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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Iglesias
   lì!»
   dai meridionali per l'ostacolo di quelli di Villamassargia. Parrocchiale dedicata a Sant'Ignazio di Loiola, con vicina la casa baronale dei Gesuiti, i quali, secondo alcuni, la fondarono, dandole l'attuale nome, che è l'anagramma di Jesunt, Grano, mais, orzo, fave, legumi bestiame. Quando Musei era posseduto dai Gesuiti i loro fattori usavano tale una diligenza nell'allevamento delle vacche, le quali venivano su cosi bene nelle tanche, ch'erano riputate le migliori della Sardegna.
   Cenni storici. — Musei era un'antica baronia dei Gesuiti, i quali vi possedevano la suddetta casa baronale per il fattore, che soleva essere un frate converso; vi esigevano i tributi feudali e governavano in tal modo i vassalli, che trovavansi in condizioni preferibili alla presente. Quando furori soppressi, il feudo venne incamerato del Fisco, il quale però poco appresso, con transazione del 20 ottobre 1785, lo concedeva al marchese di Vìllacidro e Palmas in compenso delle scrivanie di Cagliari e di Gallura, da lui cedute al Governo. Quivi sorgeva certamente un'antica popolazione, poiché vi si scorgono molti ruderi romani, fra cui assai notevole un edilizio, di cui si conservano tuttora le fondazioni in massi riquadri, legati fra loro con sbarre di piombo, sito nella regione Arriunalis (le rovine).
   Coli, elett. Iglesias — Dioc. Iglesias — T. e Str. l'err.
   Portoscuso (780 ab.). — Giace in clima poco salubre nell'estate, nella porzione meridionale dell'arco, che fa il grosso promontorio Aitano fra due seni, uno a maestro-tramontana, detto PortojKiglielta, l'altro a scirocco di Portoscuso. La tonnara di Portoscuso è stata sempre rinomata come la più produttiva e i tonni che vi si pescavano in altri tempi, ascendevano ad una cifra quasi incredibile (1). Da
   (1) Questa tonnara apparteneva al marchese di Pasqua ed ora è proprietà del conte Pastorini di Genova. Essa è situata alla punta nord, è abbastanza vasta, ed è la più riputata, non solo fra quelle dell 'Isola Piana, di Porlo Paglia e di Cala Vinagra, che le stanno vicine, ma ancora fra quelle lontane di Flumentorgiu presso Oristano e Cala Regina nel golfo di Quarto, da alcuni anni non più attivata. Quanti s'occuparono seriamente di quest'isola di Sardegna e ne descrissero le sue bellezze naturali e le sue particolari industrie, non hanno tralasciato di parlare delle tonnare, facendo relazione della pesca, detta in vernacolo mattanza, parola appena traducibile in macellamento, la quale offre uno spettacolo mai dimenticatile] in chi ha avuto la fortuna di goderlo.
   Cosi il La Marmora ( Voyaye en Sardaignè), il Padre Getti (Anfibi e pesci della Sardegna, Sassari 1777), I'Azuni (liistoire de Sardaigne, Paris 1S02) spesero molte pagine per dare un'idea di questo combattimento marino fra l'uomo ed il pesce. Noi riprodurremo le nostre impressioni, confortandole anche dalla descrizione, che ne viene fatta da Pasquale Cugia (Nuovo itinerario di Sardegna, Ravenna 1892).
   Il mese di aprile è destinato ai preparaBi; ai primi di maggio il rais, che è il comandante della ciurma, determina il posto dove calar le reti, dal quale dipende l'esito della pesca. All'in domani si calano le reti, le quali vengono tirate nel fondo del mare da massi e indicate alla superficie da galleggianti di sughero. Queste reti, mtessute da grosse funi, formano un rettangolo con due grandi corde o guide collocate in senso opposto. 11 recinto, destinato alla pesca, è diviso m sette camere, ciascuna delle quali ha un particolare servizio e chiamansi camera di levante, bordonale di levante, la foratrice, bordonale di ponente, bastarda, camera di ponente e camera della morte. I pesci entrano nella foratrice, che è il deposito, da dove passano nelle altre camere. Al momento della mattanza il rais fa passare il numero dei tonni, destinati ad essere uccisi in quel giorno, nella cantera di ponente, che è l'anticamera di quella della morte. Si lia però cura di lasciare nella foratrice alcuni pesci che servono di richiamo. 11 passaggio dei pesci nella camera della morte lo si fa d'ordinario gettando in questa una pietra avvolta in una pelle d'agnello, che è l'esca per attirarli colà. Nel caso poi — e succede sovente — essi si mostrino restii ad entrarvi, si fa loro forza restringendo le camere.
   Terminata quest'operazione viene inalberata la bandiera, come segno della prossima pesca, la quale è-attesa con trepidazione da quanti vi hanno interesse diretto non solo, come dai marinai, ma anche da coloro, che numerosi accorrono ad assistervi. Tosto è un arrivare di grosse barche,