Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
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ne contano la bellezza di ventisette, rna il notaio Raffaele Sanna, sindaco del Comune, li ridusse a sedici soltanto, dei quali quello detto dì Zuras è il meglio conservato e pressoché intieri son quelli di Losa, Nurru ed Alga; mentre i rimanenti sono diroccati
Il nurago detto di Losa, situato presso la strada, che mette da Abbasanta a Paulilatino, è il più ragguardevole fra quelli riconosciuti dal suddetto padre Angius nel territorio di Abbasanta, così per l'esterno, ancora ben conservato, come per l'interno diviso in due piani, dei quali l'inferiore si compone di quattro camere, una centrale e le altre nei lati rispettivi. Questo Nurago è diroccato solo dal lato sud ed al sommo; si compone di un cono principale a due piani e fa corpo con altri tre coni semplici, disposti a distanza uguale fra di loro, doride la sua figura perfettamente triangolare. I tre lati non formano linee rette e non terminano in punta, rna ripiegano lievemente nel mezzo verso il centro del monumento a nio' di linee concave ed unisconsi alle estremità ad angoli arrotondati. L'entrata principale del Nurago è situata al piede e propriamente in mezzo al lato rivolto a scirocco e norr è alta che 75 centimetri, sì che bisogna penetrarvi, e malagevolmente, carponi. Oltrepassata però la gran pietra, che serve di architrave, il corridoio interno si innalza e si può stare ritti comodamente.
Questo andito dividesi in due altri corridoi laterali, che ineltono a due camere opposte; quella a destra è la più spaziosa ed ha alla base la forma di un'elisse allungata terminante in angolo acuto, mentre quella a sinistra ha la base perfettamente circolare. Pigliando l'andito di mezzo, dopo varcata carponi la pietra di architrave, si pori piede nella camera centrale, ove trovami tre piccole nicchie, di cui quella a destra è più grande e sfogata delle altre. Lo stesso andito conduce verso la sinistra ad una scala a spirale, notevole per le moltissime fessure praticate nel corpo del muro.
Per entrar nella quarta camera inferiore è d'uopo uscire dalla porla principale d'ingresso ed avviarsi verso l'angolo esterno del monumento, che guarda a maestro, presso il quale trovasi un'apertura bassa, che mette ad un'altra camera isolata ad elisse, terminante in angolo acuto come la suddescritia.
La parte superiore dell'edifizio pare che, sin dal tempo della sua costruzione, terminasse, come ora, in una specie dì terrazzo. Ergesi in mezzo ad essa un secondo cono centrale, con una camera ancora ben conservata in gratr parte. Intorno all'edi-fizio veggonsi molte pietre di lava durissima incavate, che sembra fossero destinate a raccoglier l'acqua piovana. Presso il nurago Losa scorgonsi infine gli avanzi di
riempivano la sua scuderia. Il sardo del capo settentrionale ha una affezione particolare per il proprio cavallo, che cura indefessamente: di ciò ne è prova lo stragrande numero di proverbi sardi riferentisi al cavallo, che il Gubesusesu (abitante del capo di sopra) tiene in conto più che di bestia.
La Tanca regia esistè lino dal tempo degli Aragonesi. Nel 1° marzo 1481 essa era governata da certo D. Giuliano Stallas. Nel 183i pare che ne fosse trascurato l'allevamento, poiché il La Marmora, dopo avere assai patrocinato la sua causa in Parlamento, ottenne, nel ISSI, che vi fosse ripristinato, dopo la cattiva prova data dagli stalloni egiziani nel 1849. Vi si spesero in allora forti somme per costrurvi abitazioni, ma tuttavia non si ebbero risultati felici che nel 1860, in cui il Ministero della guerra, che già l'amministrava, volle rialzarla e renderle il primitivo splendore. A tal uopo vi mandò quale direttore il colonnello e poi generale Porqueddu, distinto ufficiale di cavalleria. Questi procedette tosto alla costruzione di grandi fabbricati nel sito, in cui sorgeva l'antico paese di Tissili, per uso del numeroso personale direttivo, amministrativo, sanitario e di servizio.
Per sette anni la Tanca regia potè provvedere di buoni cavalli la cavalleria italiana ed il corpo dei carabinieri. Ora è tramutata in pascolo. Oggidì il deposito governativo degli stalloni è a Bonorva nella provincia di Sassari.