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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
   lì!»
   che fu costruita verso il 1100, quando fu trasferita in Ales la sede vescovile da Usellus e verso la fine del secolo XVI fu riedificata nella bella forma attuale dall'architetto Salvatore Spotorno, genovese. È d'ordine toscano, a crociera, con artistica proporzione massime nei cappelloni e nell'altezza della cupola. L'altare maggiore, il presbiterio, la balaustrata, tutto è in marmo fino lavorato con maestria, come anco gli altari delle quattro cappelle minori, il pulpito, il fonte battesimale; lavori tutti di Pietro Puzzi e figli, cagliaritani. Il coro ò in legno di noce riccamente intagliato, come anche l'apparatolo della sagrestia canonicale. Nella facciala corre una galleria spaziosa, comunicante coi due campanili mollo ben situati ai due lati, e, davanti alla chiesa, slendesi un gran piazzale cinto di mura, passeggio pubblico in tutte le stagioni dell'anno. Quanto trovasi di prezioso in questa chiesa è dovuto ai vescovi defunti, come anche alla liberalità dei tre vescovi Sauna, Carcassona, Pilo e Diego Cugia.
   Il palazzo vescovile, costruito dal vescovo Vargiu nel 1845, è vasto e di bella apparenza, e presso la cattedrale esiste ancora il vecchio Episcopio, ora ridotto ad uso di Monte frumentario, ed il Seminario, coli'annesso ginnasio. Nei dintorni trovasi la chiesa di Santa Maria, di stile pisano, che vuoisi sia stata per alcun tempo la cattedrale, durante l'edificazione della nuova. Sono in Ales altre piccole chiese.
   Il territorio produce grano, fave, orzo, ceci, ulivi, vino bianco e nero spiritoso, grato al palato e confacente allo stomaco, sì che suol vendersi ad alto prezzo. Vi sono alberi fruttiferi, bestiame, selvaggiume e cacciagione. Molte sorgenti salutari, fra cui la rinomata di Piami-Espis, valevole contro le malattie cosidctle d'intemperie, e la non men celebro sorgente Marzàna, die sgorga con incessante ebollizione da un fondo sparso di minute arene di color d'oro, e che, per combattere le suddette malattie, fu trovata preferibile in molte occasioni alla scorza peruviana.
   Alla distanza di sette ad ottocento metri dal paese, verso mezzodì, veggonsi le rovine dell'antico castello di Baramele, in cui ergevansi due torri oltagone ben costruite. Dell'antico borgo omonimo non scorgesi più vestigia.
   Cenni storici. — Verso il 1580 Ales era una solitudine, nò altro vi sì vedeva, che la cattedrale, a cui traevano dai villaggi vicini canonici e beneficiati per ufficiarvi. Era uno scomodo inlollerabile così nell'inverno come nell'estate, iì che fece sì che a poco a poco canonici e beneficiali incominciassero a costruirvi delle case e vi si trasferisse anche il vescovo con la gente di servizio. I). tal modo la popolazione incominciò ad agglomerarsi.
   Coli, elett. Oristano — Dioc. Ales — Ps.
   Bannari d Usellus (540 ab.). — A 5 chilometri da Ales, cinto da colli, con c.iuque strade, irregolari. Parrocchiale dell'Assunta. Cereali, orzo, fave, lenticchie, lino, molti alberi da fruita, specialmente peri, che dànno raccolti copiosissimi. Vini prelibati, principalmente la malvasìa, la vernaccia, il moscatello, il girò, il semidano e il niara, ma in piccola quantità. Bestiame, che Vendesi anche ai paesi vicini e ai macelli; selvaggiume e caccia; concerie di pelli e di cuoio. Nel terreno arido e coperto di sabbia rossastra trovasi roccia calcarea, terra da stoviglie e piombo solforato, del quale è tradizione traessero vantaggio i Pisani al tempo della loro dominazione nell'isola.
   Quindici Nuraghi, quali più e quali meno disfatti, e la maggior parte semplici. Notevole uno fra questi con una cinta di quattro nuraghetti, ed un altro con tre stanzine, ecc. Nell'abitato rinvengonsi delle urne con ossa, orcioletti ed altre antichità.
   Coli elett. Oristano — Dioc. Ales.
   Curante (378 ab.). — Sta a 150 metri sul livello del mare e a 4 chilometri circa da Ales, fra due colline, da una delle quali, detta C'orongiu, a libeccio, godesi di una vasta prospettiva: clima insalubre. Il territorio ò bagnato dal fiume Narberdu,