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l'arie Quinta — Italia Insulare-
la quale è bevuta volgarmente dagli infermi di febbre intermittente; ina non consta, che sia mineralizzata e forse non e che acqua pretta e calda.
Cenni storici. — Non trovandosene il nome, nò nelle antiche corografie, nè in altre carte, è da creder nuovo e nato dal caso quando fu popolato, or fa circa un secolo e mezzo, da molti fuorusciti e alcuni avventurieri. I quali andarono in prima a por dimora presso il seno dì Ghia, ma sì per l'aere grave e sì perchè fossero sorpresi di frequente dai Barbareschi, abbandonate codeste sed. insalubri e malsicure, andarono a stabilirsi poco lungi entro terra sopra un alto poggio sulla marina
1 Barbareschi, mal trattenuti, scendevano spesso a predar uomini e greggie, ma dopo che i PP. Scolopii vi ebbero impiantato un podere, furono tenuti a freno dalla gente di servizio bene armata e valorosa, e gli abitanti furono ben protetti.
Coli, elelt, Iglesias — Dioc. Cagliari.
Mandamento di VILLACIDRO (comprende 2 Comuni, popol. 9351 ab.). Territorio montagnoso in gran parte e con roccie granitiche. Fra i monti è notevole il Marginili (volpe), che dà una bella cascata per nome sa Spendula, e delle valli la principale è quella del Leni, ampia nella sua apertura e poi restnngentesi, in cui entrano altre tre valli. Abbondanza d'acque, cereali, vigneti estesi, alberi da frutta massime aranci e ciliegie, ghiandiferi e cedui, erbe medicinali, bestiame e selvaggiurne.
Villacidro (5384 ab.). — Sorge a 164 m. di altezza, alle falde dei due monti bomu e Cucureddu, due grandi sporgenze del monte Cocina, le quali formano un lungo seno aperto al levante. Il paese in cinque rioni principali ha la forma di una croce distesa nella sua lunghezza in mite pendio a est, con un orizzonte vastissimo ed una prospettiva incantevole.
Le case addossate e mal disposte rendono irregolari le vie nelle linee e nella larghezza. Sono in pietra la più parte con alle spalle un cortile e loggiato, ove lavorali le donne: sul davanti un piccolo recinto, che dicon piazza, ove stanno, con la legna, i cavalli ed i buoi nei rigori invernali. Molte hanno un piano superiore (su solaiu) e parecchie fra queste possono dirsi comode e belline. Primeggia fra tutte il palazzo Vescovile, rinnovato nel secolo nostro ed ampliato da monsignor Rai-niondo Tore, vescovo di Uselli, Bella sopratutto la loggia, ch'egli vi aggiunse di dietro sopra il giardinetto elegante con prospettiva da ovest ad est. Seguono le palazzine del prof. Todde, del senatore Loru e d'altri Cagliaritani, che nell'estate vi si recano a villeggiare.
Così da lungo come da vicino, bello è l'aspetto di Villacidro per esser le case disposte su varii piani inclinati con a tergo le suddette alte montagne e un gran numero di poderi all'intorno. Dalla primavera all'autunno è tutta una lietissima amenità per gli alberi, i pergolati di viti nei cortili, i verdi e vivi aranci, che, più ampii che altrove e folti qual selva, schermiscono il rione basso dai venti settentrionali. Aria salubre e benefica ai convalescenti.
Parrocchiale di Santa Barbara, del 1600, e, per la sua distanza dal rione inferiore, fu fatta parrocchia sussidiaria l'altra chiesa di Sant'Antonio. Altre due chiese: dell'Annunziata e del Carmine, quest'ultima nel ripiano del Cucureddu, .n modo che domina il rione Castangia e Lacuneddas e l'antico convento dei Mercedari, detto Frontera, ora edilìzio scolastico. Tre oratorii, tre chiese campestri in situazione deliziosissime e le due prime in vicinanza di bellissime fonti. 11 Camposanto è una imitazione di quello di Torino.
Vaste selve, ghiandiferi, ampi pascoli, bestiame e formaggio delicatissimo, agrumi, vino bianco dolce e inolia acquavite, molti alberi da frutta e uliveti, selvaggiurne copiosissimo e svariato. Rimarchevole un vivaio di 400.000 querele di specie diverse, dell'orticoltore Pischedda.