2,'32 Parte Quinta Italia Insulare
Solanas (285 ab.). — In pianura, [irriso la sponda destra del Tirati e la sponda orierdale dello stagno di Babras, eon parrocchiale di San Pietro. Aria insalubri l'oca quantità di grano, orzo, fave, lino, ma per contro olio, fruita e vino. I >ini bianchi e rossi sono di buona qualità e riescono ottimi, quando sono ben fabbricali.
Coli, eletl. Oristano Dioc. Oristano.
Zeddiani (ODI ab.). Sia sulla costa di un rialto, distante un'ora e mezzo da Cnbras, con parrocchiale di San Pietro, e chiesa filiale di Sant'Antonio di Padova, a pochi passi dal paese. Terreno molto adatto ai cereali e vuoisi anche al cotone e alle patate. È assai vantata la regione luca, come fertilissima di granone, civaie e frutti ortensi. La vigna prospera mirabilmente e son molto pregiat i vini tanto i comuni quanto gli scelti; bestiame. Il Tirso, straripando e versandosi ili una concavità, forma una palude, nella quale vedonsi molti uccelli acquatici. Nel luogo de tlo di Stmt'fflmu, veggonsi le vestigia di una popolazione antica e, presso la parrocchiale, furono riconosciuti gli avanzi di un edilizio creduto un monastero, Zeddiani era compreso nel marchesato d'Arcais.
Coli, elett. Oristano — Dioc. Oristano.
Mandamento di CUGLIERI (comprende 3 Comuni, popol. 7053 ab ). — Territorio montuoso in gran parte, coi monti Oios, Arancola e Montentu, da cui sehiudesi da ogni parte un vastissimo orizzonte, a nord sino alle vette del Limbara e di Bonaria, a ovest a perdita di vista sul mare, a sud sino alla torre di Cagliari e a est sino alla catena centrale. Vili nelle colline, frutteti e giardini nelle valli, granaglie ed ulivi nelle pianure.
Cuglien (4417 ab.). - A 409 metri sopra il livello de! mare, già capoluogo del circondario di Cuglieri, sopra eminenze digradanti, da cui si scorge tutta la Pla-nargia e la costa da capo Caccia al così detto porto di Tresnuraghes o cala di Turas, con porzione del territorio lungo la spiaggia, frastagliato da cale, ove approdano i bastimenti per caricar derrate e specialmente olio. Vi si contano circa 1000 case, molle delle quali ben costruite, comode ed abitate da parecchi ricchi possidenti e famiglie nobili. Le strade stendonsi poco regolari e agevoli per le erte e per le asprezze e in qualche luogo per la strettezza : la più regolare è quella nazionale per Oristano, che divide l'abitato in due parti pressoché uguali e gli dà un aspetto assai civile. La parrocchiale, dedicata alla Madonna della Neve, fu eretta in collegiata il 5 maggio 1810. Cinque chiese filiali, due ex-conventuali e due campestri.
Biblioteca comunale. Acquedotto con acqua eccellente della sorgente Milza de s'abba. Degna di menzione è la collezione d'antichità del prof. Mocci, in cui si contengono molti oggetti lapidi, vasi, ritrovati nella regione, ed un ricco e prezioso medagliere, con le monete coniate a Bosa.
Prodotti: grano, orzo, granone, fave, legumi, numerosi frutteti ed uliveti: uve di diverse varietà, molto vino e molti alberi ghiandiferi, selve in cui predomina il leccio ed è frequente il tasso. Bestiame e selvaggiurne numeroso.
Il territorio è bagnato dai torrenti Buttoni, che si passa sopra un ponte in pietra costruito nel 1806 da Francesco Loche, che restaurò la Collegiata e dal Nugari, confluente del Rio Mannu, sulle sponde del quale ultimo fu eretta sin dal 1802 una grande cartiera, non mai portata a compimento e molti mulini da grano e frantoi d'ulivo idraulici. Il mare abbonda di alici e sardelle pescate da Genovesi e Napoletani, e di una grande varietà di pesci. Presso Pittinuri veggonsi gli avanzi di una antica tonnara e lungo la spiaggia le rovine di quattro torri.
Nuraghi in gran numero, ma quasi tutti distrutti, e varie caverne sepolcrali, fra cui va rinomata quella detta la Spelunca de Nonna, scavata nel tufo vulcanico, e rifugio, secondo la tradizione, dei primitivi cristiani Bovine di Cornus, di cui diremo