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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
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Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
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Bosa Vecchia.
Nella valle Culamèda o Calmedia, a mezz'ora da Bosa Nuova, sulla sponda sinistra del Temo, incontrami monumenti cospicui dell'antica Bosa ricordata da Tolomeo (in, 3, § 7) e nell'Itinerario d'Antonino (p. 83). La chiesa, già cattedrale, va fra i migliori edifizi conservati. Ne è ignota la fondazione e solo si sa, che fu restaurata sullo scorcio del secolo XI. È ancor ritto il campanile, si riconosce il cimitero e sono evidenti gli avanzi e vestigia delle dimore degli abitanti. L'architettura ricorda i tempi barbari. Vi si rinvennero molti avelli e gran numero d'iscrizioni dei tempi romani, delle quali non fu serbata sfortunatamente alcuna copia. In codesta chiesa suol pontificare annualmente il vescovo assistito dal capitolo, con grande concorso dei cittadini e degli abitanti dei vicini paesi.
La sede vescovile di Bosa credesi esista sin dai tempi di San Gregorio e nel medioevo comprendeva i dipartimenti di Monteferru, Planargia e Nurcara. La serie dei vescovi s'incomincia a conoscere dal 10G0.
Dal manoscritto intitolato; lìelacion de la antigua ciudud de Calmedia, y varias antiguidades del mundo, ritrovato dallo Spano nel 1857, e da lui poscia donato alla biblioteca di Cagliari, si rileva che Calmedia fu fondata da Calmedia figlia di Sardo padre, ne descrive le mura, i fabbricati, le fontane, cita nomi di personaggi, ricorda e riporta iscrizioni, che l'autore confessa di non saper leggere, forse perchè cartaginesi.
Secondo lo storico Severino invece Calmedia venne fabbricata dai Sidonii e ai tempi di Diocleziano molti abitanti vi soffersero il martirio sotto il governo del preside Alburni©. Lo Spano dice che Calmedia trovavasi nel sito, ove ancora sorge la chiesa di campagna di San Pietro, e che dessa nel medioevo cambiò il nome di Bosa Vetus, in quello di Calmedia.
Montresta (844 ab.). — Siede a circa 500 metri, sul pendio di una montagna trachitica, con un centinaio di case e parrocchiale di San Cristoforo, a 13 chilometri da Bosa. Grano, orzo, legumi, lino, pascoli e sufficiente numero di vigne. Aria salubre e acque limpidissime.
Cenni storici. —- Nel 1750 vi si stabilì una colonia di Greci, ma non vi potè prosperare per l'inimicizia dei pastori, che vedevano di mal occhio tolta al pascolo la regione dissodata per la coltura. Fu ordita una congiura per assalirli ed ucciderli nottetempo. La congiura fu sventata da un Leonardo Pi ras, pastore, ma ciò non tolse, che molti coloni fossero uccisi proditoriamente, sì che i sopravvissuti emigrarono, altri perirono per la malaria, per modo che, nel 1830, più non rimanevano, delle famiglie greche, che due sole persone, uri uomo ed una donna.
Coli, elett. Macomer — Dioc. Bosa.
Mandamento di BUSACHI (comprende 7 Comuni, popol. 7116 ab.). — 11 territorio, irrigato dal Tirso e dal Mazzari, è ferace principalmente di vino nero assai pregiato, di legumi, ortaggi, frutta, canapa e Imo di ottima qualità. Selve e buoni pascoli con armenti numerosi, da cui ricavansi formaggi eccellenti. Selvaggiume e pesca nei fiumi. Agrumi.
Busachi (2194 ab.). — Già capoluogo della Parte Barigadu, in circondario di Oristano, siede in valle, con clima temperato, diviso in due frazioni una in alto e l'altra al basso, con strade ampie e piuttosto regolari. La quantità degli olmi, che vi frondeggiano rigogliosi, rende il paese ameno e gradevole allo sguardo.
Parrocchiale di Sant'Antonio di Padova e cinque chiese filiali. Delle molte eminenze è notevole principalmente quella detta Corte Giana, prossima al paese, dalla

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