Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
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sontuoso castello, coi residui di tre torri, due cilindriche e la terza poligonale. Da quell'altura godesi di un panorama svariatissimo e vaghissimo e a ovest lo sguardo spazia per un ampissimo tratto sulla marina. Si domina il corso del Tirso, dalla valle del G oceano, per le falde del Mar ghia e sino al golfo di Oristano e insieme il Mary hi ne, i Campidani, ecc. Nei dintorni è notevole la selva detta Canale e figu, ricca di caccia, e le rovine del castello di Orisetto.
Cereali, orzo, legumi, alberi da frutta, deliziose le ciliegie sopratutte, che vi si raccolgono in gran copia ; alberi ghiandiferi, ottimi pascoli, bestiame; formaggio pregiato, di cui si fa esportazione, vino bianco e nero.
Cenni storici. — Neoneli appartenne sin dal 1162 alla casa De-Jana e fu quindi infeudato ai Silva, che lo possederono, col titolo di conti di Monte Santo, sino al principio del secolo XVili. Passò poi alla nobil Casa Ripol, che lo possedè col titolo di marchesi di Neoneli e conti di TuilL
L'attuale rappresentante di questa marchionale famiglia è il cav. Enrico Sanjust di Cagliari, che a tale titolo unisce pure quello di barone di Teulada, vero tipo del perfetto gentiluomo e conosciutissimo nell'isola per le importanti cariche sostenute, per le sue doti di cuore e di mente e per la sua ricchissima biblioteca di libri sardi.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Oristano — P2.
Nughedu Santa Vittoria (-518 ab.). — Detto Nugheddu, dalla grande quantità di noci ; sorge a 530 metri di altezza, in luogo eminente, a piè dei monte di Santa Vittoria, e donde si gode di un'ampia prospettiva, principalmente verso ponente e in territorio esteso, ma montuoso e selvoso. Parrocchiale piuttosto di bella forma e decente, costruita nel 1634 e dedicata a San Gavino, mari ire turritano; due chiese minori, di cui una campestre.
Grano, orzo, fave, legumi, ortaglie, vino bianco, molti alberi ghiandiferi, con sugheri colossali e molti fruttiferi, principalmente noci. Formaggi eccellenti, che smerciansi m Oristano; selvaggiume e gran caccia.
Vestigia di popolazioni antiche. In vicinanza del paese vedonsi, scavate nella roccia, molte di quelle camerette dette Domos de janas, alcune quadrate, altre oblunghe, nelle quali si entra carponi per un'apertura ovale e si passa da finestrini quadrati in altre più interne. Vi si rinvennero molti oggetti antichi, ora esistenti nel Museo archeologico di Cagliari.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Oristano.
Sorradile (980 ab.). — Siede a 324 metri di altezza, sopra un'eminenza, poco lungi dalla sponda sinistra del 1 irso, con vie iiregolari fra i gruppi delle case, ma con amplissimo orizzonte, in cui scorgonsi molti paesi, vastissime regioni e la valle del Tirso, col pittoresco altipiano del tìuilcieri. Acque copiose e belle fontane in prossimità dell'abitato, all'ingresso del quale, per la strada deliziosa di Funtana major e, sta la parrocchia dell'Arcangelo assai grande. Fuori del paese l'antica parrocchia di Santa Maria Salome, non più officiata e altre due chiese rurali.
Vegetazione vigorosa di ghiandiferi, abeti, pioppi, olmi, olivastri, ecc. Prosperano ì cereali, principalmente il grano, molto pregiato e preferito per la sua buona qualità; gran copia di lino candido e fine, di cui si fa. esportazione; alberi fruttiferi e molte piante di delizie nei giardini; vino in copia, ma poco serbevole; bestiame e formaggio. Non pochi Nuraghi, ma in gran parte disfatti, tu varii luoghi veggonsi poi quelle caverne artefatte, le suddette Domos de janas, che credonsi sepolture antichissime; nelle maggiori ì contadini soglion riporre la paglia ed il fieno pei bisogni invernali. Vestigia di antiche popolazioni.
Cenni storici. — Sorahile, ora Sorradile, fu opulenta città, distrutta nel 1348 dalla peste, detta la Morte nera, alla quale pochi abitanti sopravvissero e questi si recarono