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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
   Nel 1875 allri scavi si praticarono dal prof. Rernhaudl i da corto Giorgio Fa zi ola di Firenze. Quel che vi rinvennero di più interessanti fu un piccolo monumento in pietra arenaria di m. 0.50 di lato in quadratura, con una faccia mostruosa di uomo rozzamente scolpita, il quale era collocalo alla porta di una tomba, l'orse all'intento di rompere il fascino e perchè nessuno osasse turbare il sonno dei morti. Generosamente essi rie fecero dono al Museo di Cagliari, ovt ancora si conserva (1 ).
   Dopo tanti anni di assoluta libertà nella ricerca delle pregevoli antichità di Tharros, s'istituiva nel regno la Direzione generale delle antichità e delle Belle Arti, la quide volse tosto la sua attenzione a queste rovine, ottenendone però, come era da prevedersi, risultali poco soddisfacenti.
   Nel 1885 si fece il rilievo topografico del luogo, scegliendo la zona, che sembrava meno danneggiata dai precedenti escavatori. Presiedettero ai lavori il B. Commissario prof. Vivane! e l'in allora direttore del R. Museo di Cagliari, prof. Pais. fili scavi furono intrapresi sotto la direzione del signor Nissardi e furono iniziati al nord della 'forre vecchia nel 5 giugno di quello stesso anno.
   Nei primi dieci giorni si trovarono ossa umane, oggetti di bronzo, due pie tre in forma di piccole are e un piccolo orecchino d'argento con alcune monete. Ripresi i lavori in altra località, compresa nella indicata zona, e propriamente nella parte superiore, in cui la roccia appare alla superficie, furono scoperti varii sepolcri, in uno dei quali il cadavere di una giovine donna con alle braccia due braccialetti d'oro massiccio, al collo una medaglia ricoverta da lamine sottilissime d'oro, con impressa a stampa una Cibeìe seduta su d'un leone, e ai piedi sovrapposti l'uri l'altro due dischi o crotali di bronzo, uno specchio d'argento con manico pure d'argento e un denaro d'oro di Vespasiano con la leggenda imp. caes. Vespasianus Aug. attorno alla testa di Vespasiano e nell'esergo cos ciii con l'imperatore a sinistra, con asta sulla destra e scettro nella sinistra, coronato da una Vittoria alata con palma, oltre ad allri oggetti e monete, una di bronzo dì Erennia Etruscilla, l'altra di Trcboniano Gallo e la terza d'argento di Vibio Volusiano, e due gemme l'uria emisferica di agata bianca e l'altra ovoidale di vetro azzurro, come pure una dorma ignuda in piedi tutta d'avorio, eccetto le mammelle e gli occhi in argento. Altre gemme e oggetti d'oro e d'argento si rinvennero in altre tombe, scoperte nello stesso anno e nello stesso luogo (2).
   Nel 1866 si continuarono i lavori con risultati minori del precedente anno, radicandosi per tal modo nei commissari la ferma convinzione, che i primi cercatori avevano esportato quanto di più ricco e pregevole si trovava in quelle rovine. E pure accertato che lo stile della massima parte degli oggetti d'oro e d'argento rinvenuti è puramente egiziano. Tra questi è degno di nota un diadema, il più bello di quanti finora se n'è scoperti, ed ora appartenente alla famiglia Spano di Oristano; un frammento di collana, che rappresenta Iside con lo scuffiotto e l'acconciatura deWhotz in testa, pure di proprietà della famiglia Spano; altro frammento di collana lungo cinque centimetri, che rappresenta Iside, che denuda le mammelle; ed altra collana composta dr undici vasetti, che facea già parte della collezione del Ghessa in Cagliari, e che ora non si sa dove sia andata a finire. Gli amuleti estratti furono in gran quantità e alcuni di essi, i più rari ed interessanti, sono ora nel Museo di Cagliari, di cui formano uno dei principali ornamenti.
   Che gli Egiziani sieno stati in Sardegna e vi abbiano vissuto per secoli è da molti creduto e da altri niegato. Il La Marmora assevera esservi stato il culto egiziano in Sardegna, appoggiandosi alle edicole del Sulcis e alle migliaia di scarabei trovati a Tharros.
   (1) Spaxo, Scoperte del 1875.
   (2) NisSARDr, Relazione degli scavi di Tharros del 1885.