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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Quinta — Italia Insulare
   Bestiame. — Le regioni doll'Ogliastra, di Chirra e del Sarrabus sono propizie all'allevamento di un bestiame numeroso. I pascoli abbondantissimi in climi varianti favoriscono in sommo grado quest'allevamento mediante le emigrazioni estive e invernali. Al sopraggiungcre della fredda stagione i pastori, dalle fredde alture, scendono giù coi loro armenti nelle regioni basse e calde copiosissime di pascolo, ove, anche ne' giorni più crudi, non soffrono disagio vacche, pecore, capre e maiali. Vi rimangono sino alla metà della primavera e più a lungo i caprari, e quando comincia a crescere il calore e le erbe ntristiscono e mancano le acque, risalgono ai monti, ai pascoli verdeggianti, alle fresche fonti e ad una temperatura migliore.
   Le paludi dell'Ogliastra son popolate di bestiame dal novembre all'aprile e nelle regioni sarrabesi, dall'altopiano di Alussara a. piani di Castiadas, vanno errando i pastori, ospiti molesti, che cagionano danni alle proprietà ed ai coltivati.
   Antichità. — Nel circondario di Lanusei son numerosi i Nuraghi, ma disfatti in gran parte per passatempo dai pastori o per adoperarne i materiali in costruzioni meschine, o per cingere i predii di muricelo, od infine per lastricar le strade.
   Dentro e in prossimità di questi vetustissimi monuménti, fu rinvenuto un gran numero d'idoletti di un'arte cosi rozza e primitiva da farli risalire ai primi tentativi umani nella plastica. Se ne ammira, come già dicemmo, una collezione ragguardevole nel museo archeologico di Cagliari, e pare accennino ad un culto del sole e degli astri come i Nuraghi aperti sempre verso il sole nascente. Tale almeno è il parere del generale La Marmora, che, nell'Atlante annesso alla sua opera classica sulla Sardegna, riprodusse buon numero di codesti idoletti. I quali attestano, in un coi Nuraghi, l'esistenza anteriore ai Tirreni e ai Fenicii, di un popolo già dirozzato nelle arti ed ai cui monumenti pervenutici non trovasi somiglianza altrove, che nelle vicine isole Baleari.
   Tradizioni. — A codesti lidi vuoisi approdasse, dopo la guerra di Troja, una squadra di Frigi. Gli abitatori delle vicine Barbargie, che non assoggettaronsì alla dominazione romana e sempre l'avversarono, chiamando se stessi Iliensi, vantavano da Troja la loro origine; e ciò è confermato da alcuni antichi scrittori greci e latini.
   Cenni storici. — Il circondario di Lanusei si compone di tre dipartimenti dell'antico regno di Piumino o di Cagliari, i quali avean nome Agugliastra, Chirra e Sarrabus.
   Il nome di Agugliastra venne al paese da un enorme scoglio piramidale, che sorge in vicinanza della spiaggia alta, un po' sotto il levante dì Baunei, fuori della curva del golfo. I naviganti se ne giovavano per riconoscer la costa e trovasi perciò registrato negli antichi portolani; passò per ultimo nel linguaggio popolare trasformato da Agugliastra in Ogliastra.
   Non si trova scritto nei monumenti antichi, ai quali si deve prestar fede, se tutta (juesta regione deve considerarsi come porzione della Barbargia. Può però ammettersi, che negli ultimi tempi del Giudicato Cagliaritano o per lo meno quando questa, con le altre contrade, soggiacque al dominio dei Giudici di Gallura, divenisse un dipartimento particolare, al quale fu dato anche il nome di Giudicato.