Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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in appresso, capitale dei Sardi Pepiti, sottomessi dai Romani dopo la sconfitta di Ampsicora. Aggiungeremo c,ui soltanto esser parso ad alcuno, che nel lido vicino, quando esisteva ancor la città, fosse un porto, poiché, quando le acque son hasse, vi si vede un muro grossissiino e la roccia solcata da rotaie.
Presso la torre di Foghe (foce), si rinvennero due lapidi terminali di Sishldu, da cui si apprende, che quel territorio fu abitato dai popoli CiddUitani, confinanti cogli Euthieiani, che s'estendevano sino a Pittinuri, occupando l'attuale marina di Cuglieri. I CiddUitani si ritengono d'origine romana e gli Euthieiani provenienti dalla Grecia. Altra lapide, già esistente in Teulada, indica il Fortus Ollae come la cala presso la torre della Foce.
Poco lungi da Cuglieri, al sommo di una rupe, trovans! i ruderi del Castello di Monteferro o Montirerro. dal nome della montagna, quasi inaccessibile. Se ne attribuisce la costruzione ad Ottocorre, fratello di Barisone di Torres, verso il 11G0, mentre ferveva una guerra accanitissima fra Arborea e il Eogudoro ed un Regolo invadeva le terre dell'altro, riempiendole di stragi e di rovine. Trovandosi codesto luogo sulla frontiera, era di grande importanza pei Logudoresi. Niuna memoria ci pervenne di codesta fortezza nelle guerre dei due Giudicati; certo è però che, se fu presa, fu piuttosto per fame, che per forza d'armi. Nella dissoluzione del regno di Logudoro, il castello restò annesso all'Arborea e, nella pace del re di Aragona col Giudice d'Arborea (1354), doveva esser consegnato per stipulazione al re D. Pietro. Ma se lo ritenne Mariano e fu questa un'altra delle cagioni del riaccendersi della guerra. Dopo l'abolizione del Giudicato di Arborea passò, col dipartimento,a Guglielmo di Montagnana, che lo vendette, nel 1426, a Raimondo Zatrilias.
Cenni storici. — Tolomeo fa menzione di due città della Sardegna ch'ei chiama Gurulis Vetus e Gurulis Nova (in, 3, § 7). Quest'ultima, secondo il generale La Marinoni, è rappresentata dalla moderna città di Cuglieri, ove seorgonsi tuttora ruderi romani. Gurulis Vetus, sempre secondo il La Marniora, occuperebbe il luogo di Padria, villaggio a nord-est di Bosa, che troveremo nella provincia di Sassari, circondario di Alghero; ma codesta è una mera congettura (La Mahmoka. Voyage en Sar-daigne, voi. ti, pagg. 366, 403). Tolomeo fa di bel nuovo menzione di Guridis Nova (viu, 9, § 3) fra i luoghi, in cui registra osservazioni astronomiche, di che noi siani tratti a credere, che essa doveva essere un luogo di qualche importanza, ma il suo nome non trovasi negli Itinerarii, Lo stesso Tolomeo ricorda pure Seralapis, altra città di cui s'ignora ancora ove stesse, prima di Cornus, e mette Gurulis Nova dopo i Moenomeni Montes, a cui appartiene il Monte Ferru. E certo che l'attuale nome di Cuglieri, pronunziato dagli abitanti Culeri, ricorda il Gurulis di Tolomeo.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Rosa — P'J T.
Rovine di Cornus,
Come Tharros, questa antica città era di origine fenicia, quantunque, secondo quello, che scrissero gli storici dell'epoca, lunga e acerrima rivalità abbia esistito fra le due città, che degenerò spesso in guerra. In una di queste il re di Cornus. Pate-noro. ed il suo figlio Taar, furono vinti dagli abitanti di Tharros e fatti prigionieri. Nè di ciò soddisfatti i vincitori incendiarono quasi intieramente Cornus. Causa di questa ultima guerra fu il divieto fatto ai Tharresi di impalmarsi con le donzelle di Cornus, da essi ritenute impudiche e propense al lusso smodato. Ciò è confermato dallo storico Antonio di Tharros, che dà i più minuti particolari sull'origine di tale inimicizia.
Ma anni dopo, Cornus prese una terribile rivincita su Tharros, poiché venuti alle mani gli abitanti delle due città, il re di Cornus, Numi la, distrusse la debellata
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