nissarpi, ha compilato non ha guari, per conto della Direzione superiore dei monumenti e scavi una Carta nuragografica della regione più ricca di Nuraghi, che è un lavoro assai riuscito e di massima utilità archeologica.
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