ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
Cenni storici. — Al tempo dei Romani il territorio di Lanusei era abitato dai popoli sulcitani e porticesi, li «stabilita la nazionalità sarda, fece parte del Giudicato di Piumino o di Cagliari. Nel secolo XIII se ne impadronirono i Giudici di Gallura, i quali vi edificarono castella; nel secolo XIV cadde in poter dei Pisani.
Prima della presente circoscrizione territoriale, Lanusei era capoluogo di provincia nella divisione di Cagliari; comprendeva i quattro mandamenti di Lanusei, Fonni, Muravera e Tortoli, era divisa in 24 Comuni ed aveva una superficie di circa 2270 chilometri quadrati.
Uomini illustri. Lanusei ha visto nascere Cristoforo Mameli, dotto giureconsulto, ministro di Vittorio Emanuele nel 1840 < poscia presidente del Consiglio di Stato.
Coli, elett. Lajtasel -=jj Dioc. Tortoli (Ogliastra) — P* T. e Str. ferr.
Arzana (1800 ab.). — Siede a G50 metri d'altezza, sul pendio orientale della gran catena centrale dell'isola, che sorge a nord e s'inabissa nel mare a capo Carbonara, ed alla falda del monte Idolo, divisa in due borgate dette Budàci e Barigàu. Parrocchiale di San Giovanni Battista e quattro chiese figliali, due nel paese, due nella campagna. Acque copiosissime, legumi, vino squisito, ulivi e molti alberi da frutta e ghiandiferi; grande quantità di bestiame. Minerale di ferro ossidulato magnetico con piriti fra roccie granitiche. Non men di dodici Nuraghi con l'ingresso a est in forma triangolare, quasi tutti di grande dimensione, con intorno molti cumuli di pietre, rovine forse delle cinte, che avevano. Scorgonsi anche in alcuni siti delle caverne artificiali, che sembrano sepolture antiche. Le donne sono molto industri e fabbricano panni casalinghi e tele, che smerciano nell'Ogliastra e in varii paesi del Campidano di Cagliari.
Vi sono varie miniere di piombo argentifero a Monte Oro, San Giovanni Tulo ed Urculai; di rame in Erredm; di ferro in Funtana de Elini, in Genna de Conta e in Sa Ferretti.
Coli, elett Lanusei — Dioc. Ogliastra — P3 e Str. ferr.
Ilbono (1952 ab.). — A 500 metri d'altezza, alle falde dei monti della Barbargia, in territorio sparso di monti e colli irrigui, a quattro chilometri da Lanusei e fra alcune eminenze, che limitano assai il suo orizzonte fuorché a est, donde domina il Tirreno. Parrocchiale di San Giovanni Battista ed altra chiesa minore con confraternita. Alberi da frutta squisite in gran numero, ulivi e vini di tal bontà, che non la cedono ai riputati di Lanusei e dei quali la metà per lo meno esportasi da Tortoli in Liguria. Molti Nuraghi, ma disfatti in gran parte. In alcuni luoghi scorgonsi vestigia di popolazioni antiche spente da lungo tempo, si che non ne rimase memoria alcuna e se ne ignora persino il nome. Miniere di piombo argentifero in Triculé e di rame in Alaìè.
Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra) — Pa T. e Str. ferr.
Loceri (1048 ab.). — A 250 metri d'altezza, cinto ogni intorno da colline, eccetto a est, ove schiudesi una valletta, per la quale ingolf ansi i venti di levante e si addensano i vapor: del Tirreno. L'abitato occupa molta superficie pei molti cortili e il rione principale è nella via da Bari a Lanusei. Case in pietra ed alcune di due e tre piani. I giardini di aranci, limoni e cedri dànno un bell'aspetto al paese. Territorio non molto vasto e monti principali Tari e Cuccù, Sorgenti copiose, cereali, orzo, legumi, molto vino bianco e nero di cui si fa esportazione, e alberi da frutta in gran numero. Nuraghi sparsi nel territorio ma disfatti in gran parte.
Coli, elett. Lanusei — Dioc. Tortoli (Ogliastra).
Villagrande Strisaiìi (1389 ab.). — A 830 metri d'altezza e a 19 chilometri da Lanusei, in aria saluberrima, con vasto territorio in montagna, ma poco fertile e mal