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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Circondario di Iglesias
   131
   degli alberi da frutta; gli aranci principalmente prosperano così in Piumini e Domusnovas come nei climi migliori e producono frutti precoci.
   Il Cixerri è anche ricchissimo di pascoli per ogni sorta di bestiame ; ottimi i formaggi e grande la produzione ; anche l'apicultura è in fiore, ma potrebbe essere accresciuta per la dolcezza del clima e le valli fioritissime.
   Tonnare e Miniere. — Nei tempi migliori la Sardegna non pigliava meno di 45 a 50.000 tonni, dei quali un terzo nel solo Portoscuso, circondario d'Iglesias, che vantasi meritamente la prima delle tonnare sarde, anzi d'Europa, e dopo essa viene l'Isola Piana. — Delle miniere rinomate del circondario tratteremo diffusamente sotto i rispettivi Comuni.
   Nuraghi. — Di queste antichissime costruzioni in tempi tenebrosi, grande è il numero nel circondario d'Iglesias e troppo ci dilungheremmo nel pur dinumerare i coni semplici e i coni ricinti i quali, nel Cixerri, nel Sulci proprio, nel Sulci meridionale e nella penisola Sulcitana oltrepassano il centinaio, e in quest'ultima non sono meno di 27. Citeremo come massimo e primario il Nurago complicatissimo di Domusnovas, del quale si può veder la pianta nell'atlante della più volte citata opera Voyage en Sardaigne del generale La Marniera, e il grosso muro noragico, con cui furono chiuse le due bocche della celebre grotta di San Giovanni di Domusnovas.
   L'antica Salci.
   Sitici o Sulcis era anticamente la seconda città della Sardegna coeva a Cagliari. Claudiano ne attribuisce l'origine a Cartagine, rna pare più probabile che, piutlo-stocliò figlia, fosse sorella della grande emula di Roma e che i suoi coloni fossero provenienli immediatamente da Tiro sin da quando quegli intrepidi navigatori, spintisi nel bacino occidentale del Mediterraneo, si avvidero della convenienza di avere una stazione nell'isola. Il Casalis è però di parere che, prima assai dei Tirii o Fenicii, vi approdassero e vi si stabilissero i Tirreni od Etruschi.
   Checché ne sia, sedeva Sulci sulla pendice e alla falda di un colle rivolto ad oriente presso l'istmo, là dove sorge ora Sant'Antioco. Il circuito delle sue mura di enormi pietre quadrate e in forma di un trapezio, stendevasi per circa un miglio. Il maggior lato correva lungo la spiaggia e il minore per una linea più piccola di un terzo. Le strade pare fossero parallele a codesti lati ed una fu riconosciuta in molte parti dal lastricato e dai fondamenti delle case. La larghezza di questa strada è sì fatta, che vi transitano due vetture incontrandosi, con nel mezzo una linea di pietre nere quadrate e alquanto sporgenti.
   Le lastre di trachite furon tratte dalla cava dell'isola di San Pietro, alcune delle quali lunghe due metri e larghe tre quarti; e il materiale delle case dalla cava prossima alla città detta de su Pisedu, In ogni dove scorgonsi costruzioni antiche e scavando scopronsi i basamenti delle mura e molti sotterranei.
   Negli scavi d'una costruzione, 111 quella parte della città prossima alla spiaggia, fu tratta fuori dal suolo la bella statua colossale, che ammirasi nel vestibolo dell'università di Cagliari e fu giustamente apprezzata più delle due consimili, e togate anch'esse, che si conservano nel piccolo gabinetto de' marmi antichi.