Dintorni di Iglesias
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clic si potè aprire partendo dalla valle, che sta al piede della montagna. Per discendere più in basso la società dovette intraprendere nel 1863, sulla costa del monte, il pozzo maestro Vittorio Emanuele. Questo pozzo, la cui bocca irovasì a 206.57 metri sul mare, fu spinto alla profondità di 165 metri, dopo avere attraversato gli antichi cantieri Villamarina, Pellegrini e San Severino ed i nuovi livelli Vesme a metri 114, Cavour a metri 85, Arato a metri GÌ.84 e Sella a metri 44.92. Fu munito d'una macchina a vapore di 40 cavalli, ad ingranaggio ed a cilindro orizzontale per l'estrazione dei materiali dagli accennati livelli, mediante gabbie provvedute di apparecchio di sicurezza e sospese a funi piatte di canape, la cui durata oltrepassa i quattro anni, nonché d'una pompa a vapore della forza di 130 cavalli dinamici a trazione diretta, con condensazione, costituita da tre giuochi di pompe prementi e due sorbe. Le acque, che, stante la struttura cavernosa dei calcari, non si erano mostrate ai livelli superiori, cominciarono a comparire al livello di 70 metri sul mare e finirono per invadere tutte le parti basse dei lavori a misura, che i nuovi cantieri furono aperti e messi fra loro in comunicazione.
All'uopo di liberarsi da tale inconveniente, che intralciava i lavori d'estrazione, nel 1872 la Società intraprende va e compieva, m soli otto mesi di lavoro, il pozzo Sella profondo 145 metri e con sezione di 18 metri quadrati, nella cui costruzione si spendevano 500.000 lire. In questo pozzo, la cui bocca trovasi fra il livello Delaunay e il livello Nicolai/, furono installate due pompe a vapore della forza nominale di 500 cavalli eaduna, a trazione diretta e ad alta pressione e cilindri del diametro interno di metri 2.10 e corsa di 3 metri.
Nel dicembre 1874, le pompe furono messe inattività; esse sollevavano l'acqua all'altezza di metri 115 circa e consumavano circa 50 tonnellate al giorno di lignite, fornita dalle miniere di Fontanamare e Bacu-Abis del bacino di Gonnesa e del costo di 15 a 18 lire la tonnellata.
Ma fino dai primi mesi si riconobbe, che queste pompe non bastavano a vincere le acque, le quali si mantenevano al livello di metri 71, e questa circostanza indusse la Direzione della miniera a cominciare la galleria di ribasso Vesme, a cui fu data una lunghezza di metri 527.50 al livello del mare di metri 114, cioè inferiore di 28 metri alla galleria San Severino. La quantità d'acqua sollevata dalle pompe per ogni colpo di stantuffo era di litri 1456 per ogni sistema, in assieme litri 2912.
Ma anche questo rimedio fu inefficace a prosciugare quel fiume sotterraneo e non ostante, che le pompe dessero 405 colpi per minuto, il livello dell'acqua aveva diminuito assai poco.
Si ricorse allora alla escavazione di una galleria di scolo, la quale costò 1,700,000 lire, e che diede in cinque anni un totale di 65,000 tonnellate di minerale scavato, del valore di circa 17 milioni di lire, con un beneficio di un terzo circa, cioè poco meno che 100 lire per ogni tonnellata scavata. — Nel 1880, approfittando della venuta in Sardegna del ministro dei lavori pubblici, Alfredo Bacca ri ni, nella occasione della inaugurazione della linea ferroviaria Cagliari-Sassari, furono incominciati i lavori di questa famosa e colossale galleria, che ebbe per nome Galleria Umberto, ed il pozzo d'attacco alla galleria, la cui bocca corrisponde ai piedi del monte San Giovanni, ebbe il nome di Pozzo Baccarini.
Questa galleria, compiuta in pochi anni, riuscì a disperdere le acque raccolte nei cantieri, sicché la lavorazione potè da allora continuarsi senz'altri inconvenienti. Il pozzo Vittorio Emanuele potè quindi maggiormente approfondirsi ed oggidì arriva a 211 metri, di cui ben 180 sono percorsi dalla gabbia comendata a vapore, per la discesa e salita dei vagoni e degli operai.
La galena estratta dalla miniera è generalmente in masse a struttura granosa, molto pura e, colla sola cernita a mano, si divide in tre qualità, la prima delle