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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di    187
   territorio estesissimo, ma quasi tutto montagnoso, rampollano di molte acque e corrono due fiumi, il Ftumendosa, che irriga la valle pittoresca del Sarcidano e il Sardasai, che bagna quella di Sodali, lambe il piede del monte di Santa Vittoria e si versa poi nel Flumendosa, dopo passato un ponte costruito nel 1820. Vi prosperano mirabilmente gli alberi da frutta, segnatamente i noci, i ciliegi, i peri, i susini, i peschi, ecc. Bestiame in quantità e formaggi riputati pel loro sapor delicato ; molto selvaggiume
   In questo Comune il La Marmora vi stabili uno dei punti di primo ordine per la triangolazione dell'isola.
   A un'ora dall'abitato è un'antica costruzione a pietre regolari, alcune di un metro, altre ancor più grandi, non collegate da alcun cemento, che contiene tre stanze e detta Domus de Giorgia ragosa (casa di Giorgia rabbiosa) ; e, presso la chiesa campestre di San Sebastiano, un'altra costruzione antica a grosse pietre, detta dagli abitanti Sepoltura de gigante.
   Cenni storici. — Nel marzo 1866 un contadino ritrovava uria tavola di bronzo lunga rn. 0.60, alta m. 0.46 e dello spessore di centim. 5, di cui si occuparono lo Spano, il Vesme, il Mommsen, il Laboulaye ed altri dotti delle Accademie europee, scrivendone dotte illustrazioni. Questa tavola è uno dei pochi monumenti a noi pervenuti dai Romani veramente prezioso, poiché ha la data del regno dell'imperatore Ottone, 18 marzo 69, un mese e due giorni prima del suo suicidio, dopo la sconfitta di Bedriaco, avvenuta nel 20 aprile 69. La sostanza di essa è un atto, col quale si decide, che, essendo stato giudicato più d'una volta quali essere i confini dei Palvicensi, secondo la tavola di bronzo di Marco Metello, e non avendo i Gallilensi presentata la chiesta prova entro il 1° febbraio, i medesimi debbano, prima del successivo aprile, ritirarsi dai confini dei Palvicensi e dei Cameani, ]da essi occupati a viva forza, pena, ecc.
   L'atto principia così: Imp . Otiione . Caesare . Aug . Gos .xv.lv. Apiules. Descriptum . et . recognitum . ex . codice . ansato . I . helvi. Agrippae, procons, ecc., ed è firmato dal Gonsiglro, composto da Marco Giulio Romolo, legato, propretore, Tizio Atilio Sabino, questore, propretore, Marco Sterminio Rufo, legato, Sesto, Elio Modesto, Publio Lucrezio Clemente, Marco Doniizio Vitale, Marco Lucio Fido, Marco Stellino Rufo e da diversi testimoni. 1 Galdlensi, i Palvicensi e i Cameani erano tre popoli, che abitavano la costa sud-ovest della Sardegna, e i quali pare invadessero il territorio l'un l'altro.
   Il Laboulaye scrive su questa tavola: * Per le particolarità, che essa ci ha somministrato e per le questioni che ha fatto muovere, questa tavola dì bronzo occuperà un posto di grande importanza nella storia del Diritto Romano studiata sopra i documenti „.
   Per la storia è da ricordare un errore giudiziario, accaduto in questo villaggio e la di cui memoria è sempre viva nei Sardi. Nel 1842 una banda armata assale la casa del nobile Salvatore Gapece e l'assassina assieme alla serva. 11 ff. di viceré De-Asarta impone la massima energia nei ricercarne gli autori e invia in Esterzilì un giudice della Reale Udienza (Consigliere d'Appello) con pieni poteri.
   Da una congerie di fatti vennero ritenuti colpevoli i fratelli nobili Giulio e Salvatore Tolu. Condannati nel capo, Giulio veniva, siccome nobile, decapitato nella piazza del Carmine in Cagliari, ed il Salvatore impiccato in Esterzili, di fronte alla casa, ove si era ritenuto aver egli commesso il delitto. Ma le ricerche e le indagini accurate del conte Francesco Maria Serra, in allora capo dell'ufficia dell'avvocato dei poveri, riuscirono a provare luminosamente l'innocenza dei due fratelli, per bocca stessa dei veri rei, che furono costretti a confessare il loro misfatto. Il re Carlo Alberto pianse a tale notizia ed ordinò la riabilitazione dei due disgraziati