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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ì!1() l'arie Quinta — Italia Insulare
   Il fiume di Teulada scende dai monti di levante: gonfiato dai torrenti intercetta le comunicazioni fra i due rioni del paese e vieta il passaggio al porto.
   Stagni. — Meritano menzione quelli di Palmas, porto Butis e porto Pino. Lo stagno di Palmas, o a meglio dire dell'Istmo, è il maggiore, e il minore quello di Butis.Vi furono formate chiuse, nelle quali pescansi molle varietà di pesci e in alcuni luoghi raccolgonsi arselle squisite e varie altre specie di molluschi. Vi frequentano i fenicotteri, gli aironi, le anatre, le folaghe e tutte le altre specie del grande stagno di Cagliari.
   Suol darsi comunemente il nome di stagni al seno di Pariniano e nella penisola di Sant'Antioco, a quello del Pruinis e all'altro del Cirdu, che altro però non sono clie insenature. Nel promontorio di Baudecerbu sono alcuni piccoli bacini, dove ristagnano le acque, ed altri presso il maggiore di porto Butis. Nelle regioni meridionali sono nell'interno molti luoghi paludosi e pantanosi, ove il terreno fa conca e non hanno scolo le alluvioni dei torrenti e dei fiumi.
   Saline. — Nel secolo scorso estraevasi il sale in porto Butis ov'è la peschiera, a porto Pino, ove vedesi tuttora un fabbricato, che serviva di ricovero ai lavoranti e di deposito per gli strumenti, in fondo al golfo Teulada e anche nello stagno dell'Istmo. Quest'ultimo dava migliori prodotti e li diede sino al 1830, quando si cessò dall'opera nei mesi estivi e solo si attese ad impedire la cristallizzazione del sale. Queste saline somministravano gratuitamente il sale agli abitanti d'Iglesias per privilegio accordato dai re d'Aragona, confermato, con alcune modificazioni, dsi re di Sardegna.
   Boschi e Selvaggnune. — Le montagne del circondario d'Iglesias sono boscose in molte parti; frequenti i gliiandiferi e nei monti di Piumini, di Oriddu, nel Gessa e nei territori di Villamassargia, Narcao, Nugis, Murdeu, Santadi, Teulada veggonsi vaste e folte selve. Gli olivastri appaiono sparsi in grandissimo numero in tutte le parti ; 1 più prosperano nel territorio di Gessa e nel litorale di Flumini, e i ginepri occupano molto spazio in varie regioni e si vendono per costruzioni, per palafitte e per mobili. Il lentischio comunissimo produce frutti abbondanti, dai quali si eslrae olio come dalle ulive, e finalmente i perastri numerosissimi dànno frutti, che giovano ad ingrassare i maiali
   Abbondano col selvaggiume i volatili d'ogni specie, gli uccelli di passo e quelli che vi stanziano. Le specie gentili sono numerosissime, e grande è la preda delle pernici, delle beccacele e dei colombi. Le valli d'Iglesias si possono qualificare la patria degli usignuoli, tanto vi si sentono gorgheggiare soavemente in primavera; e copiosissima nel verno è la caccia dei tordi e degli stornelli accorsi a svernarvi.
   Coltivazione, Pastorizia, Agricoltura. — I terreni coltivati sono, la maggior parie, argillosi, sabbiosi, freddi ed atti mediocremente alla produzione dei cereali. Ciò non di manco, dal 1713 in poi la seminagione si è ampliata largamente e grandissimi tratti di terreno furono diboscati, dissodali, messi a coltura e fecondati con le ceneri dei vegetabili.
   Il cosidelto Cixerri, regione vastissima ed una delle più ragguardevoli non solamente del circondario d'Iglesias, ma dell'intiera isola, è come una Terra Promessa. Grano, orzo, meliga, legumi, lino, vino, olio, ecc.; le piante olleracee prosperosissime e pregiati i poponi, le angurie, i cocomeri, le zucche, ecc. Mirabile la vegetazione