Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (125/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (125/471)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Oristano 100
   sotto l'invocazione di Sant'Andrea, ha attigna l'antica chiesetta del medesimo santo, già chiesa campestre, intorno alla quale furono costruite le prime abitazioni e che fu parrocchiale sino all'erezione della presente iridi a non molto. Tutte quasi le case hanno il loro piazzale assiepato da fichi d'India. Cereali, fave, legumi, vino in abbondanza, bestiame, formaggi con smercio a Cagliari. Molti Nuraghi, ma la maggior parte distrutti più che a mezzo.
   Cenni storici. — Se ne trova menzione nel suddetto atto di clonazione del giudice del regno di Cagliari, Torgotorio, al figlio Salucio di Lacon del 20 luglio 1119, ed era compreso antichissimaniente nella vetusta lolea, ove stabilironsi i Pelasgi di lolao usurpando le terre agli indigeni.
   Vi si rinvennero, in certi scavi nel centro dell'abitato, antichità romane, fra le altre dei canali impiombati e una stanzina con pavimento in mosaico e tre gradini per discendervi, in cui mettevano capo i detti canali. Nelle pietre erano scolpite delle figure, ma per la loro grandezza smisurata non si poterono rimuovere.
   Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — P3 T. a Senorbì.
   Selegas (910 ab.). — A 176 metri, in dolce pendìo, sopra due valli alle falde del colle di Guasila, con case generalmente ben costruite ed alcune comode e di bello aspetto; molte vie selciate e con marciapiede. Parrocchiale di Sant'Anna rimodernata nel 1832 e chiesa minore di Sant'Elia. Il territorio, con elementi argillosi e silicei, è attissimo alla coltivazione dei cereali e della vite. Grano, orzo, fave, legumi, molti ulivi; meritevole di particolar menzione è l'uliveto del comm. Serra; bestiame grosso e minuto e formaggio, che smerciasi, con le altre derrate, a Cagliari.
   Cenni storici. — Selegas era compreso nel feudo del marchesato di Villasor.
   Colt, olett. Isili — Dioc. Cagliari — P3 a Senorbì, T. a Mandas.
   Sisini (206 ab.). — A 245 metri d'altezza, sopra la falda dì un colle fra due vallette, una a est e l'altra a ovest, con territorio ristretto, bagnato da quattro rivi, che riunisconsi in un sol fìumicello, detto di San Cosimo. Sino al 1826 fu parrocchiale la chiesa di San Pietro, ma, trovandosi a 5 minuti di distanza dal paese, se ne costruì un'altra nel centro dedicata alla Madonna della Difesa. Terreno feracissimo, in cui prosperano viti che danno buon vino; ma più del vino coltivansi i cereali, orzo, fave, ceci, lenticchie e meloni saporitissimi. Tre Nuraghi, due dei quali distrutti dai cercatori di tesori, ma uno conserva ancora la forma primitiva ed è alto circa 7 metri. Nei dintorni si osservano ancora le vesligia numerose di antichi fabbricati.
   Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — P2 a Senorbì, T. a Mandas.
   Suelli (782 ab.). — A 245 metri d'altezza e a 3 chilometri da Senorbì, nel piano della Trexenta, là dove incomincia a declinare verso la valle a est. Parrocchiale antichissima di San Pietro, fatta forse costruire dal patrono di Suelli, San Giorgio di Cagliari, vescovo dello Barbagie, che primo vi pose la residenza. Attiguo ad essa è il santuario di codesto vescovo, che già era ornato di dieci lampade di argento e di ricchi arazzi con ricami in oro e in argento. Sopra l'altare di marmo ben lavorato sorge la statua del santo vescovo, venerato dagli aiutanti in due solenni feste annuali. Chiesuola campestre dell'Assunta. Nell'agosto vi si celebra una festa-fiera in onore dei Santi Cosimo e Damiano, che dura tre giorni.
   Il territorio è dei più fertili della fertilissima Trexenta e produce grano, orzo, fave, legumi, lino, frutta e molto vino ; bestiame, pollame copiosissimo e apicoltura. Nove Nuraghi sebbene in parte distrutti.
   Cenni storici. — Fu compreso nel feudo dell'arcivescovo di Cagliari e costituì una baronia, detta di Suelli e di San Pantaleo. Sul cadere del secolo XI Torgodorio I, giudice di Cagliari, fece donazione della terra demaniale di Suelli e Simieri al
   109 — I.ii Patria, voi. V.