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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
   Il prodotto principale A quello dei castagni] che si fanno ascendere a più di 200,000; segue il vino e l'acquavite; alberi da frutta di molli specie; pascoli, bestiame e formaggi bianchi, che swiercinnsi in Napoli salati nelle cantine; molti alveari. Le donne dàriuo opera alla filatura e alla tessitura, da mi ritraggono nn lucro notevole. Il commercio esporta castagne, noci e altre frutta, tavole, travicelli, tessuti, prodotti pastorali, formaggi, bestiame, pelli, cuoi e lane, miele, cera e patate.
   Niuii Nurago, ina vestigia in varii lunghi di antiche popolazioni senza alcuna notizia però, nò del loro nome, nè del tempo della loro scomparsa. A ovest d< I paese e a circa un quarto d'ora, si sono trovati varii oggetti di archeologia e monete.
   Coli, elett. Isili IIioc. Oristano P* T.
   Austis (734 ab.). — In una valle umida e fredda e copiosa d'acque a circa 0 chilometri da Tonara, con parrocchiale dell'Assunta e due altre chiese filiali. Alberi ghiatieliferi in numero straordinario; vino un po'acerbo, ma di mi si fa esportazione oltre il consumo locale; esportansi anche tele e panni rozzi tessuti dalle donne; cacciagione m abbondanza. Pochi Nuraghi e non dei più grandi, ancor bene conservai1 Una roccia isolata, detta Sa Coraceia, prendesi a certa distanza per una statua.
   Cenni storia — Austis, accorciatura di Augustis, vuoisi fondato da una colonia, che venne a stabilirvisi sotto l'imperatore Augusto, da cui avrebbe derivato il nome. Molti infatti sono gli oggetti, che vi si dissotterrano, per tacere delle lapidi granitiche con iscrizioni romane, esistenti in un predio vicino al paese. Vi passava eziandio l'antica via centrale di levante, che aveva principio a Carales (Cagliari) e terminava a Longones (SrANo, Bolìett. Areheot. Sardo, voi. n. p. 43). Fece parte, con Destilo e Piana, della Curadoria d'Austis, feudo del marchese di San Filippo, barone di Sorso.
   Coli, elett. Isili — Dine. Oristano.
   Desulo (2052 ab.). — Giace ad 888 metri d'altezza, sopra una delle montagne pili vicine al Gennargeniu, il colosso dei monti sardi, quasi a mezzo la grande catena. E diviso in tre frazioni distinte coi nomi di Istria, Aulacciu, Amai, essi pure d'origine arabica, sul rivo detto Latalè, in mezzo ad un vastissimo bosco di castagni, noci, ciliegi, ecc., sì che par di essere in una regione alpina. Strade irregolari, case di rozzissima architettura, molte di due piani e le più di tre.
   Parrocchiale di Sant'Antonio abate, di costruzione moderna e di bel disegno a tre navate, con crociera e cupola, nella frazione Istria, che è la principale; due prò parrocchiali nelle altre due frazioni secondarie e due chiese filiali nella principale. Oltre l'estesissimo castagneto sonvi ampie selve ghiandifere con bestiame numeroso e selvaggiume ; alveari.
   Gli abitanti dì Desulo vendono bestiame, lane, pelli, formaggi, castagne, noci, noeciuolé, ciliegie, pere fresche e secche, che si chiamano pilarda, lavori grossolani in legno e grande quantità di rozzi pannilani.
   Nascono nel territorio due fiumi, uno affluente del Flumendosa e l'altro del Tirso. Pochissimi i Nuraghi e vestigia di antiche popolazioni.
   Coli, elett. Isili — Dioc. Oristano — P2 T. a Sorgono.
   Teli (468 ab.). — Sorge a 600 metri di altezza, in territorio quasi tutto montuoso alla falda ed all'estremità di un ramo dei colli, che scendono da Tonara, da cui dista 15 chilometri. Molto freddo nel verno qualche volta di 7 R. e, dal dicembre al marzo, molta neve. Parrocchiale di San Giovenale e due altre chiese rurali di San Sebastiano e di Sant'Antonio di Padova.
   Se Teti avesse una popolazione dieci volte più numerosa, potrebbe ritrarre dal territorio sussistenze bastevoli ad alimentarla, perchè la metà potrebhesi ridurre a coltura. Foche vigne, molti alberi da frutta, molli ghiandiferi, bestiame, caccia e