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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Cagliari
   -111
   antichissima e due votive per la cessazione della peste in due diverse volte. Dopo la parrocchiale, la chiesa più notabile in Sanluri è quella di San Francesco che ha annesso un ex-convento di cappuccini, fondato nel 1608 secondo il Vico, o nel 1609 secondo il Bollano. Era notevole in questa chiesa un dipinto rappresentante un Deposto di Croce, che in oggi trovasi nel convento dei Cappuccini di Cagliari. Fuori del paese poi trovatisi altre tre chiese.
   Assai degno di nota è il Castello di Sanluri, che trovasi nel cuore del villaggio, e di cui la prima menzione leggesi nelle cronache del Fara sotto il 1358. Costruito solidissimamente, aveva una figura di dieci (ali disegnati con otto angoli salienti e due rientranti, quindici torri e un castelletto a sinistra della porta donde si usciva per andare a Sardara.
   Le mura e le torri sono distrutte, ma rimane ancora il castello con la porta suddetta. È in forma quadrata e ogni lato è largo 27 metri ed alto 10. Le pareti, così interne come esterne, sono liscie e senza alcun ornamento. Ai quattro angoli dei muri sono 4 torrioni alti 4 metri e con ingresso per una porticina comunicante col terrazzo, clic circonda il castello, nell'interno del quale furon fabbricali in tempi più recenti varii appartamenti abitati da feudatari!, ministri di giustizia e carcerati. Recentemente è stato dichiarato monumento nazionale.
   Il Comune di Sanluri produce frumento, vino, olio, legumi, civaie, legna, alleva grosso bestiame e molti polli di qualità superiore. Caccia di conigli selvatici, pernici, lepri, quaglie, ecc. L'industria fabbrica tessuti casalinghi di lino e lana.
   Cenni storici. — Come più sopra dicemmo, la prima menzione del castello di Sanluri o di Settori risale al 1345, in cui si trattò la pace tra gli Aragonesi od il giudico d'Arborea. Si ricorda poi nel 1358 ed è probabile che a quei tempi, in cui ne era signore un Ughetto di San Pace, non fosse che piccola parte di quel che divenne in seguito. Verso quel tempo se ne impadronirono Mariano od Ugone ; no prese quindi possesso Eleonora d'Arborea, che aveva ricuperato il regno paterno, e lo tenne sino al 1388 in cui, scesa a patti col re di Aragona, glielo cede insieme ad altri castelli ; ma nel 1390, offesa per un'ingiuria da lui ricevuta, diede di piglio con prospera sorte alle armi e gli ritolse quanto gli aveva ceduto.
   Nel 1409, quando il visconte di Narbona, figlio di Beatrice, sorella di Eleonora, eletto dagli Arboresi a successore del figlio di essa Eleonora e Brancaleone Boria, si accordarono con costui per respingere con le loro forze riunite l'aggressione di Martino il Giovine, di Sicilia, figlio di Martino d'Aragona, i due alleati posero il campo sotto il castello di Sanluri, o di Sellori, ove il 30 giugno fu appiccata fiera battaglia che riusci funesta al visconte di Narbona e a Brancaleone.
   Costretto ch'ebbe alla resa il castello, il vincitore incrudelì sì fattamente, che passò a fil di spada gli abitanti senza distinzione di età e di sesso. Don Martino però pagò ben presto il suo trionfo a caro prezzo, perchè assassinato da una bella fanciulla sanlii-rese, che venne poi soprannominata la bella di Sanluri., morì in Cagliari per eccesso di lascivia. Appartiene a questo principe il monumento esistente nel Duomo di Cagliari, e del quale abbiamo già parlalo. Fra i Sardi, che parteggiarono in questa battaglia per gli Aragonesi, era un Giovanni cavaliere de Sena, col fratello Guantino, che nel 1436 fu creato in guiderdone, dal re Martino, primo visconte di Sellori, Laeoni, Cenoni, Nuragus, Nurallao e Decimo. A Giovanni succedette Antonio de Sena, probabilmente suo figlio, il quale rese in quel tempo servizi segnalati al re nella conquista del reame di Napoli, ove militò a proprie spese con una compagnia di 200 combattenti.
   Leonardo Alagon, marchese di Oristano, volendo sostenere con le armi i proprii diritti contro Garroz, conte di Quirra e viceré, gli andò incontro col suo esercito, sconfìsse ed uccise fra gli altri gentiluomi anche Antonio de Sena, impadronendosi poi facilmente del castello di Sanluri.