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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
   lì!»
   ol trecche coprirsi il corpo con sottile virgolato, esse hanno nascosto perfino il viso da certo drappo quadrato, con cui si ricoprono la testa e la faccia e che loro chiamano manteddu (mantiglia).
   Uomini illustri. — Puddu Nicolò, distinto medico, di cui è ancora sparsa la fama a Cagliari, ove dimorò, e in cui morì verso il 18G8.
   Coli, elett.. Tsili — Dioc. Oristano — P= T. e Str. ferr.
   Atzara (1606 ab.). — Siede a 470 metri di altezza, in una valle di clima umido e poco salubre, con case separate da molte strade e con due pubbliche piazze e due passeggi. Parrocchiale di Sant'Antioco e tre chiese filiali. Cereali, orzo, ortaglie, ma il prodotto principale è il vino e grandissima è la quantità, che se ne fa, la quale, non solo basta al grande consumo locale, ma ancora a provvedere i paesi circonvicini e molti altri del Campidano. Le uve son quasi tutte nere e se ne fabbrica anche zibibbo. Molti alberi da frutta e selve ghiandifere, che alimentano non solo i majali, che si allevano in paese, ina anche dei luoghi vicini. Bestiame, lane e formaggi.
   Non mancano i Nuraghi, uno dei quali notabile per esser quasi intatto, alto inetri 6.30. Non ha molti armi vi si rinvennero monete consolari in argento, una delle quali della famiglia Quinctia, insieme ad un peso romano, rappresentante il busto della Dea Moneta, che soleva adoperarsi nelle bilancio. Così lo Spano nel Bollettino Archeologico Sardo del 1861, p. 157.
   Coli, elett. Isili — Dioc. Oristano — Pa e Str. ferr.
   Grtueri(1768ab.). —Siede a 595 metri sul mare, sull'orlo dell'alto margine australe del colle del suo nome, con dorso piano d'onde lo sguardo domina un orizzonte assai vasto. Parrocchiale di San Nicolò di Bari edificata intorno il 1730 sul disegno di certo Maino e non senza buon gusto artistico* cappella della Madonna fuori paese. Acque abbondantissime e gliiandiferi in gran numero con molto sei vaggiume. Cereali, meliga, vecce, fagiuolì, piselli, lino, ortaglie, vino eccellente e numerosi alberi fruttiferi; pascoli e bestiame soprattutto porcino. Commercio con Oristano. Tre soli Nuraghi e distrutti in gran parte. Vestigia di popolazioni antiche e indizii dì tempi romani in varii luoghi, con qualche frammento d'iscrizione.
   Coli, elett. Macomer — Dioc. Oristano — Pa.
   Mandamento di TONARA (comprende 5 Comuni, popol. 6191 ab.). — Territorio non molto esteso e quasi tutto montuoso con piccoli piani La montagna principale è la così detta Genna de Floris, dipendenza del Gennargentu, donde lo sguardo scopre tutte le regioni occidentali e spazia sulla marina. Grandi boschi di castagni, ghiandiferi, selvaggiume, vigneti, pascoli, bestiame. Clima freddissimo nell'inverno sino a 7 sotto zero.
   Tonara (2323 ab.). — Sorge a 847 metri di altezza, all'incontro di due valli, ima diretta a sud, l'altra nel lato opposto e deve il suo nome al Tèneri, che la domina, formato di calcare dolomitico. È divisa in quattro rioni o frazioni, che chiamano vicinati e che vengono indicati coi nomi, probabilmente d'origine araba: Tòneri, AralmU, Telamri e II ala, ordinati a scala nella scesa del monte o sul suo pendìo. La frazione superiore è la più popolata; meno la seconda, ina più delle altre due al basso separate da un rivo, che ha le sue scaturiggini nella parte superiore della montagna. Strade generalmente anguste e scoscese, con, fuori paese e a breve distanza, alcuni tratti, donde godesi passeggiando di un'ampia ed amenissima prospettiva. Trovandosi presso il gruppo nevoso del Gennargentu il paese è spesso, nel verro, coperto di neve ed umido per le nebbie nei tre rioni inferiori. Parrocchiale non molto spaziosa dedicata all'arcangelo San Gabriele, con altre quattro chiese minori.