Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias lì!»
inviatovi con venti galee dall'infante Don Alfonso. Nella regione Asoleri s'innalza la chiesa dedicata a Santa Maria Navarresa, che vuoisi costruita nel 1052 dalla figlia d'un re di Navarra (forse D. Gargia IV), in ringraziamento alla Ss. Vergine per essere ivi sbarcata incolume dopo una tempesta violenta.
Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra).
Talana (589 ab.). — Siede a 300 metri di altezza, presso l'estremità sud della montagna Baciari, con vie anguste ed irregolari e, quel ch'è peggio, aspre e malagevoli Case in granito cementato con argilla e senza cortile, ma con orticelh in cui coltivatisi patate, legumi e varie specie ortensi, l 'arrocchiale meschina e brutta di San Michele e Santa Marta, e, fuori dell'abitato, chiesa campestre di Sant'Efisio. Terreno idoneo ad ogni coltura. Grano, orzo, fave, patate, legumi, pochi alberi fruttiferi, alveari, pascoli, bestiame, formaggi, che con la lana e le pelli, formano il ramo principale di guadagno. Le donne attendono al telaio tessendo panni comuni e pezze di pelo caprino, pel consumo locale e pel commercio. Vi sono nel territorio indizi di minerale di ferro e di piombo. Boschi e selvaggiume; parecchi Nuraghi, fra cui uno rimarchevole detto de su Piami.
In questo villaggio si mangia il pane di ghiande, che viene impastato non già coll'argillà, come molti hanno scritto, ma con acqua messa per qualche ora a bagno in una qualità d'argilla, che fa legare la farina delle ghiande e di castagne. Il pane è di colore oscuro, e da molti è preferito al pane di granone (1).
Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra).
Triei (443 ab.). — A 145 metri sul mare, sul pendìo meridionale dì monte Santo, in un seno donde si scende piuttosto agevolmente nel piano dell'Ogliastra, in due frazioni, o vicinati, separati dall'alveo di un rivo, che nasce nella vicina altura e intercetta, alle volte, gonfiando, le comunicazioni fra le due borgate. Colline calcaree con spelonche. La vigna prospera egregiamente e produce molta varietà di uve, con cui fabbricansi vini bianchi e neri, notissimi per la loro bontà ed esportati dai Liguri
(1) Siccome questo pane è una specialità non solo di Talana, e dei pochi villaggi in cui si usa, ma della Sardegna, reputiamo utile aggiungere al già detto le seguenti linee, tolte alle Memorie della Reale Società agraria ed economica di Cagliari.
« Esiste, fra le masse granitiche di queste montagne, una terra rossiccia, dagli abitanti detta trocco. Questa terra vien messa in un pannolino, che s'immerge in una vasca d'acqua più e più volte, tìnchè non dia più indizio di contenere sostanze terrose. Nell'ultima acqua, in cui rimane la parte più tenue della materia, cioè l'ossido rosso di ferro, si fa bollire la ghianda, dopo essere stata esposta per più giorni al fumo in appositi incannati, cioè stuoie fatte con canne intrecciate, per mondarla dalla buccia. Dopo una lunga bollitura, la quale riduce la ghianda ad una vera confettura, perdendo perciò la sua naturale asprezza, si mangia questa pasta per pane.
« I TalanesS usano cibarsene dal novembre all'aprile. Usano pure pestare la ghianda, finché la riducano ad una pasta, che, ridotta in panetti, viene cotta nell'acqua preparata nel modo anzi descritto. In tutto ciò non v'è panificazione altro che nella forma; ma solo un'operazione chimica, in cui l'acido gallico, il concino della ghianda e l'ossido di ferro si combinano, sicché ne risulta un inchiostro nero come quello della seppia, che, con la parte amidacea del frutto, costituisce una confettura estremamente dolce, nauseante come la manna, che gl'indigeni mangiano di gusto e trovano assai saporita, massime se apprestata con le ghiande di rovere, colte nei boschi di Villanova Strisailis o con quelle dell'elee, prese nel prediletto loro bosco (padeuti) di Sorberiuo.
« Gli abitanti si assuefanno siffattamente il palato, che preferiscono mangiare i cibi più comuni conditi con io zucchero. Questo pane è però nutriente, fortificante e digeribile da quegli stomachi forti. Esso forse è antico quanto la schiatta umana ed è solo paragonabile a quello di cui fanno uso nella Cina durante le carestie. Solo i villaggi di Talana, Haonei, Villagrande e Ursulei usano cibarsi di esso ».