Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (157/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (157/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
   153
   San Nicolò, dalla chiesetta vicino al luogo detto comunemente Porto San Salvatore, ancoraggio dei velieri. Più oltre, verso maestro, sorge il promontorio di capo Pecora, e presso questo capo evvi anche un piccolo ancoraggio, eletto Portixeddu.
   Fluminì Maggiore (4791 ah.). — Giace alla falda meridionale di un nionte, a circa 100 metri di altezza, e sulle sponde del fiume Flamini'Maggiore, che gli dà il nome e lo divide in due rioni o quartieri. Parrocchiale angusta di Sant'Antonio di Padova e altre chiesuole nella campagna. Spelonche naturali con stalattiti e stalagmiti, grotte marittime fra cui Grotta San Nicolò e Grotta della Duchessa, sotto la quale odesi rumoreggiare un fiume. Sei Nuraghi, uno fra ì quali grande si, che il suo circuito non si misura con non meno di cento passi ordinarli e costruito di pietre enormi con rottami dentro e intorno. E notevole ed interessante pei geologi la presenza di fossili in alcune rocce, che trovansi nel sito detto Sa Xea de Sant'Antoni presso l'abitato.
   Nel 1838, il La Marmont prima e quindi il Padre Angina, riconobbero, nella regione selvosa dell'/lntas, un tempio romano, che, da alcuni frammenti di un'iscrizione sul frontone, si chiarì eretto sotto Antonino. Era lungo 1S metri e largo 8 con sei colonne al pronao, quattro delle quali reggevano il frontone. Si asc< ndea al pronao per una gradinata larga 4 metri con, interposto fra questa e quello, un piano della medesima larghezza e lungo 10 metri. Il materiale è una pietra calcarea assai dura, che imita il marmo e la costruzione è accurata. Pare sia stato distrutto, piuttostocliè caduto da se e il La Marmora ne ha dato la descrizione e la pianta nella sua opera, più volte da noi citata sulla Sardegna.
   Presso la chiesa di San Nicolò veggonsi le vestigia di un paese cospicuo, ove credesi abitassero gli antichi Fluminesi e fra tali vestigia quelle di un importante acquedotto. Nella strada dal paese al mare era un'altra popolazione, com'anco intorno alla caduta chiesa di Santa Giusta e in altri luoghi.
   Nei dintorni trovansi fonderie antiche e scorie dell'epoca romana; Ira queste il cav. Serpien scoperse un gran pane di piombò;, che ora trovasi al Museo (li Cagliari, colla iscrizione: Imp. Caesar. IIadrianus.
   Il territorio produce legumi, agrumi, ortaglie, frutta, legname, bestiame ovino, bovino, porcino, cacio, selvaggina ed è ricco di ottimi pascoli. Nelle montagne e nelle dune, che trovansi nella vallata percorsa dal fiume, rinviensi il pino di Corsica (Pinas laricio) e la quercia detta in sardo Landiri mani (Quercus pseudo conifera), al Irò ve molto rara. Grande abbondanza di minerali, come attestano le miniere seguenti:
   1. Miniere di zinco e piombo di Mal fidano e Plana Sartu (della Società anonima di Malfidano). — In queste due miniere l'estrazione si fa con macchine a vapore. A Malfidano la macchina è della forza di 30 cavalli; a Planu Sartu di 15. L'eduzione delle acque si fa con una pompa rotativa del sistema Brootherood, messa in moto da una macchina a vapore a tre cilindri. Nel febbraio 1878 fu cominciata una galleria di scolo, la quale, partendo dalla spiaggia di Buggerru, a 4 metri sul livello del mare, si dirige verso il pozzo Santa Barbara della miniera di Malfidano per raggiungerlo a metri 0.70 sul livello del mare, dopo un percorso di metri 19G0. Questo lavoro, cominciato con mezzi ordinari, fu continuato con perforatori del sistema Francois e Dubois, Il minerale, dopo calcinato, s'imbarca a Carloforte, da dove vien trasportato ne! Belgio per esservi trattato nelle officine a zinco. Vi è stabilita inoltre una vasta laveria meccanica, in cui sono occupati circa 100 operai, per utilizzare il materiale delle discariche e un'altra ne fu costruita di recente, che impiega altri 300 operai.
   2. Miniera di zinco Baueddu (della Società di Malfìdano). — Produce minerali, che vengono trasportati con carri alla stazione ferroviaria d'Iglesias e di là a Cagliari, ove sono imbarcati per le officine del Belgio.
   105 — Iai S'atlia, voi. V.