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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   138 l'arie Quinta —\ Italia Insulare
   col mare per mezzo di uno stagno di basso fondo; quello di l'indurii e l'exariu, nudrilè la prima dal Tirso, die spande* i presso la foce in una laguna, e la seconda dallo stagno di Santa Giusta, e quella finalmente di fatasti, la più stimala. 11 duca Pasqua di San Giovanni e gli Spano son proprietari di codeste peschiere, the appaltano, come il marchese d'Arcais è proprietario della peschiera di Flumini nel Tirso e la casa Marchesana Neoneli di Teulada della peschiera di Marcedd'i.
   Immensa in tutte è la copia dei pesci e principalmente de' muggini, degli spari, delle orate e delle anguille e di altre specie molto gradite alle mense. I muggini si seccano al fumo sopra un gran fuoco entro una stanza chiusa e vengono chiamati m vernacolo mugheddu (mugolio); con le loro uova formasi la saporita bottarga, specie di caviale. Il Tirso, quando è gonfio nel febbraio, marzo, aprile, mena il pesce geritile, detto volgarmente saboga, clic imbundisccsi nei lauti e sontuosi conviti Alcuni di essi pesano persino otto libbre.
   Il pesce degli stagni, poco pregiato in Oristano, è un cibo delizioso più che altrove nei paesi di montagna e meglio ancora se arrostito. Grande naturalmente é il commercio dei pesci ut Oristano e nel circondario.
   MANDAMENTI E COMUNI HI L ClUCoNDAlìKi 11] OlìISTANU
   a1tarte.nenti al distretto militare di cagliari
   Mandamento di ORISTANO (comprende 5 Comuni, con una popolazione di 01% abitanti, accertala al 31 dicembre 1891). — Territorio ferace e tutto coltivalo, il quale produce particolarmente frumento, lino, orzo, fave, olio, vino, frutta, civaie, ortaggi, ecc. Grande pesca e selvaggiume abbondante.
   Oristano (7031 ab.). — Giace nel gran campo arbo-rese, a 7 metri d'altezza dal livello del mare, a poco più di 2 chilometri dalla sponda del Tirso e a circa ti dal golfo vastissimo del suo nome. Occupa tardo spazio, che basterebbe al decuplo della sua popolazione. Nei tempi trascorsi case secolari e di stile .antico erano attigue a meschine casipole; oggidì anche Oristano, a somiglianza ili altre città principali della Sardegna, si è, come dire, ringiovanita. Delle antiche fortificazioni, che munivano questa celebre capitale degli Arboresi,non sopravvanzano, che pochi tratti delle mura di Mariano e due torri. Nell'antico castello furono stabilite le prigioni e, sui ruderi del palazzo dei Giudici d'Arborea, fu costruito un carcere.
   Oristano ha quattro piazze principali, dette di Eleonora, di Città, di Mariano e del Mercato (fig. 3G). La strada principale, ricca di bellissimi fabbricati, fra cui si distinguono le case Corrias, disegno dell'architetto Cima, d'Arcais, Berretta e parecchie altre, è la così detta via Diritta, che vuol significare pr obabilmente la più importante, essendo essa storta e stretta. E qui che ha sede il commercio, e i numerosi e ben messi negozi la rendono frequentatissima a tutte le ore.
   Le case dei rioni dicentrati sono basse, spesso a solo pianterreno e per lo più fabbricate con mattoni crudi, detti in vernacolo lardini.
   Tra le sue chiese va notato anzitutto il Duomo, costruito nel 1288 dal giudice Mariano e dall'arcivescovo Torgotorio, Demolito nel 1733, fu poscia ricostruito