Circondario di Lanusei
171
che scopronsi tuttodì lavori antichissimi in codesto metallo dei primordii dell'arte e nell'Ogliastra par fossero dissotterrati quelli idoletti, che formano la parte più interessante dell'archeologia sarda ed arnmiransi nel Museo di Cagliari.
Produzione agraria. — Il circondario di Lanusei, lodato generalmente come una delle regioni più fertili dell'opima Sardegna, merita ben questa lode. I terreni si possono dividere in montani, collinosi, vallivi e maremmani. Nei primi prosperano i grandi alberi ghiandiferi per l'alimentazione abbondante del bestiame suino e i cedui per la costruzione navale; nei secondi vegeta mirabilmente la vile come nelle regioni vinifere più celebrate, lussureggia l'olivastro e fiorisce tanta varietà di alberi da frutta, quanta nei climi più felici; nei vallivi prosperano le piante ortensi, gli agrumi e quei cereali e fruttiferi, che son più vivaci ; nei maremmani finalmente, se coperti di terra vegetale e umidi, le stesse specie dei terreni vallivi e quelle dei collinosi, se sabbiosi e ghiaiosi.
Grandi spazi, nei quali ristagnano le acque piovane, rimangono incolti principalmente nelle paludi meridionali e rimane perciò infruttuosa una terra, che, per una ben condotta canalizzazione, diverrebbe feracissima e cesserebbe di essere un centro d'infezione.
Oltre che pei cereali, i legurrri e il lino copiosissimi, le ortaglie, le patate, i melloni, le zucche, le cipolle mostruose, ecc., il circondario va rinomato principalmente pe'suoi vini e per gli agrumi, dei quali giova dir qui due parole.
Chi non ha sentito lodare i vini dell'Ogliastra ? È questa la fonte principale di lucro. Le viti delle uve bianche aniroveransi in non meno di ventuna varietà e in non meno di undici quelle delle uve nere. 11 cannonilo e il nuragus son le predominanti. Sonvi poi ancora nove varietà di uve da mangiare: quella detta (rigo si conserva fresca tutto l'anno, il galopo e l'albumannu si fanno appassire. Il vino comune si fa generalmente con le uve cannonào, vernaccia, farnaccina, nuragus e moscatello.
Fra i vini dell'Ogliastra, pregevoli per la sostanza, la soavità e altre ragioni di bontà, quelli di Lanusei, di Seui e di llbono reputansi di bontà superiore; quindi quelli di Cairo, dopo di essi quelli di Jerzu, Ulassai e Osini, in ultimo gli altri. Oltre il consumo locale, la sapa o mosto cotto e l'acquavite, Vendesi una quantità rilevante di vino ai negozianti della Liguria, delle isole d'Elba e Maddalena e, quel che rimane, si trasporta in otri nella Barbargia, ove gli abitanti lo comprano volentieri, poco gustando i loro bruschi vinelli da terreni male esposti e freddi. Esportansi col vino anche i cereali, le mandorle, gli agrumi, l'olio, il formaggio, ii bestiame, le pelli, il cuoio, il miele, la caccia, ecc.
Gli aranci e i cedri non la cedono a quelli della celebre Vega di Milis e producono frutti non punto inferiori; aggiungasi la precocità della maturazione, essendo il succo delle arancie dell'Ogliastra e del Sarrabus già perfetto, quando quello delle arancie dì Milis non è peranche bene elaborato. La quantità dei frutti è sorprendente, e bello è veder le fiondi, che sembrano tanti grappoli, contandosi in alcune persin trenta arancie!
I limoni sono anche più produttivi e veggonsi alberi non più che bilustri, dai cui rami, curvi al suolo per soverchio peso, pendono persino 800 frutti! Durante la fioritura la terra biancheggia e sembra coperta da un candido velo; l'aria è tutta imbalsamata da un olezzo soavissimo diffuso dai zeffiri a grandi distanze.