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l'arte Quinta — Italia Insulare
Aria malsana per l'umidità dei vicini terreni acquitrinosi. Parrocchiale di San Salvatore e oratorio attiguo alla caca antica del barone. Altra chiesa di Sobiokt nella campagna, detta di Santa Maria, di costruzione antica e nella facciata un'iscrizione, che nessuno ha saputo legger sinora.
Il territorio di Serdiana fu sempre rinomato per la sua fertilità; si seminano grano, orzo, fave, legumi; il Sino produce molto e lo si smercia nei paesi del Campidano ; negletta per contro è la cultura della vite e degli alberi da frutta. Un solo Nurago distrutto.
Cenni storici. — Presso la suddetta chiesa Santa Maria di Sobiola e in altri luoghi vissero antiche popolazioni in villaggi ora scomparsi e ricordati dal Padre Aleo. Sc-rdiana appartenne in seguito alla curatoria di Partiolla nell'antico regno di Cagliari o Piumino. Il primitivo suo nome par fosse Sergiana ed avrebbe significato le campagne o i poderi di qualche ricco cittadino dei tempi romani di nome Sergio. Fu poi compresa con Donori nel marchesato di San Saverio.
Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 a San Pantaleo, T. a Cagliari.
Sicci San Biagio (907 ab.). — A 200 metri d'altezza e a brevissima distanza da Serdiana e da San Pantaleo, dal quale non è separato che dai giardini della villa Boyl, Parrocchiale di San Biagio, donde il nome del paese. Grano, orzo, fave, legumi, molto lino, vino mediocre, alberi da frutta, ulivi, pascoli, bestiame e formaggi. Gli abitanti vendono cereali, vini, frutta, bestie vive, pelli e formaggi in Cagliari e nel Campidano. Reliquie di Nuraghi nel territorio.
Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 a San Pantaleo, T. e Str. ferr. locali.
Soleminis (374 ab.). — Giace a 200 inetri di altezza, in territorio montuoso, a 4 chilometri da San Pantaleo, alla destra dì un rio, che volge le poche sue acque nella valle di Sestu, con due fonti ed un antico fabbricato all'estremità per abbeverare gli abitanti e il bestiame. Parrocchiale di San Giacomo apostolo. Grano, orzo, fave, legnami, vino, frutla pregiate, che smerciansi in Cagliari con altre derrate e col bestiame.
Cenni storici. — Soleminis va debitore della sua origine e del suo incremento alla famiglia Vico, che l'ebbe in feudo col titolo di marchesato.
Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 a San Pantaleo, T. a Cagliari e Str. ferr. locale.
Mandamento di SELARG1US (comprende 4 Comuni, popol. 10,704 ab.).— Territorio quasi tutto in pianura, attissimo alla coltivazione dei cereali e delle viti, le quali danno raccolti abbondantissimi di vini non inferiori per bontà a quei di Pirri e che smerciansi principalmente a Cagliari.
Selargius (3099 ab.). — In pianura, a 7 chilometri da Cagliari e poco discosto dallo stagno di Quarto e dalla palude di Pauli, donde l'insalubrità del clima. Strade ampie, ma irregolari con case in mattoni crudi, eccetto le fondamenta e uno zoccolo non guari alto. Parrocchiale dell'Assunta con molti legati e due oratorii di confraternite; altre due chiese all'estremità del paese, e un po'in distanza, chiesa di San Lussorio con statua del santo, di cui celebrasi la festa con molto concorso di gente da' paesi vicini e lontani. Ogni casa ha il suo telaio e le donne filano e tessono per la famiglia e anche per vendere.
I terreni di Selargius sono molto idonei alla coltivazione dei cereali ed, oltre il grano in copia, raccolgonsi fave, legumi, frutta ed ortaggi in abbondanza; questi due ultimi per la vendita, che se ne fa in Cagliari. Oltre i vini comuni abbondanti e pregiati fabbricansi vini scelti, come moscato, canonao, malvasìa, ecc. e raccolgonsi uve mangereccie. Il soverchio delle derrate si smercia in Cagliari per una somma annuale che si approssima a lire 200,000.