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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ir.fi
   l'arie Quinta — Italia Insulare-
   Gli operai di Montepoxii formavano, come in quasi llille le miniere d'Ila Sardegna, una associazione di rnuluo soccorso per 1 casi di malattia o di disgrazie, rilasciando a tal uopo il 1 °/0 sulle loro paghe. La Società però, ad ovviare alcuni inconvenienti presentati da questo sistema, nel 1877 soppresse queste ritenute e ora fa direttamente il servizio già disimpegnato dalla Gassa di mutuo soccorso. Un ospedale di 50 letti, tenuti con la massima pulizia e col miglior buon ordine da alcune suore di carità, riceve i malati della miniera e dà un sussidio a quelli eli' hanno la famiglia nella vicina Iglesias. Vi sono inoltre vasti quartieri per gli operai, ebe non abitano ad Iglesias, case a più piani per gl'impiegati, una palazzina ove risiede la Direzione, detta Bellavista, per l'immenso, stupefacente e ammirabile panorama, che da essa si scuopre da ogni parte.
   All'attivo e generoso ingegnere Ferraris devesi pure l'impianto delle cucine economiche a prò degli operai, i quali per venti centesimi hanno una buona e abbondante minestra e un 250 grammi di carne di manzo a lesso, cibo sano e nutriente, che conserva loro le forze necessarie al disimpegno dei faticosi lavori, a cui sono adibiti. Ultimamente l'amministrazione delle cucine si fuse con la Società cooperativa d'Iglesias, creatasi nel 6 luglio 1883 per iniziativa dello stesso Ferraris, e un provveduto magazzino di generi alimentari s'impiantò, per uso del personale delle miniere, a Monteponi, Il Ferraris, per conto della Società, s'assunse la rifusione d'ogni perdita, obbligandosi rinunziare ad ogni guadagno, che vi si potesse verificare. Tale azione non ha bisogno di commento.
   La Società deve pur molto all'ex-vice direttore ing. Sanna, che durante le assenze del Ferraris resse la direzione e amministrazione di tale vasto e importante stabilimento, che dà lavoro a oltre 2500 operai, e che, senza paura d'essere contraddetti, è il più importante che conti l'Italia.
   Domusnovas (2607 ab.). — Siede a 162 metri d'altezza, alle falde del monte di San Giovanni, appendice del Marganài, che lo protegge dai venti di tramontana e di maestro, in ridentissima situazione con clima dolcissimo e prospettiva stupenda. Vie irregolari e case costruite parte con laterizi crudi e parte a pietrami, con cortile per la legna e il bestiame. Parrocchiale dell'Assunta, detta volgarmente di Santa Maria, rifabbricata; altra chiesa filiale di Santa Barbara. All'estremità del borgo, presso la via per Iglesias, è un Nurago, detto Ntiraxi de S'Oriti Mannu. de'più notevoli della Sardegna, tanto per la grandezza quanto per la singolarità della sua pianta e la moltiplicità delle opere annesse.
   Va rinomata nel territorio di Domusnovas, a 10 chilometri dal villaggio, la Grotta di San Giovanni, detta pure he s'acqua rutta (Acqua rotta), lunga 750 metri, con due aperture nei due fianchi del monte omonimo, una a sud per la quale si entra andandovi da Domusnovas, l'altra a nord, donde si riesce nella valle d'Oridda. L'ingresso è pittoresco, spazioso e abbellito da alcune stalattiti fra i lecci e gli ulivastri ; l'interno è tutto rivestito di formazioni stalattitiche e stalagmitiche ed alle due bocche della grotta scorgonsi gli avanzi di muri ciclopici, che le chiudevano e che il La Marmora attribuisce ai popoli costruttori dei nuraghi. Nel 1829 fu visitata dal re Carlo Alberto, allora principe di Carignano, che ne rimase sorpreso. Poco innanzi all'uscita sorge, sopra un rialto, 1 antichissima cappella di San Giovanni con in fondo il nicchione e la tribuna.
   A destra dell'ingresso nella grotta sgorga da un'ampia fenditura un torrentello, detto anch'esso di San Giovanni, il quale si espande prima in un laghetto, entra quindi in un canale, scorre fra le roccie, e, dopo accolti altri tre torrentelli, scaricasi nel Canoniga, poco lungi e a ovest da Siliqua. Da questo fìumicello fu creduto da