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l'arte Quinta — Italia Insulare
delle quali moderna, e due rurali nella campagna. Coniatisi ned paese cinque famiglie, nobili e ricche e quasi lutto son proprietarie, mentre le povere possiedono almeno la casa ove abitano. Molti cereali e molto e squisito vino, grandi pascoli e bestiame numeroso ; lepri e pernici. Non liavvi che un A'urago nel territorio, quello di Cimieri, ora distrutto, e con l'ingresso non più alto di metri 1.20.
Cenni storici. — I rottami ammucchiati in varii luoghi indicano chiaramente l'esistenza di popolazioni antiche. Poco lungi a sud, vtggonsene presso la chiesa distrutta cui chiamano di San Pietro Vecchio. A greco-levante era il villaggio di San Teodoro, se tale era il suo nome a quei tempi, e pare sorgesse sull'uria o l'altra sponda del rio di Ariai. A nord e a pochissima distanza da Senorbi stava il villaggio di Simieri; verso ovest par ve ne fosse un altro, e verso greco appariscono altre rovine in Sant'Kclesia de Mungiti, com'anco nei luoghi detti Nostra Seniora de Uria e Arca nella linea da Senorbi a Selegas distanti un quarto d'ora. La prova della esistenza di tanti antichi villaggi, ora scomparsi in una regione così ristretta qual si è il territorio di Senorbi, trovasi nel diploma d'investitura, che il giudice Torgotorio dava al figlio Salucio di Lacon del dipartimento della Trexenta. In quest'istromento sono citate un gran numero di ville che troppo sarebbe lungo trascrivere.
Uomini illustri. — In questo paese nacque lo scultore Giuseppe Antonio Lonis.
Coli, elett. Cagliari — Dioc. Cagliari — P2 T. e Str. ferr.
Arixì (362 ab.). — Sul Rio Grande, affluente del Carolila, a 2 chilometri da Senorbi e in valle con ad est una bella collina vignata, dal sommo della quale scor-gesi, ad occhio nudo, tutta la Trexenta. Parrocchiale dell'Assunta all'estremità orientale del paese c chiesetta campestre di Santa Lucia poco discosto dal paese. Tre fonti abbondantissime favoriscono la coltivazione di tutti gli ortaggi oltre i vini, fra ì quali va pregiata la malvasìa, e quasi tutti i generi di frutta; bestiame, caccia e pesca di anguille saporite nel suddetto Rio Grande. Pozzolana ed argilla per tegoli e stoviglie ordinaria. Vestigia di tre Nuraghi e, alla distanza di 25 minuti, trovasi una spelonca con ingresso a sud, di figura ovale, capace di 2500 pecore.
Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — P2 T. a Senorbi.
San Basilio (1161 ab.). — A 350 metri d'altezza, sul pendìo di un'eminenza rivolta a ponente-libeccio, con case disposte irregolarmente in vie irregolari. La chiesa maggiore e dedicata a San Pietro, un'altra minore a San Sebastiano ed una terza a San Basilio, che fu già la parrocchiale c diede il nome al paese. Il territorio è bagnato da un solo rivo, la cui fonte addirnandasi Funtana Romana e che, ingrossato da un altro proveniente dal monte Igi, va a scaricarsi presso Arixì, nel rio di Trexenta. Chiamasi comunemente Bajoni e nei tempi piovosi gonfia sì che nessun può guadarlo ; vi si pescano trote saporite. Cereali, vino, frutta, boschi, in cui tagliasi molta legna da ardere, che gli abitanti vendono in copia e con profitto ai paesi della Trexenta che ne difettano; pascoli e bestiame. Non mancano i Nuraghi, ma disfatti m gran parte e in due luoghi veggonsi le vestigia di popolazioni antiche.
Cenni storici. — È tradizione che i primi abitanti di San Basilio fossero membri della famiglia di un pastore di nome Yirdano o Birdano e vuoisi altresì che il costui nome si leggesse in una carta antichissima, in cu, contenevansi certe convenzioni col signore del territorio. Ri San Basilio trovasi menzione nell'atto di donazione della contrada di Trexenta fatta dal giudice Torgotorio di Cagliari al suo figliuolo Salucio di Lacon nel 1119.
Coli, elett. Isili — Dioc. Cagliari — P2 a Senorbi, T. a Mandas,
Sant'Andrea Frius (964 ab.). — A 500 metri d'altezza, in una valle formata da varie colline e bagnata da tre rivi, il maggiore dei quali è il Coghinas. La parrocchiale,