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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Quinta, — Italia Insulare
   Di questi pozzi vedonsi tuttora le tracce con rigetti di calcare ferruginoso. Il culmine del monte è formato di banchi calcarei subcristallirii raddrizzati, ma molto regolarmente disposti e divisi talora da piccoli banchi subordinati di scisto argilloso bigio e rossigno. La loro direzione è da nord-nord-ovest a sud-sud-est, e l'inclinazione (ti circa 65° verso est-nord-est. Essi appartengono all'epoca silurica, come ne fanno fede i fossili caratteristici rinvenuti nei dintorni. Gli strati piombiferi o filoni, che costituiscono la ricchezza della miniera, sono intercalati fra questi banchi calcarei e, verso la direzione dei banchi stessi, si estendono, sopra una zona di < irca un centinaio di metri, al di là della quale diventano sterili. La spessezza del nucleo principale di tali strati metalliferi, misurato da est a ovest, è di 300 inetri circa.
   Entro questa zona la galena non trovasi distribuita in modo uniforme, ma presenta delle masse allungate, dette colonne, e costituite da una serie di rigonfiamenti separati fra loro da tratti sterili. Alenili di questi strati metalliferi non hanno che una sola colonna ricca, altri ne hanno due, tre e perfino sei. Le colonne seguono in direzione l'andamento dei banchi calcarei, cioè sono comprese entro piani diretti da nord-nord-ovest a sud-sud-est ed inclinati verso est, ma invece di discendere anch'esse verso l'est come i suddetti banchi, piegano verso il sud facendo, colla linea di massima pendenza dei banchi stessi, un angolo, che aumenta procedendo da ovest ad est e che varia fra 31° e 55°. Esse constano ordinariamente di purissima galena contenente 82 % di piombo ed accompagnata, negli strati, che compongono la giacitura, ora da ossido di ferro, ora da argilla. Talora la galena si trova direttamente al contatto del calcare od anche racchiusa in arnioni dentro il calcare stesso, che mostrasi allora più o meno alterato e presenta generalmente diversa struttura a seconda de' casi Finché i lavori si mantennero a non troppo grande distanza dalla superfìcie, il minerale, che si trovava direttamente nel calcare, conteneva non raramente bellissimi cristalli di anglesite.
   Il versante nordico del gruppo di Monteponi si attacca alla catena dei monti, che prosegue assai elevata in quella direzione, mentre il versante sud si abbassa rapidamente con una bella pendice, che si presta ottimamente all'apertura di gallerie di ribasso. Ed è infatti da questa pendice, che partirono i principali lavori moderni per opera della Società di Monteponi, la quale intraprese e condusse con molta energia, tanto all'interno che all'esterno, opere estesissime e bene studiale, impiegando in alcuni anni fino a 1500 operai e costruendo numerose strade, sia ferrate che ordinarie, laverie meccaniche, magazzini, caserme, case e dipendenze di vario genere di un cospicuo valore.
   Nel 1851 il Governo cedeva in affitto alla Società di Monteponi, costituitasi fra Capitalisti italiani con azioni di lire 500 ciascuna, la miniera di Monteponi per un trentennio. E nel 1881 veniva da essa acquistata definitivamente per 1,115,000 lire.
   Anteriormente al 1856 si lavorava nei livelli San Vittorio, Despine e Delaunaij, il primo a metri 268.04 sul livello del mare, il secondo a metri 259.40 ed il terzo a metri 226.39. Nel 1856 si raggiunsero i filoni colla galleria Nicolay posta al livello di metri 205.97. Negli anni 1856-58 furono campo principale e quasi esclusivo della coltivazione le gallerie Delaunay e Saint-Real poste al medesimo livello e la galleria Nicolay con lavori quasi tutti in salita Negli anni 1859-61 si lavoro principalmente in discesa ai livelli Saint-Real e Nicolay. Sul finire del 1861 si raggiunsero i filoni colla galleria Yillamarina al livello dì metri 174.07, iniziata n piccola sezione dal Mameli ed allargata e ripresa dalla Società attuale. Nel 1S58 fu cominciata la galleria San Carlo al livello della Nicolay, ma non diede quasi prodotto alcuno, avendo tagliati lavori antichi. Nel 1859 fu principiata la galleria San Severino a metri 142 sul mare, compiuta nel 1864 dal cav. Pellegrini, e la quale attraversò 100 metri di sterile rocca, prima di raggiungere le vene metallifere. Fu l'ultima galleria,