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l'arie Quinta — Italia Insulare
borgate, con piccola parrocchiale di Santa Cecilia e altre quattro < hiese minori campestri. Cereali, orzo, legumi, vigne, ulivi, mandorli, pascoli ubertosi, mollo bestiame, marmi pregevoli, ma inesplorati, cori grolle profonde, nelle quali raeeoglievasi salnitro, elio vendevasi agli abitanti d'Isili, antichi fabbricanti di polvere. Sorgente d'acqua non esaminata chimicamente, ina che bevuta dagli ammalali, di febbre principalmente, riesce molto efficace, sì che se ne fa grand'uso dal popolino. Poco lungi dal paese ineonlransi le rovine di cinque Nuraghi.
Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — l'2 ad Isili.
Gergei (1858 alt.). — A 310 metri d'altezza, alle falde di una collina, delta la Giura di Serri, in situazione umidissima ed aria insalubre. Il confine del territorio è bagnalo dal illanuu, che nasce nel Surcidano, e dal suo affluente il Murerà, che vien dai lerritorii di Escolca e di Serri
Parrocchiale di San Vito martire, costruita nel 1328, come attesta un'iscrizione sulla facciata. Nel secolo scorso costruì vasi la cupola sul presbilerio; è di una sola navata con nove cappelle laterali. Altre cinque chiese minori e due campestri. Cereali abbondanti, vini comuni e scelli di molla bontà, alberi da fruita, bestiame, telai donneschi. Ruderi di oltre trenta Nuraghi, quasi lutti diroccati.
Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — P2.
Serri (507 ab.). — A 000 metri di altezza, a 7 chilometri da Isili, e in territorio che slendesi in colline poco elevate, dette pure la Giara. Vi scarseggiano le acque correnti, ma non le sorgive, fra cui una salutifera per le febbri; suolo ferace, ma poco ben coltivato, a cereali, legumi e lino. Vi abbondano gli alberi da fruita e i pascoli alimentano un bestiame numeroso; legna e selvaggina. Nell'abitato si rinvenne una colonna dedicala ad Ercole.
Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — T. e Str. ferr.
Mandamento di JERZU (comprende 6 Comuni, popol. 8G56 ab.). — Territorio montuoso in gran parte con altipiano, su cui elevasi il Coronghi, gran rupe conica, dalla cui velia lo sguardo giunge a sud-ovest sino ai monti di Villacidro e ad est per lungo tratto nel Tirreno. Selve gliiandifere, alberi da frutta, vini eccellenti, pascoli ottimi ed abbondanti, selvaggiurne.
Jerzu (2382 ab.). — Siede a 410 metri d'altezza, sul pendio orientale di una lunga catena dì colline, non lungi dalla sponda destra del Bucumeddu. Strade irregolari, con parrocchiale di Sani Erasmo, la chiesa minore di San Sebastiano e due altre campestri. Cereali, orzo, fave, vino, legumi; alberi da frutta in numero grandissimo e principalmente ulivi, ciliegi, castagni, noci, peri, mandorli e fichi. La vigna prospera coinè nei luoghi più favoriti dalla natura. Gollivansi tulle le specie, ma le più comuni sono il cannonali e la vernaccia. I vini riescono di ottima qualità e molto se ne esporla in Liguria e se ne distilla in acquavite, che smerciasi nel Sàrrabus, nella Barbargia ed altrove. Selvaggiurne abbondante e numeroso bestiame bovino, ovino e porcino. Non mancano i Nuragìti ed uno presso al paese ha nome Domo de s'Orai (Casa dell'Orco). Da Jerzu parte la strada provinciale per Cagliari, passando pei' Perdasdefogu ed Escalaplano.
Coli, elett. T.anusei — Dioc. Tortoli (figliastra) — P2 T. e Str. ferr.
Gairo Nuoro (1508 ab.). — A G00 metri d'altezza, sul pendìo di un monte a mezzodì e molto battuto dal ponente, sì che nell'estate vi si gode di una frescura vivificante e lo sguardo spazia per lungo tratto sul Tirreno. Chiesa maggiore di Santa Elena e tre minori, una in paese e due in campagna. Molli telai, irr cui fabbricatisi panni Inni, che smerciansi ne' paesi circonvicini e nel Campidano. Granone, fagiuoli, cavoli, cipolle e zucche di enorme grossezza, di cui cibansi gli abitanti, e con le