208 l'aite Quinta - Italia Insulare
l'esercito arborense, avendo riportato una splendida vittoria contro i Saraceni, fu, dagli Arbórensi, acclamato a loro giudice. Questi fu Mariano 1, che venne, dopo pochi anni, ucciso dai sicari del suo genero e finto amico Gomita I, il quale non risparmiò neppure il di lui figlio Depellino, benché giovinetto.
Parasone, re di Sardegna, per togliere ai Pisani, suoi nemici, la speranza di riavere dominio sull'isola, divise i Giudicati fra parenti ed amici, e investi di quello di Arborea il suo nipote Orn oco, ossia Ottoccorre I, che terminò nel 1070 la costruzione della città di A ristana, trasferendo visi col governo, il clero ed il popolo, e trasportando seco quanto v'era di prezioso a Titarros, compresa la ricca biblioteca, piena di documenti greci e romani antichissimi.
Il sito prescelto dalla fondatrice sulle rovine dell'antica 0llioca, è oggidi detto dal volgo Cuccimi de potiu e anche Cmcuru de San tu l'erdu (colle di San Pietro) per la chiesa cattedrale ivi eretta a mezzogiorno ed a poca distanza dalia odierna Oristano, tra il camposanto e la chiesa campestre di San Giovanni Battista, oggi campo aratorio.
Un secolo dopo gli abitanti prescelsero il sito attuale, perchè trovandosi le fertili praterie assai distanti dalla città, quella gente era quasi sempre colà ad attendere ai loro poderi, sicché non tardarono a convenire essere a loro più utile l'erezione di un paese frammezzo alle loro terre, e cosi infatti fecero. Da ciò la denominazione di Bingiaregu, corruzione di Vinca Ilegum (vigna dei re d'Aragona) e d'altri simili, che tuttora conservano molli rioni dell'odierna città, già prima fertili ed ubertose campagne.
11 primo arcivescovo d'Oristano, che si ricordi, è Teoto (1070). Morto Torgotorio di Gunale. giudice d'Arborea, il regno passò a Ottoccorre I, che lo trasmise ai suoi discendenti fino ad Ottoccorre II, che morì senza prole combattendo ì Saraceni, estinguendosi in lui la prima dinastia sarda d'Arborea 11 giudicalo passò a Gomita II, suocero di Ottoccorre II, poscia a Gonnario, genero di Gomita, ma avendo questi rinunziato, salì sul trono Corniti III, il quale cercò di appropriarsi il giudicato di Torres, e fu il primo, che diede l'esempio di voler occupare gli Stati altrui.
Nel 1147 gli successe il figlio Barisene II, che fu pure re di Sardegna, e che i Genovesi tennero prigioniero per debiti fino al 1171, in cui riuscì a riscattarsi. Ricondotto in patria dal console di Genova, Ottone Caffaro, comandante una forte squadra, costui non abbandonò le acque d'Arborea, prima di aver imposto una forte tassa sul popolo, che la pagò volontieri, lieto di riavere il proprio re.
Nel 1175 Barisone fonda in Oristano un ospedale col titolo dello Stagno di Fisa, dipendente dall'omonimo, che colà esisteva.
Nel 1197 Guglielmo di Massa, giudice di Cagliari, occupa Oristano, ne saccheggia il duomo e si fa proclamare, dal clero e da una parte della popolazione, giudice di Arborea.
Durante il giudicato di Mariano li, dal 1291 al 1293, arrivarono in Oristano alcune centinaia di Cristiani, provenienti dalla città di Tiro nella Siria, per cui Bonifacio Vili nel 1295, univa la chiesa di quella città all'arcivescovato di Oristano. In quel tempo verniero fondate le due torri, che ancora sorgono dentro la città e di cui già s'è detto.
Nel 1300-1347 Ugone IV, figlio a Mariano III. presta aiuto agli Aragonesi e barbaramente ordina l'eccidio di quanti Pisani si trovavano negli Stati arbórensi. Egli fu padre naturale a Torbeno Falliti, celebre poeta e giureconsulto. Succedutogli il figlio Mariano IV, questi mosse guerra agli Aragonesi, coi quali poi si pacificò più volte. Nel 1355 segnò una pace definitiva con essi, e nel 1364 fece guerra a Brancaleone Doria, signore di Castelgenovese, succeduto a Mariano in senno e iti valore, che poi sposò la di lui figlia Eleonora. L'anno dopo tornò a rompere guerra agli Aragonesi, sui quali ebbe tante vittorie, che poco mancò non divenisse signore dell'intiera isola.