Oristano
c207
11 bilancio preventiva del Connine di Oristano, pel 1894, è il seguente :
Attivo Passivo Entrate effettive......L. 160,UBO. 07
Movimento di capitali .... » 100. — Partite di giro ....... 50,710.15
Totale L. 217,800. 22
Spese obbligatorie.....L. 131,481.25
Spese facoltative ...... 20,578. S2
Movimento di capitali .... » 9,000. —
Partite di giro......» 50,740.15
Totale L. 217,800.22
Centii storici. — Oristano, capoluogo d'Arborea, è continuazione dell'antica e celebre città di Tharros, oggi distrutta e già capitale del Giudicato di Arborea. I cittadini di questa citta si trasferirono in Oristano e delle pietre di essa si servirono per fabbricare l'attuale città. A quei tempi infatti corse l'adagio: Portoni a currus sa perda de Tarros, che, voltato in lingua, suona: Portano a carra la pietra di Tarros (1).
L'etimologia della parola Oristano rimase sconosciuta fino alla scoperta delle pergamene d'Arborea, dalle quali si seppe, che deriva dalla principessa A risi aria, fondatrice della città, nel sito in cui, nei più remoti secoli, sorgeva la città storica d'Othoca. Questa città probabilmente venne distrutta dai Saraceni nel secolo X o XI, poiché Oristano sorse nel 1070.
Riportiamo un brano di documento in antico italiano pubblicato dal Martini nella Illustrazione ed aggiunte alla Storia Ecclesiastica e nelle pergamene d'Arborea:
« Aresta over Arista e ecitim Arestana era filala ile lo dito llopertu — femena che fite inulto i gi/oiosa de belare e (le tute scienze erano intra 'l'aero — secondo chi• erano multi maestri de scii nze — era molto de denari — e la, dita citate area ah antico de grandi libri chessere rumasi deli antichi « Romani e Sardi — secamo si studiarli de molti forti cuti premia legato de Atilonn filalo de lo antico
« Indice llogone che fw de li primi ludici d'Arboreu.....l'J la, dita Aresta Ime fato comiiiciari li
« ninru de sitila citati' d'Arestdiig cun lo nume vocntiru proprio — perlalchr cayem lata Tarro secondo « clic essere malto forata c ri'jla. Sera firmala Ime lo grande ponte cun le cnase de la giuigta de lo dito « ponti per la conservuciono e custodia ferino liredi l'onti d'Arestaiig.....».
Prima di tale storica spiegazione, gli scrittori credettero, che il nome d'Oristano derivasse dai ricchi stagni pescherecci, che la bagnano, quasi a si «nifi care slagn o d'oro, oppure che la feracità di queste pianure, in cui le bionde spighe mosse dal vento presentano la superficie di uno stagno di spighe, avesse dato il nome alla città, corruzione di stagno d'arista e per trasposizione arista stagno. Fuvvi pure chi tentò spiegare Oristano come Ori stagno, cioè sila nell'orlo dello stagno.
A ristana era figlia a Xoneto, giudice d'Arborea, che nel 982, dopo aver vinto una celebre battaglia contro i Saraceni, disperato per aver ascoltato le perfide insinua* zioni di Ugone, giudice di Cagliari, le quali lo fecero abbandonare dagli amici, abdicò in favore del figlio Gunale. Questi, malaticcio in seguito a stravizi, vedendosi impotente a reggere il Giudicato, si associò nel trono la sorella Aristana, donna saggia, virtuosa e di grande ingegno. Essa, conoscendo l'impossibilità di resistere in Tharros contro i continui assalti dei Barbari, ordinò che si fondasse un'altra città dentro terra.
Così nacque Oristano. Morto Gunale, i suoi figli Bosone, Artemio, Mariano vollero scacciare Aristana per insignorirsi del Giudicato. Costei corse dal papa, il quale, per rappaciare i fratelli, già venuti a contesa per il possesso della città, si pronunziò favorevole a Bosone, che proseguì la fabbrica della città, a cui volle dare il nome della sua figlia Feronia. Ma essendo essa morta, e poi anche Bosone, senza lasciare altri figli, combattendo con Museto nel 1021, un certo Mariano da Pisa, comandante
CI) P. Mattisi, Sardinia sacra, pag. 235.