Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (155/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (155/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
   lì!»
   squadra pisana s'impadronì dì alcune navi degli Aragonesi ed arse le altre con tutta la munizione ammucchiatevi.
   Coli, elett. lglesias Dioc. lglesias — T. e Str. ferr. nella frazione Poiioveswc.
   Mandamento dì CARLOFORTE (comprende il solo Comune di Carloforte). 11 territorio è atto principalmente alla coltivazione degli alberi da frutta e delle vili. I boschi danno molta legna e in qualche luogo rinviensi ferro, diaspro sanguigno e terra da maioliche. Pesca di coralli, sardelle, alici e tonno; saline.
   Carloforte (6259 ab.). — È una città fortificata dell'isola di San Pietro, fabbricata in pendio sui contrafforti della Guardia dei Mori e che si presenta in bello aspetto dal lido, per certa regolarità delle vie di giusta ampiezza e per le due piazze, una alla marina col monumento di Carlo Emanuele 111, l'altra quadrata nel centro del paese. Case ben costruito, parecchie con piano soprastante e molte di bella forma e pulite. Parrocchiale di San Carlo Borromeo e altre tre chiese filiali, una dentro l'abitato, della Concezione, con statua, che dicesi rinvenuta miracolosamente da uno schiavo in Tunisia e le altre due fuori paese. 11 porto, assai frequentato da bastimenti a vela e a vapore, è formato da un piccolo promontorio sporgente sulla linea di levante a scirocco della città e alla distanza di circa un chilometro da essa. Armatori, consolati, teatro detto Principe Tommaso, asilo infantile, società operaie, molte scuole, fabbriche, negozi, ecc.
   Nel Comune di Carloforte si trova l'importante stabilimento della Società Vietile Montaigne per la torrefazione e calcinazione della calamuia, che trasportasi da Monteponi ; quello detto della l'unta^ al nord del paese e dell'isola, per la confezione del tonno all'olio in -scatole ed in barili, del quale si fa estesissimo commercio. Vi ha pure uno stagno da cui si estrae il sale, e perciò detto le Saline, che con quelle di Cagliari sono le sole della Sardegna. In paese vi ò pure fonderia e officina meccanica a vapore di proprietà Bernard. Nel porto vi si pesca il corallo, parte del quale si lavora in paese.
   Miniere dì pirolussite dì capo Becco e capo Rosso. — Da queste due miniere di manganese i minerali si fanno discendere fino al mare per piani inclinati, poi sono inviati a Carloforte e di là imbarcati Vi ò una Cassa di soccorso aumentata dalle ritenute del 1- per cento sui salari degli operai, per i casi di malattìa. Sono stati costruiti vasti alloggi per gli operai, nonché cisterne per raccogliere le acque potabili.
   Cenni storici. — L'isola di San Pietro, su cui sorge Carloforte (V Ilìaeracum e VAccipitrum Insula degli antichi, per i falchi che la popolavano), ha un perimetro di 45 chilometri, con cale e seni naturali di facile approdo, una superfìcie di 51.97 chilometri quadrati e 6259 abitanti. È una delle maggiori isole, che fanno corona alla Sardegna, Giace lungo la costa sud-ovest, a circa 4 chilometri a maestro da Sant'Antioco, ed ha la forma di un quadrilatero con lati di lunghezza variante; in quello a mezzodì sono due punte ; una detta punta delle Colonne, per alcuni prismi basaltici emergenti dal mare, e l'altra punta Nera. Nei lati ovest e nord il mare si addentra formando un seno fra il capo Sandalo e la punta dello Spaimatore, diviso in due dalla punta del Cannone.
   Sepolture antichissime portano testimonianza de' suoi prischi abitatori, i quali soggiacquero nelle invasioni dei Saraceni e dei Barbareschi. L'isola rimase per lunghi secoli spopolata ed abitata soltanto dai conigli selvatici e dagli uccelli, finché cadde in mente al suo proprietario, il duca di San Pietro, di trasportarvi i Genovesi dell'isola coloniale di Tabarca sulla costa d'Africa, molestati dai Bey di Tunisi. Nel 1736 il prode genovese Agostino Tagliafico sbarcò sull'isola co' suoi 750 Tabarchini e costruì sull'altura in mezzo all'isola la fortezza di Carloforte, che ricevè una piccola guarnigione.