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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Iglesias
   135
   MANDAMENTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI IGLESIAS
   appartenenti al distretto militare di cagliari
   Mandamento di IGLESIAS (comprende 5 Comuni, con una popolazione residente dì 18,110 abitanti, accertata al 31 dicembre 1891). — Territorio dei più fertili della Sardegna e producente olio, vino, cereali, frutta, legumi, zafferano, tabacco, erbe medicinali e tintorie. Pascoli copiosi ed eccellente con bestiame numeroso. Grandi miniere e industria siderurgica floridissima.
   Iglesias (12,09i ab.) — Città importantissima quale principale centro minerario,non solo dell'isola, ma dell'Italia intiera. Essa è chiamata per antonomasia la Città delle Miniere, e siede a 207 metri di altezza in un bacino fra i colli che si diramano dal fianco occidentale del Marganài, per guisa che è tutta cinta di alture salvo che a sud, ov'è un'ampia uscita nel gran piano del Cixerri, e soggiace a maestro al colle di Ruon-carnmino e a levante ad altro colle, su cui sorge il castello. È cinta ancora da quelle mura intorno alle quali gli Aragonesi fecero le prime prove. Parecchie delle sue torri merlate schierate lungo la cinta murata sono ancor ritte. La figura è irregolare; la si può tuttavia assomigliare a un quadrato per essere la lunghezza e la larghezza press'a poco uguali.
   Si usciva da quattro porte: da una a nord alla regione montana; da un'altra a ovest verso il porto, e dalle altre due a sud verso la regione meridionale. Dividesi la città in due regioni: Valla, alle falde del suddetto colle di Buoneaminino; la bassa, a piè del medesimo e dell'eminenza su cui sorge il castello. La parte superiore, delta Sa Costerà, ha strade e vicoli irregolari, illuminali scarsamente da fanali a petrolio e malamente selciati ; le case basse, addossate le une alle altre senza nessun principio di regolarità estetica. L'inferiore è anch'essa irregolare nelle vie, ma migliore negli cdifizi. Molti luoghi chiamansi piazze, ma sol quello spazio che schiudesi fra la Cattedrale, l'Episcopio e il palazzo Civico merita questo nome.
   Il castello di Salvaterra, dotto pure Monte Reale (Mons Begalis), sorge a est della città e la signoreggia dall'alto. La sua area e più determinatamente la piazza d'Arme, rassomiglia a un quadrato di 1764 metri quadrati, ai quali si avrebbe ad aggiungere la superficie delle caserme a ovest e a sud, capaci di non pochi soldati. La porta aprivasi a nord; il fosso misurava 17 metri e sul margine di esso era un antemurale e la porta difesa da una torre. Porzioni delle mura sussistono e dimostrano quanto fosse forte il castello ; Io stemma dei re di Aragona vedesi ancora sopra di esse. All'angolo interno, a libeccio, è una chiesuola o cappella detta di Sani'Apollonia, e, non lungi da essa, il gran cisternone. Secondo una iscrizione, murata nella sua porta d'ingresso, questo castello fu fabbricato da Berengario Carroz nel 132-5. Il Gorbetta invece sostiene, che esso fu fondalo da Eleonora d'Arborea nel 1463 e che da questa sia venuto in possesso del conte Ugolino della Gherardesca, reso immortale più che per la sua infedeltà ai Pisani per il canto di Dante. Errore immenso poiché mentre il conte Ugolino morì nella Torre della fame nel 1288, Eleonora d'Arborea non era ancora venuta al mondo. Probabile che questa lo cedesse agli Aragonesi nella pace del 1388.
   Nel 13(J0 Brancaleone Doria, marito d'Eleonora, assediò il castello e s'impadronì della città, che tenne fino alla disfatta di Sanluri nel 1409. A quell'epoca Iglesias col castello passò nelle mani di Giovanni Dessena, valoroso capitano, il quale la rimise sotto l'autorità del Re.