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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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   ad altri usi, per cui ora si sta pensando a costruirne un secondo. Vi è pure Ginnasio, assai frequentato, e annesso al quale trovasi la Biblioteca comunale, ricca di volumi e con un medagliere di monete puniche e romane. Nella piazza Maggiore s'innalza il Seminario, in cui risiede ij vescovo dal 1872, in attesa del nuovo Episcopio, ed il palazzo Comunale. Nell'cx-convento dei Cappuccini, posto in bella posizione, trovasi allogato il Ricovero di mendicità, con oltre 50 indigenti, alimentato dal bilancio municipale e da pubblici legati.
   Nei dintorni di Bosa vi è un ponte moderno dì tre arcate, gettato sul Temo, nel 1871, con disegno dell'ingegnere del Genio civile Pizzigalli, nel luogo medesimo, in cui già esiste tane un altro a sette arcate.
   Il porto, non ancora condotto a termine, benché incominciato fin dal 1869, è riconosciuto di somma utilità pel commercio paesano. Anticamente e, fino al 1528, le navi potevano arrivare fino sotto le mura della città, essendo il fiume navigabile per cùva due chilometri entro terra. Ma da quell'anno, per ripararsi dalla possibile invasione d'una flotta francese, che veleggiava nei vicini mari, se ne ostruì con macigni l'ingresso. Grandi ostacoli ebbero a rimuovere i lavori del nuovo porto, non solo per parte delle diverse amministrazioni governative succedutesi nel regno, ma anche per fatto dello stesso elemento, poiché le onde portarono via parecchie volte nell'inverno, quanto già si era fabbricato nell'estate, con molta spesa.
   La città prima si abbeverava alle private cisterne od alle fonti pubbliche. Era queste ve ne ha una detta De sos tre.s res (Rei re magi) ed è credenza che i tre re magi, nell'andare in Betlemme, passassero per di là e v'abbeverassero i loro cammelli E tale leggenda esistè fino al 1771, in cui il vescovo Quasina ottenne dalla S. Congregazione dei riti, di non celebrare l'uffizio dell'Epifania, come già solevasi fare nel 1° marzo, con gran solennità, in questa fonte.
   Bosa ha molte concie di pelli, che dànno un commercio attivissimo di pellami, i quali vengono esportati per tutto il capo settentrionale dell'isola. Tali concie trovami alla sinistra del Temo, delle cui acque si servono per la Lavorazione. Nè solo quest'industria alimenta la città, poiché non vi mancano nè niolini per la macinazione del grano e delle ulive, quasi tutti a vapore, nè altre fabbriche. Ha pure una tipografìa.
   Il Bosa no è il più antico mereiaio ambulante della Sardegna e. come il suo vicino Cuglieritano, gira in lungo e in largo l'isola, vendendo le proprie derrale, come olio e pellami, che sono i principali generi di esportazione.
   11 mare offre pure delle grandi risorse, e la pesca, massime delle aragoste, che si esportano in larga scala, vive ancora o in conserva, nel continente e per l'isola, dà un cespite non indifferente d'entrata. Altrettanto non puossi più dire del corallo, la cui pesca, già così fruttifera, in oggi è assai scarsa e quasi nulla, a causa della concorrenza, clie vien fatta dai coralli della Sicilia, che dal 1888 hanno preso assai slancio in commercio. E mentre dal 1881 al 1887 nei paraggi di Bosa si pescavano chilogrammi 1271 di corallo con 107 barche, nell'anno appresso non una sola barca vi comparve per tale pesca (lieìaz. della Cam. di comm. di Cagliari per Vanno 1888, Cagliari 1889).
   I prodotti principali del territorio sono l'olio e il vino. Grande è il numero dei frantoi e nelle buone annate il raccolto può ascendere a circa 12,000 barili (di litri 33.60). La vite vi prospera meglio che altrove e produce vini pregiatissimi; il bianco, la malvasìa e il misto, detto volgarmente Sèberu, che imita la malvasìa, e il moscato e vino nero in poca quantità. La malvasìa va rinomata in tulta la Sardegna, e, se cede per gagliardi» a quella del contado di Cagliari, la sopravvanza in soavità. Regge al confronto dei vini più celebrati dell'Europa meridionale e li supera invecchiando. Gli alberi da frutta sono di tante specie, numero e varietà che non
   114 — Patria, voi. V.