Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (215/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (215/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Oristano
   c211
   Il visconte di Narbona ritentò la fortuna delle armi, movendo, nel 1412, alla conquista d'Alghero. Ma non vi riuscì per la fedeltà degli abitanti di questa città alla Casa d'Aragona. Venuti ad accordo, il re Alfonso V, nel 1419, pagava centomila fiorini d'oro i diritti del visconte sul Giudicato. Tale somma fu però riscossa da Guglielmo di Tiniòres, erede del visconte, morto durante le trattative.
   Il marchesato d'Oristano passò intanto ad Antonio e Salvatore Gubello, figli del Leonardo, e poi a Leonardo Alagon, tiglio di Benedetta, sorella ai Gubello. Essendo allora l'isola governata da Niccolò Carro?, questi cercò levare la contea all'Alagon, col pretesto della estinzione della linea maschile. Venuti alle armi ad Uras seguì nel 1470 una battaglia, vinta da Alagon, e nella quale per la prima volta si adoperarono i cannoni nell'isola. Nel 1478 altra battaglia, combattuta a Macomer, fu contraria a questi, che cercò sfuggire l'odio del Carroz riparando a Bosa colla famiglia e poi partendo per Genova. Ma una regia galea lo fece prigioniero, e, condotto in Ispagna, finiva i giorni nel castello di Xativa in Valenza.
   Da quel tempo il titolo di marchese d'Oristano e dì conte del Goceano venne assunto dalla Corona. Andarono allora dispersi gli archivi di Arborea, in cui i giudici avevano radunato preziose memorie storiche, parte delle quali, fra cui la carta de logie, vennero in questo secolo ritrovate sepolte in un convento da certo padre Manca, che le mise gradatamente alla luce.
   Nel 1G37 l'ammiraglio francese conte d'IIarcourt comparve nel golfo di San Marco, presso Oristano, con 42 legni carichi di truppe, quasi tutte ugonotte, comandate dall'arcivescovo di Bordeaux.
   Alla mancanza di soldati spagnuoli, creduti inutili dal Governo, che giustamente fidava sulla tranquillità dell'intiera isola, fu forza supplire con truppe nazionali, i cui soldati erano detti miliziani, e che poi esisterono tino al 1818. I Francesi sbarcati presso la torre grande, di cui già si è parlato, occuparono la città e la saccheggiarono, mentre gli abitanti si rifugiarono nel borgo di Santa Giusta, ove già si radunavano i miliziani. L'astuzia di questi, scarsi di numero a [ietto al nemico, salvò la città da peggiore rovina, poiché postisi sul colle, ove s'erge la chiesa di Santa Giusta, assai visibile a chi guarda da Oristano e da tutta la pianura circostante, passarono e ripassarono le cento volte nel piazzale della chiesa, per modo che i Francesi li ritennero assai maggiori di numero di quello che fossero realmente. Gittatisi poscia nella città a suon di tamburo, ne investirono talmente i Francesi, che questi, disordinati e confusi, si ritirarono, lasciandovi due cannoni, otto bandiere, trentasei prigionieri e la maggior parte del bottino fatto in città, nonché undici barche con munizioni e moschetti. A ricordo della cacciata dei Francesi, al 2G febbraio d'ogni anno, si celebra tuttora una festa, con processione, che il popolo chiama Sa festa de sa vittoria de is sordaus grogus (la festa della vittoria dei soldati gialli), per le mostre gialle dei Francesi (1).
   Nel 179G Oristano fu invasa dalle genti d'Angioi, che vi commisero atti vandalici. E questo l'ultimo atto, degno di special nota, che chiude la storia fortunosa di questa città.
   Uomini illustri. — Oltre i giudici Torcotorio, Agatone, Galusio, [Jgone I, Turbino I, Marcello, Felice, Costante, Zoneto, Operto, Gunale con Aristana, Bosone, Mariano I, Gomita 1, Parasone I re di Sardegna, Onroco o Ottoccorre I, Turbino II, Turbino III, Ottoccorre li, Gomita II, Gonnario, Costantino I, Gomita III, Parasone li, Pietro 1, tigone II, Ugone III, Costantino II, Pietro II, Azone, Gomita IV, Guglielmo conte di Capraia, Nicolò, Mariano II, Giovanni, Andrea e Mariano III, tigone IV, Pietro III, Mariano IV, Ugone V. Eleonora, Mariano V, Guglielmo II,
   (1) Scinti; Salvator Angelo, Memorie di Arborea, 1870.