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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1 uu
   Parte Quinta — Italia Insulare
   A ostro-scirocco di Baoriei veggonsi le reliquie di Ardali, paese già ragguardevole, abbandonato, verso la metà del 1G00, dagli abitanti per l'insalubrità dell'aria.
   Lungo n littorale incontrasi il piccolo porto di San Giovanni e, dopo di esso, la suddetta punta di Santa Maria Navarresa, cinta di scogli con la torre omonima e, sotto il tiro del cannone, due grandi e nudi scogli, detti dai naviganti le hole di ()tjliaslra. S'entra poi nel porto di Santa Maria Navarresa, ove si possono trarre a terra i piccoli legni e dove approdano Genovesi, Napoletani, Siciliani e Romani per caricarvi formaggi, pelli, lardo, granaglie e vino, prodotti principali d'esportazione. In questo porto e ili altre cale del lido avvennero, prima dell'815, .sbarelli frequenti di Barbareschi, i quali furon però spesso respinti con molta strage.
   Proseguendo lungo la spiaggia scorgasi, sopra una rupe verdeggiante, una chiesuola della Vergine, distante circa 00 passi dalla suddetta torre e presso alia quale fu costruito un magazzino con loggiato per deporti le derrate da imbarcare. Superata poi la punta di Pietra Itossa e percorsa una spiaggia bianca, si arriva alla foce del fiume l'ahnaera ed al terni ine del litorale di Baonei.
   Cenni storici. — Credesi che la fondazione di Baonei risalga ai secolo decimo e ripeta la sua origine dalla famiglia di un capraro, che vi pose dimora come in regione di abbondanti ed ottimi pascoli; e, quantunque già sieno trascorsi molti secoli, si pretende mostrar le vestigia della casa fabbricata ed abitata da lui. in queste vicinanze esisteva il paese di Manieri, di cui parlasi nei capitoli del 1597 fra il marchese di Chirra ed il giudicato d'Ogliastra; in essi vi è sottoscritto un tale Antoni Mujanu, procurador de la villa de Manuris.
   Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra) — l'!.
   Girasole (20G ab.). Piccolo villaggio a circa 4 chilometri dal Tirreno, nella maremma, con parrocchiale della Madonna di Monserrato e in territorio angusto, molestato presso il mare da sciami infiniti di zanzare velenose e di stridule cicale. Le altre regioni sono ubertose in sommo grado e posson produrre due volte entro l'anno, se dopo il raccolto si seminino zucche, legumi e meliga. Vini ottimi e di durata, perchè fatti di uve appassite, dei quali i due terzi si vendono a' negozianti di Tortoli. Bestiame, selvaggina e pesca. Quattro Nuraghi. Vuoisi che qui presso esistesse l'antica Sulsis.
   Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra).
   Lotzorai (G38 ab.). — Giace poco lungi dal Tirreno nella maremma ogliastrina, in aria insalubre, fra due fiumi, ed è diviso in due borgate, una detta Lotzorai e l'altra, un po' discosta a est, Donigala. Parrocchiale di Sant'Elena e succursale di Santa Barbara in Donigala. Nel 1822 s'incominciò a fabbricare una nuova chiesa nella borgata Lotzorai. Nel litorale non è alcun seno e i bastimenti vanno al riparo dell'isoletta d'Ogliastra a est della foce del suddetto fiume Palmaera. Il terreno è molto atto alla coltivazione dei cereali e dei lino; i vigneti prosperano come in tutte le altre regioni vinifere dell'Ogliastra; i vini sono buoni e si esportano nel continente; alberi da frutta, bestiame, formaggio caprino e pecorino molto pregiato, ma scarso. Due Nuraghi e antiche cavernette sepolcrali nelle roceie.
   Cenni storici. — Sopra un alto poggio, donde è visibile quasi tutto ii territorio, fu edificato il castello di Lotzorai, detto pure di Agugliastra, ben munito come castello di frontiera con la Gallura. Dominò il porto ogliastrino, finche durò il regno cagliaritano e il gallurese, al quale fu unito con tutto il territorio, quando fu abolito il primo. 1 Pisani, padroni di Cagliari e della Gallura, lo armarono e lo tennero finché fu conquistato dagli Aragonesi. Ignorasi il tempo della sua demolizione. Il Fara dice averlo posseduto una principessa di Navarra, ma la storia lo ricorda solo al tempo della spedizione aragonese nell'isola. Nel 1323 se ne impadronì l'ammiraglio Garros,