ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
Palmas Arborea (183 ab.)- — Nel gran campo Arbore.se, a sinistra del 7imo, a est dello stagno di Sartia. Gi usta e a 7 chilometri da Oristano, in territorio esteso e quasi tutto in pianura, vizialo dalla malaria. Parrocchiale di Sant'Antioco martire. Prodotti: grano, orzo, fave, lino, vini bianchi e rossi ; abbonda d'alberi da frutla, di pascoli e di bestiame. Nella vicina montagna d'Arci, dove si estende il suo territorio, si fa la caccia del cinghiale e del capriolo, animali t;he vi si trovano in gran num
Cenni storici.— Prese il nome dalle palme, che vi abbondavano. Nei tempi di Eleonora di Arborea comprendeva una popolazione cospicua. Nel piazzale della chiesa vi è tuttora una grossa ed antica quercia, che si vuole vi esistesse prima defila fondazione del paese.
Coli, elett. Oristano — Dioc. Oristano — I'2 T. ad Oristano.
Santa Giusta (1211 ab.). — Gli abitanti la chiamano in dialetto Santa Justa. È villaggio, o piuttosto borgo, a sud di Oristano, attualmente abitato da pescatori dei prossimi stagni. È attraversalo dalla strada nazionale, costruita sul fondo degli stagni con massicciata, formando così un ponte lagunare di un chilometro, opera splendida degli ingegneri capitanati dal Carbonazzi.
Un tempo fu vescovato, per cui si osserva ancora un'antica cattedrale medioevale, dichiarata monumento nazionale e dedicata a Santa Giusta. Essa è a tre navale, divise da colonne in marino, con capitelli dissimili fra loro e col tetto in legno, come molle chiese sarde antiche. Ila un bel dipinto sul legno rappresentante la Cena.
Nel presbiterio è un antico crocefisso, che, nel 1490, fu portato ad Oristano dai frati Minori Osservanti di Ollolai, quando fuggirono dal loro convento a causa di inimicizie colle principali famiglie del paese. Nella sacrestia si conservano ancora il pastorale, le mitre ed i paramenti degli antichi vescovi.
Sotto la chiesa vi è un sotterraneo, in cui fu martirizzata la santa. Esso è sostenuto da colonne, provenienti, come tutto il materiale adoperato per la costruzione della chiesa, da Tharros, due delle quali assai pregiate. Ora è titolare del vescovato l'arcivescovo d'Oristano.
Il territorio produce grano, orzo, fave, lino, vino, ulivi; alberi da frutta in gran numero e bestiame. Molti uccelli acquatici e molti pesci negli stagni, sì che la pesca forma tuia delle occupazioni ed è fonte dei guadagni principali degli abitanti.
Cenni storici. — Come si disse, questo villaggio è residuo dell'antica città di Ileaden, porzione della quale andò affondandosi nello stagno. In essa visse alcun tempo Giusta, assieme alle sue compagne Giustina ed Enedina, che pure furono martirizzate, e le quali ebbero cura di seppellire il di lei corpo sotto il presbiterio dell'attuale duomo, in cui già sorse la casa dove essa nacque. Sotto Costantino, gli abitanti v'innalzarono il duomo, in riconoscenza della liberazione da una desolante peste, ascritta all'intercessione della loro conterranea, e cambiando pure il nome di Headen in quello di Santa Giusta. Le ossa delle tre martiri in tale occasione furono chiuse in un'urna, e per sottrarle al furore dei vandalici Saraceni, che distrussero la chiesa, furono trasportate nel sotterraneo della chiesa di Santa Piestituta di Cagliari, dove poi si rinvennero.
Coli, elett. Serranianna — Dioc. Oristano — P2 T. ad Oristano.
Mandamento di ALES (comprende 11 Comuni, popol. 5915 ab.). — Territorio formato di rialti e colli sassosi, alle falde orientali del monte Trebbia (794 in.), producente granaglie, frutta, legumi, vini generosi, ecc. Terreno in gran parte vulcanico con tra ehi ti e basalti.
Ales (1138 ab). — Sede vescovile, a 213 metri d'altezza e a 2G chilometri da Oristano, con cattedrale, che, quantunque non mollo grande, è riputata a buon diritto una delle più belle dell'isola. E dedicata a San Pietro ; è antichissima come quella,