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La Patria. Geografia dell'Italia
Sardegna. Corsica - Malta - I mari d'Italia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1895, pagine 463

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte Quinta — Italia Insulare
   (Sanla Maria di JSaboli in Marceddi) capoluogo dei popoli Neapolilami o Neapolilì, uria dulie principali tribù sarde nei tempi romani. Codesta villa esisteva ancora nel 1387, (piando Eleonora d'Arborea conchiuse la pace col re di Aragona. Sono inoltre nel territorio varii Nuraghi in gran parte distrutti,
   Questo Comune ha davanti a sè un notevole avvenire se vi si attiveranno i lavori della miniera di piombo argentifero, che trovasi in una collina del Monreale, e se vi si erigerà lo stabilimento termale in progetto.
   Cenni dorici. — Sardara, fondata probabilmente dagli Abbesi, ricevette altri incrementi dagli abitanti del suddetto Castello di Monreale. Secondo alcuni antichi storici, invece quella stessa principessa Sardara, che edificò un sontuoso palazzo a ti'u Masu (lCImas) e di cui abbiamo fatto già parola, in unione al suo marito Lesile, sarebbero stati i probabili fondatori del paese di Sardara, che dalla stessa principessa prese il nome. Nella guerra di Eleonora di Arborea contro gli Aragonesi, la gran donna venne a Sardara e volendo espugnare la citlà di Sellori, o Sanluri, si afforzo in Sardara, donde usciva per dar assalti frequenti, finché se ne impadrorii, ma per restituirlo alla pace del 1388. Nel 1470 il viceré aragonese Niccolò Carroz fu sconfitto da Leonardo Alagon, aspirante al marchesato di Oristano, il quale occupò il casLello di Monreale ; ma, debellalo poi alla sua volta nel 1478 presso Macomer, gli Aragonesi impadrouh onsi di tutte le castella presidiate dagli Arbore» e fra quéste anche del castello di Monreale.
   Coli, elett. Serrarnanna — Dioc. Ales — I'2 ivi, T. a San Gavino Monreale.
   Bagni di Sardara.
   Poco lungi dal paese, in una valletta alle falde del monte, ove trovansi le rovine del castello di Monreale, sgorgano, da tre sorgenti principali, le acque termali di Sardara, le quali, riunite poi irr una sola polla, si versano nelle vasche. Fuori dello stabili mento balneario spillano qua e là nei dintorni, altre sorgenti minori d'acqua minerale, adoperate dagli abitanti nella confezione di panni tessutr da essi (orbace).
   L'acqua di Sardara è limpida, di 00° alia scaturigine e di 25° nella vasca ove si prendono i bagni ; sviluppa tratto tratlo una grande quantità di gas, probabilmente acido carbonico ; fu analizzata in Torino dal prof. Cantù, e il La Marrnora ne trovo sul luogo alla temperatura di 48° R., essendo quella dell'atmosfera a 15°. Vi accorrono, principalmente in primavera, contadini e indigenti per curarsi dei loro malanni. 11 Comune tentò iirrora, ma inutilmente, di farvi costruire un modesto stabilimento.
   .Sussiste ancora la casa antica de' bagni di costruzione romana; il vestibolo qual sembra essere stato; quindi la sala del bagno, ove sono scavati tre bacini, dai quali rigurgita l'acqua. Sonvi inoltre altri residui dei bagni romani.
   Mandamento di SANLURI (comprende 4 Comuni, popol. 7708 ab.). — Territorio parte in piano e parte nel nucleo dei colli di monte Melas, bagnato da un rio che ha origine nei detti colli e scaricavasi nello stagno, ora prosciugato, di Sanluri. Suolo feracissimo, che regge al confronto con quello della Trexenta e della Mattonila, le regioni più feraci dell'isola.
   Sanluri (4177 ab.). — Detto anche Bellori o Seddori, città forte nel medioevo, sulla frontiera del regno di Cagliari, da cui dista 44 chilometri. Siede nell'estrema falda meridionale del suddetto monte Melos, cori vie irregolari, eccettuata la principale, che è generalmente assai ampia. Case in pietra e in argilla, rarissime quelle a mattoni crudi e quasi tutte con coitile davanti o dietro. La parrocchiale della Madonna delle Grazie ha sette cappelle con due cappelloni ed è anzichenò di buona architettura. Altre sei chiese minori sorgono nell'abitato, fra cui quella di San Pietro,