Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
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pi» cospicua di Palmas e in essa soltanto fiori 1 commercio coll'estero, di che i navigatori diedero al golfo il nome di Golfo di Palmas. La quale era a que'tempi una terra ragguardevole cresciuta dai residui delle antiche due suddette città.
L'Infante d'Aragona, quando pose piede nella Sardegna, sbarco nel porto di Palmas, detto dagli scrittori aragonesi de Sols, ossia di Solci o Sulci, e qui sventolò per la prima volta quel vessillo straniero tanto funesto all'isola. Da quel tempo Palmas andò scadendo ogni dì più, finche fu affatto abbandonata per le invasioni non respinte ed impunite dei Barbareschi, come avvenne di tanti altri punti del litorale. Gli abitanti non vi fecero ritorno se non nel secolo scorso, quando il Governo provvide, come meglio seppe e potè, alla difesa dei contadini e pastori, che andarono a porvi dimora.
Palmas Suergiu diede il nome ai Marchesati di Palmas, Musei, Villacidro e l'ultimo possessore di questi feudi fu D. Gioachino Biondo Crespi di Valdaura, grande dì Spagna di la classe, dopo la morte del fratello senza prole D. Stefano, il 31 marzo 1819. Il 29 febbraio del 1840 furono liquidati i redditi e le prestazioni feudali dei tre suddetti feudi a termini di una convenzione fra il predetto D. Gioachino marchese di Palmas e i Comuni di detti feudi.
Coli, elett. lglesias — Dioc. lglesias.
Mandamento di SILIQUA (comprende 3 Comuni, popol. 6048 ab.). — Territorio molto esteso e corr molte montagne, di cui la maggiore VArenoso (948 metri), dalla sua forma arcuata, gode di un orizzonte vastissimo. E bagnato dal Canoniga, delto anche Cixerri, dal nome dell'antico dipartimento, da cui veniva quale affluente del Caralita. Pingui pascoli con molto bestiame, boschi d'alberi di varie specie e di ghiandiferi con molta selvaggina; anguille e trote delle migliori della Sardegna. Pietra eccellente, argilla, minerali di piombo, argento e ferro.
Siliqua (2546 ab.). — Sta sulla sponda sinistra del suddetto fiume Canoniga e a 26 chilometri da lglesias, intersecata dalla strada ferrata Cagliari-lglesias, dalla nazionale Siliqua-Sanluri e dalla provinciale Siliqua-Sulei. Parrocchiale di San Giorgio e quattro chiese filiali; avanzi di molte altre chiese disseminate per la campagna. Fra breve sarà munita d'un acquedotto, che trae le acque della regione Ortu de Nocco. In regione Orbai vi è miniera di piombo. Nel mese di maggio vi è la festa di San Giorgio, con ricca fiera.
A pochi chilometri dall'abitato, sopra un colle, che ergesi isolato dalla pianura, veggonsi i ruderi dell'antico rinomato castello di Acquafiedda, di cui è frequente menzione nell'istoria medioevale principalmente del secolo XIV, appartenente al famoso conte Ugolino della Gherardesca dell\Inferno di Dante. Questo castello ha un'altitudine di m. 278 sul livello del mare. Nel 1295 passò dalle mani di Donoratico ni quelle del Governo di Pisa e del Giudice d'Arborea. Nel 1324 l'infante Don Alfonso assediava lglesias. I Pisani, assediati in questo castello, resistettero per molto tempo agli sforzi degli Aragonesi, che l'ebbero solo dopo la caduta della città. Nel 1369 fu valorosamente da questi difeso contro il giudice Mariano, che lo assalì infruttuosamente. Nel 1392 fu di nuovo assalito da essi alla rottura corr Donna Eleonora d'Arborea. Nel 1397 il re Martino vi mandò soccorsi d'uomini e di denaro e nel 1412 fu, da Ferdinando I di Castiglia, concesso in feudo a Pietro Ogier. Nella vallala del Cixerri ebbe termine l'episodio immortalato dall'Alighieri ; quivi per ordine di Guelfo Ugolino fu messo a morte Nanni Gubetta, il creduto complice elei Buggeri, e quivi pure il Guelfo fu fatto prigione.
Dopo quello di Cagliari il camposanto di Siliqua è il migliore della provincia. Appiè dell'eminenza detta Monte d'Oro per le miniere, che racchiude, stendesi il colei ire, antichissimo giardino od orto Zinnigas, appartenente a molte famiglie, ina