Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano
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I prodotti territoriali consistono nel bestiame d'ogni specie, formaggio, lana, grano, orzo, fave, ghiande, ortaglie, legna da ardere, vino di buona qualità, ma soprattutto in frutta, cioè noci, nocciuole, castagne, ciliegie, susine, mandorle, pesche, ulive, fichi, pomi, ecc., che vengono prodotti da uri totale di 100,000 alberi. Manifatture di sajo, che dicono forese, con cui si vestono i contadini. I pastori si riparano dalla pioggia e dal freddo con coperte di questo tessuto, che chiamano sacu de e oh erri (sajo da coprire). Vi si trovano varie miniere di galena argentifera nella regione Sa Piccodozza di rame e di ferro in Scala Bacca s.
Sono ben noti nel territorio di Mearia otto Nuraghi, il maggiore dei quali, in vetta all'alto colle detto Norza, inerita di esser visitato per la grandezza della costruzione, l'enormità delle pietre e la particolarità dell'impasto a cemento argilloso adoperato dai costruttori. Gl'ingressi son quasi tutti in forma triangolare e bisogna entrar poco meri che carponi ; le camere, anziché ovoidali, sono conoidali e son tutte semi-diroccate, meno due, una a terreno e l'altra soprastante. La cinta esterna non si misura con meno di duecento passi e in mezzo ai rottami. Dopo questo merita di esser visitato un altro Nurago in cima ad una collina delta Maria incantada. I rimanenti son quasi tutti disfatti. Nel dintorni si rinvennero molti oggetti antichi di pregio, ora depositati nel Museo di Cagliari.
Coli, elett. Isili — Dioc. Oristano — P- T. e Str. ferr.
Mandamento di ISILI (comprende 4 Comuni, popol. 5370 ab.). — Territorio montagnoso in gran parte stendentesi sopra i monti della Barbargia, con ampii piani fra molte eminenze, bagnato da molte acque, ferace di cereali, frutta e vino in grande abbondanza. Selve gliiandifere, bestiame e formaggi
Isili (2356 ab.). — Siede a 445 metri di altezza, sull'estremità meridionale del grande altipiano, detto comunemente il Sarcidauo, esposto a tutti i venti, salvo che al libeccio, da cui lo difende la montagna di Trempu. Clima piuttosto freddo pei venti, che spirano dalle vette nevose del Gennargentu. Le case, tranne poche eccezioni, sono a un solo piano e in pietre collegate da calce assai tenace ; le strade ampie ed irregolari. La chiesa maggiore, assai capace, è dedicata a San Satui nino; altre cinque chiese minori nell'abitato e due rurali, di cui una sacra a S. Sebastiano, m vetta ad uno scoglio enorme sorgente in mezzo a una valle, ed altra a S. Giuseppe con annesso convento di Scolopii, ora adibito ad uso scuole e municipio. V'è un gabinetto di lettura. Àlberi ghiandiferi, cereali, ortaglie, vino, frutta, bestiame, apicoltura, ecc. Le donne fabbricano, in molti telai, coperte da letto con trame di lana di varii colori, tappeti da tavola assai pregiati, bisaccie, panno rozzo, detto forese, pizzi e tele assai riputate. Molti Nuraghi, i più dei quali però distrutti in gran parte.
Nel territorio si trova salnitro ed ocra di varii colori. Nella porzione della foresta del Sarcidano, spettante al Demanio, dietro la divisione col Comune eseguita colla legge del 1865, venne impiantato uno stabilimento penale agricolo, che fu chiuso, per la sua passività, nel 1890; esso dista dall'abitato 9 chilometri. Verso la chiesa di Sant'Antonio di Sarcidano vi è un giacimento di lignite, che, per l'abbondanza di piriti, fu trascurata.
Cenni storici- — Isili formava in addietro una provincia della divisione di Cagliari, soppressa col decreto Rattazzi del 1859, con una superficie di 2115.30 chilometri quadrati, e contava nel 1857 una popolazione di fatto di 51,380 abitanti con cinquantun Comuni, i quali furono poi ripartiti fra i circondari! di Cagliari, Lanusei e Oristano. Al primo passarono 19 Comuni, al secondo 18 ed al terzo 14.
Coli, elett. Isili — Dioc. Oristano — P2 T. e Str. ferr.
Escolca (589 ab.). — A 315 metri d'altezza, alla falda meridionale di una piccola collina detta la Giara di Serri e a 9 chilometri da Isili, diviso in quattro rioni o
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