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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Quinta, — Italia Insulare
   Fordougianus (1254 ah.). Da Forum 'lrujuni dei tempi romani, abbreviato in Forojani e quindi corrotto in Fordojuni c nell'odierno Fordongianus, giace Bulla sponda sinistra del Tirso, nell'ampia valle fiancheggiata a nord dall'altipiano del Mtmjhine e a sud dal suddetto monte Jirighini, con parrocchiale di San Pietro e, m vicinanza, l'antica chiesa di San Lussorio, sotto la quale è un santuario con otto o più avelli di corpi santi, fra cui quelli di Sant'Archelao e di San Lussorio. Sotto la chiesa di San Lussorio vi è un sotterraneo, pieno d'acqua durante l'inverno e che si asciuga nell'estate. Ma, racconta il can. Scintu (J,'accolta di memorie, arborensi, Oristano 1887), nel giorno della festa del santo, la quale dura dal 21 al 2'J agosto, il sotterraneo diventa fangoso. Immenso è in quei giorni il numero dei malati, che vi entrano per bagnarsi in quel fango. In questo luogo, ove fu già una città cospicua, esistè pure 1111 vescovato Forotrajanense e vi si indica ancora il sito, ove sorgeva l'antica cattedrale.
   Grano, orzo, fave, vino, frutta, lino riputato, che smerciasi nei Cainpidani e nella Gallura; alberi gliiandil'eri, pascoli, bestiame, pesca e caccia; commercio di cereali, formaggi, capi vivi, lane e pelli.
   Sono celebri le sorgenti di Fordongianus in numero di quattro, note sotto il nome eli Aqims cuddas (Acque calde) e nei tempi antichi sotto quello di Aquae Lesitunae o Agiate JJypsitanae. Nascono appiè del paese verso maestro e vanno a perdersi poco lungi nel Tirso, Una di esse chiamasi Acqua del Bagno e un'altra Sorgente del Fegato. Due 11011 hanno nome particolare. Codeste acque pare derivino dalla tracollile, di cui veggonsi composti i monti vicini, borio limpide e inodore ed hanno la temperatura di 54° secondo Baracco e di CG° secondo Bertini. Sprigionano molte bollicelle d'aria nelle vaschette, ove sgorgano ed esalano un vapor denso, che annunzia anche da lungi la loro presenza. Secondo l'analisi del prof. Cantù, contengono i solfati di calce, di soda e di magnesia ed i cloruri di calcio e di magnesio.
   1 Romani eressero dei Bagni presso codeste acque, dei quali veggonsi ancora gli avanzi; ma oggidì son quasi abbandonati per l'insalubrità del clima e per la mancanza di un vero stabilimento balneario. Le acque si amministrano in bevanda e per bagno, particolarmente nelle malattie cutanee, e spedisconsi in vasi ben turati anche nei punti più lontani della Sardegna. 1 Fordongianesi le lasciano freddare eie preferiscono in bevanda a quelle delle sorgenti vicine.
   Cenni storici. — Fordongianus e, come abbiani detto, l'antico Forum 'Frajani, noto soltanto dagli Itinerard, che lo pongono sulla strada da 'Fibula attraverso l'interno dell'isola, ad Othoca (Itin. Ant., pag 8^), e vi si veggono ancora avanzi romani considerevoli, compresi quelli eli 1111 ponte e delle terme o bagni suddetti di molta ìiiagnilicenza, dovuti, non tia dubbio, all'imperatore Trajano (V^leky, Voy. en Sardaigne, voi. ili, c. 35). bono tuttora visibili, al dir del Casalis, le parti basse dei pubblici bagni e di altri sontuosi edilizi. Scavando entro il paese e nella prossima zona rinvienti ni più delle fondamenta, camere coperte, vasi, utensili, Irammenli architettonici, ecc. Molti oggetti pregevoli furono dissotterrati di tempo in tempo, ma, caduti in inani profane, furono distrutti 0 venduti allo straniero. Nei ruderi, che ìncontransi per la campagna, si possono riconoscere le ville dei maggiorenti dell'antica città; a Loddau pero, un'ora discosto, l'estensione delle rovine indicherebbe un'antica popolazione.
   fJna delle due strade centrali traversava la città di Forum Trajani, e di essa rimasero le vestigia per grandi tratti verso Abbasanta e Siapiccia. Ne rimase un bel monumento nella pietra miliare rinvenuta fra le rovine della città, dalla cui inscrizione apprendiamo, che il riattamento della strada da Cagliari a Torres fu compiuto nei tre mesi, che Emiliano tenne l'impero, mentre la provincia era governata da Calpurriio Celiano.