ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
Il prò rn ori Iorio di Bellavista, addentrandosi nel Tirreno, forma due seni principali uno a greco, l'altro ad ostro-scirocco, con torri e chiesuole. Questo promontorio ha la forma di un T, la cui gamba è l'istmo, che lo congiunge all'isola. Al sud, lungo la riva del mare, vi è un gruppo di isolotti chiamati gli scogli rossi, che si distende fin presso la Punta nera di Bari Sardo.
A Bellavista vi è faro di la classe, la cui posizione geografica è di ':',), SS', 50 di latitudine e di 7, 23', 7 di longitudine. Apparato lenticolare a luce bianca fissa, visibile a 27 miglia marittime. Altezza del fanale sul livello del mare di 1C5 metri. L'edificio è una torre quadrata a base quadrangolare sopra fabbricato di forma rettangolare; è colorato a striscio bianche e nere. Li presso v'è pure un semaforo e più in là l'isolotto dell'Oglìasttu.
Lo Stagno di 7orioli, con un perimetro di 11.5 chilometri, è l'antico porto Sipicio, ili cui parla Tolomeo. .Nel 1851 il vescovo Toclde, volendo procacciare a Tortoli e all'Ogliastra un porto sicuro, ne scrisse al deputato Angius per ottener dal Governo il restauro del suddetto antico porto Sipicio, e l'avrebbe ottenuto se ragioni politiche non avessero effettuato lo scioglimento della Camera. Il ministro Cavour, da quel grand'uoino di Stato che era, mandò un ufficiale di marina, il pilota tenente di vascello Augusto Bruno, a fargli stadi! occorrenti. Questi mandò poi la relazione all'ammiraglio conciliudendo: Più sicuro ricovero alle navi offre il vicino stagno di Tortoli se si riduca a porto, risultando anche meno dispendioso degli altri lavori, che si dovrebbero fare nel porto di Arbatax, o di San Gerniliano, quando in questi si volesse fare un porto ,..
Per metter lo stagno in comunicazione col mare, il Bruno propose un canale navigabile traverso la duna, là dove non ha che una larghezza di 100 metri, affermando che, costrutto quel porto, nello slagno potevano entrar bastimenti di 200 ed anche di 250 tonnellate ed eseguirvi qualunque operazione di commercio. Notevole un isolotto in mezzo alla rada, dalla parte di tramontana, che contiene vestigia d'antichissime abitazioni e credesi fosse già soggiorno dei Fenici. Serve, in tempo di burrasca, a rifugio delle navi.
Fra i prodotti agrarii del circondario di Tortoli vuoisi far menzione particolare dei vini eccellenti, venduti in gran parte ai Liguri ed agli isolani della Maddalena. In generale gli abitanti mandano per mare quel che sopravvanza al consumo locale in vino, granaglie, frutta, prodotti pastorali, pelli, ecc., a Cagliari, alla Maddalena a Genova e a Napoli. Miniere di piombo argentifero in esplorazione a Monti Lovgu e Corrus de Trébutzu>
Cenni storici. —Fu capoluogo del marchesato di Quirra e vi si radunavano i procuratori dei vari comuni dell'Ogliastra, per trattarvi di interessi comuni e delle gravezze feudali, che senza loro consenso non potevano aumentarsi. Queste conferenze erano dette corti ed avevano molta affinità, col Parlamento nazionale sardo. Prima che un nuovo successore prendesse possesso del feudo, doveva giurare osservanza dei capitoli cosidetti di grazia.
Uomini illustri. — Locci Salvatore, celebre giureconsulto del XVII secolo.
Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra) — P3 T., Str. ferr. e Scalo marittimo.
Bari Sardo (1482 ab.). — Il nome deriva dal vocabolo sardo abiuri, che vuol dir palude o luogo pantanoso e non da Bari di Puglia, e giace invero in luogo basso (a soli 34 metri d'altezza), umido e nebbioso. La parrocchiale della Madonna di Monserrato, incominciata nel 1713 e terminata nel 1753, costruita con la speranza d'attirarvi la diocesi, che nel 1874 fu stabilita a Tortoli, è notevole principalmente per l'aitar maggiore e il presbiterio, superiore a quanto v'ha di simile nelle chiese della diocesi e costrutti in marmo fino e con arte elegante. Anche i due cappelloni laterali,