I IO
Parte Quinta — Italia Insulare
Fig 28. — San Pantaleo; Facciata della chiesa omonima (da fotografia).
e sede de' vescovi di Dolia, o meglio lolia, come or ora vedremo. Delle due altre chiese minori, una è nell'abitato e l'altra nella campagna. Grano, orzo, fave, lino, olio, vino, molto bestiame ovino e bovino, formaggio, prodotti tutti che smerciami in Cagliari e nei paesi della Trexenta; nè mancano i Nuraghi.
Cenni storici. — Il nome antico di San Pantaleo era Iolia (corrotto poi in Dolia), colonia antichissima secondo la tradizione, fondata dal pelasgo lolao. Ignorasi quando vi fosse stabilita la sede vescovile e la prima notizia certa di questa diocesi si riferisce all'anno 1089, nel quale troviamo un certo Virgilio, vescovo doliense. e quindi nel 1112 un altro vescovo Benedetto e finalmente nel 1193, secondo del pontificato di Celestino III, leggiamo fra i suffraganei dell'arcivescovo di Cagliari il vescovo di Dolia. La successione dei vescovi doliensi continuò sino a Pietro Pilares, eletto nel 1182 e nell'anno susseguente l'arcivescovo di Cagliari, che divenne signore temporale del paese, per concessione fatta nel medio-evo dai Giudici di Cagliari al vescovo doliense, fu il suo successore.
Coli, elett. Serramanna — Dioc. Cagliari — P2 ivi, T. a Cagliari.
Sonori (806 ab.). — Giace a 140 metri d'altezza, alle falde dei monti di Partiolla, a maestro del Serperteli, in territorio montuoso in gran parte, ma con una valle