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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Oristano
   c203
   nella stessa area, conservando del primo solo l'abside, che trovasi ora dielro al coro, e le due cappelle de\Y Annunziata e del .Rimedio. Con la distruzione del Duomo andarono pure rovinate le tombe dei giudici d'Arborea, ivi seppelliti.
   L'attuale cattedrale è ampia, ha la forma di croce latina e una gran cupola. Gli altari sono in marmo, e nelle due cappelle, poste all'estremità dei due bracci della croce, trovansi due statue in marmo di San Luigi Gonzaga e di San Giovanni Nepomuceno, entrambe scolpite dallo scultore sardo Calassi. V'ò pure una statua in pietra della Madonna del Rimedio, che fu trasportata da Tkurros, in cui era venerata sotto il nome di Vergine dell' Annunziata. Nel coro v' è un quadro dell'Assimtm del pittore Corea, lavoro egregio, e due tele dell'artista cagliaritano Marghinotti. la Cena e V Adorazione dei Magi.
   Nella sacristia altri dipinti, la testa di Sani'Archelao, patrono della diocesi e già vescovo di essa, e due grandissimi candelabri in bronzo, fusi al tempo del giudice Mariano, di cui hanno il nome, assieme a quello dell'arcivescovo Torgotorio, e la data. L'archivio, già ricchissimo di preziosi documenti storici, fu incendiato per metà nel 1G37. Il campanile, alto 34 metri e separato dal corpo della chiesa, fu costruito 111 massi di gres quaternario, scavati nel sito detto San Salvatore di Sinis, e di cui parlo assai nel suo Itinerario il La Marniora, che se ne servì di punto trigonometrico per la sua carta dell'isola.
   Dopo il Duomo viene la chiesa di San Francesco, già dei Benedettini, monumento dell'antica cristianità, che fu distrutta parecchie volte e per ultimo rifabbricata, su disegno dell'architetto Cima, che la dotò d'un colonnato. Possiede un Crocifisso, creduto di San Luca, certo molto antico. Nei due battenti in bronzo dell'antica porta si legge: Ad honorem Dei et Beatae Mariae—et .ludicis Mariani Placentinus — nos feci't et coperturam mccxxviii, e Archiepìscopus Trogotorias nos fecit fieri et copertura Ecclesiae.
   Nei magazzini del convento, assicura lo Spano, esisteva una statua di Nicolò da Pisa, rappresentante San Basilio, e su di essa trovavasi una nicchia chiusa da grata di ferro, con dentro un ricco reliquiario d'argento in forma di sfera, che racchiudeva un teschio, creduto di S. Basilio, con l'iscrizione greca : Regnante Teodosio il grande (megalu) Re in Costantinopoli, e in caratteri gotici: In Aristanis an. mcccclvi fatevi fecit, dalla quale si rileva che il teschio fosse portato da Costantinopoli sotto il regno di Teodosio (380), ch'esso appartenga a qualche altro santo e che il reliquiario sia stato fatto in Oristano nel 145G. Questo chiostro attualmente è ridotto ad uso caserma.
   Vi sono inoltre le chiese di Sant'Elisio, di San Lazzaro e dei Cappuccini, poste fuori le mura, il convento del Carmine ed altre dentro la città.
   Tra i monumenti più importanti giova ricordare le due torri, già comprese nei monumenti nazionali, con le due porte dette l'unapor/a Mari, perchè esposta verso il mare, e l'altrapwto Manna, forse perchè la più grande; entrambe quadrangolari e ben conservate, benché del tempo di Mariano III. Quest'ultima fu da poco isolata; su di essa v' ha un orologio pubblico e una grossa campana (fig. 3G) proveniente da Tharros. Quivi presso esisteva l'antico castello e gli avanzi della reggia dei Giudici. L'altra, annessa alle carceri, minacciò rovina nel 1872, arino in cui si sfondarono le volte, per poco seppellendo sotto le sue macerie i carcerati, che poterono salvarsi con la paura e con le proprie gambe.
   Bello e solido è invece il palazzo Arcivescovile, limitrofo al Duomo, con cùi comunica internamente. Degno di nota è pure il Seminario, costruito dall'arcivescovo Masones e restaurato dall'arcivescovo Bua, con scuole interne ginnasiali e liceali e con corso di teologia. II palazzo del Connine sorse nel 18G5 sulle rovine dell'antico, che venne costruito nel 1563.