l'arie Quinta Italia, Insulare
Furono fondato salino e tonnare e fu proseguita la solita pesca del corallo, mentre le donne attendevano alla coltivazione dei campi, ha piccola colonia arido cosi prosperando. Nel 1750 il re Carlo Emanuele 111, dp; le diede il nonni, riscatto diversi Tabarcliini ridotti in schiavitù dai pirati, e il capitano delle galee, Vittorio Porcile, invialo a Tunisi per il riscatto d'altri, liberava ben 121 di quegli infelici. Nel 1793 gli abitanti non vollero clic il comandante De Nohilis opponesse resistenza ai repubblicani francesi ed inchiodali i cannoni del castello, si ritirò coti la guarnigione in Sardegna e i Francesi entrarono il 7 gennaio di quell'anno in Carloforte, ove abbatterono il monumento di Carlo Emanuele, clic fu poi, alla loro cacciata, rimesso al suo posto primitivo.
Nel 1798 Carloforte fu sopraccolta da una grande sciagura. Ingannatisi gli abitanti su certi bastimenti, che andavano da alcuni giorni veleggiando intorno all'isola di San Pietro, la mattina del 2 settembre, mentre erano immersi ancora nel sonno, furono sorpresi dai Tunisini, sbarcali notte tempo dal Rais Melieiriet, poco lungi dall'abitato. Grande fu lo spavento nell'assalto dato da quei feroci ladroni alla città ed indescrivibile la scena di violenza, di pietà, di virtù e di brutalità. Pochi rimasero saldi e sulle difese nell'assalto subitaneo ed inaspettato; i più, sopraffatti dal terrore, furono spinti come greggio alla spiaggia ed imbarcati in numero di ben 933 per essere tratli in schiavitù a Tunisi, mentre il rimanente dalla masnada badava a saccheggiar le case, a rapire quel che aveavi di meglio e a manomettere e guastare quel che non poteva o non voleva portar via. Parte della popolazione erasi posta in salvo con la fuga, o riparando in casa del console francese o salvati da pochi animosi, i più dei quali erano in alto mare intenti alla pesca.
Pio VII, con bolla 19 ottobre successivo, applicò al riscatto dei Carolini varie somme provenienti da diversi benefizi vacanti, e il capitano Portile, inviato nuovamente a trattare col Bey di Tunisi, potò solo ottenere, che essi non venissero venduti ed internati nell'Africa.
Durò cinque anni la schiavitù, in capo ai quali Vittorio Emanuele, raggranellata la somma necessaria, riscattò i captivi. 11 colpo ardito ed inatteso consigliò maggiori cautele; Carloforte fu cinta di mura fuorché sulla spiaggia ove fu piantata una batteria a fior d'acqua. Per maggior difesa furori rizzati lungo la linea delle mura sei fortini e fu rifornita di tutto l'occorrente la torre di San Vincenzo sullo Spal-matore di dentro poco lungi dal paese, punto di sbarco ben noto ai barbari Africani.
Uomini illustri. — Due ne vanta Carloforle: un buon capitano marittimo, Vittorio Porcile, ed un buon letterato, il P. Tommaso Napoli delle Scuole Pie, autore d'una descrizione storica dell'assalto e bombardamento della città di Cagliari, per opera dei repubblicani francesi, nel 1893.
Coli, elett. Iglesias — Dioc. Iglesias — Pa T. Str. ferr. e Scalo marittimo.
Mandamento di FLUMINI MAGGIORE (comprende il solo Comune di Piumini Maggiore). Territorio montagnoso con lunghi ed ampii valloni, cinlo a est e ad ovest da alte montagne, da cui ha origine il fiume di Flumini Maggiore, che passa in mezzo al paese, a cui dà il nome ed entra in mare presso il capo Pecora. Grande ricchezza di minerali. I prodotti del territorio consistono in agrumi, legumi, frutta, bestiame e sclvaggiunie. È pure ricco di pascoli e selve.
Il territorio comprende quella striscia del litorale, che incomincia dal golfo Paglia e va olire il capo Pecora e precisamente sino a Bucca Zarai, foce del torrente Piscinas. Ivi schiudonsi tre piccole insenature con antri profondi ed ergonsi rupi inaccessibili e con molti scogli pericolosi, a chi vi naviga troppo vicino. La punta di Cala Domestica vi forma un seno aperto verso maestro e capace di alcuni legni di poca portata. Da codesto seno stendesi per circa 7 chilometri, la spiaggia di